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venerdì, 25 settembre 2009
radio raiTORINO (ITALPRESS) - Una radio che si possa vedere e’ uno dei progetti del neo direttore di Gr Rai e di Radiouno, Antonio Preziosi. Nel corso di un convegno sulle radio europee durante il Prix Italia di Torino, Preziosi ha espresso il desiderio di dare un’immagine all’informazione radiofonica sul digitale e sul satellite, ma soprattutto attraverso i telefoni cellulari: “Il mio sogno e’ che il giornale radio possa raggiungere in maniera veloce milioni di italiani, fornendo i titoli del Gr e le break news. La Rai crede nell’importanza della radio e nella sua vitalita’. Spero di poter dare un umile ma fattivo contributo, puntando decisamente sulle nuove tecnologie. L’intenzione di Radiouno e’ quella di dare sempre piu’ spazio alle news”. Dal convegno di Torino Preziosi ha lanciato anche l’idea di una sorta di “Evelina” (il circuito internazionale di immagini, ndr) per la radio: “Creare un grande deposito di voci, effetti e sonorita’ da tutta Europa, da utilizzare nell’informazione quotidiana. In questo senso la Rai potrebbe essere uno straordinario Service”. (primaonline.it)
pubblicato alle 18:45 | link | commenti
martedì, 15 settembre 2009
Tutti lì, con il telecomando in mano, a urlare all’attentato alla libertà di informazione, al pensiero unico mediatico e alla censura delle voci non allineate. Che c’è, c’è tutto, ma - sorpresa delle sorprese - almeno in radio è esattamente opposto a quello contro cui ci si accalora in questi giorni: trovare una mosca, non dico nera, ma almeno bianca, in mezzo alle mosche rosse, in onde medie o in modulazione di frequenza, è un’impresa. Non si tratta di un problema minore o periferico. Numeri alla mano, per qualsiasi italiano è molto più facile imbattersi in cinque minuti di radio, piuttosto che in cinque minuti di televisioni. Fossero anche quelli del tragitto fra casa e il lavoro. E, in questi cinque minuti medi, trovare un programma, non dico di centrodestra, ma almeno non di sinistra, è un’impresa ardua. Per due motivi principali: il primo è che la radio italiana è fatta soprattutto di intrattenimento, di cazzeggio sui giornali della mattina, di pissi pissi sulle notizie ritenute più divertenti su cui ironizzare. E, ovviamente, è più divertente e facile ironizzare sul «lettone di Putin» e sulle belle ragazze piuttosto che sulla rissa verbale fra i franceschiniani e i bersaniani. Quindi, un po’ di antiberlusconismo o quantomeno di satira a senso unico anche nei programmi neutri è abbastanza normale. Quello che è meno normale è che, invece, reti pubbliche e private siano egemonizzate da presenze di sinistra. A partire dalla proprietà: Carlo De Benedetti, ad esempio, controlla tre reti (il triplo della Mondadori che ha R101): radio Capital, m2o, ma soprattutto Radio Deejay, la corazzata delle private, che ha la sua corazzata dei palinsesti in Deejay chiama Italia di Linus e Nicola Savino. Programma che sicuramente è molto divertente e programma che altrettanto sicuramente non è il prototipo del filoberlusconismo. Ma, se la radio debenedettiana è per definizione molto repubblicana, nel senso di Repubblica come casa madre, anche altrove non è che l’aria cambi. E non mi riferisco solo a Radio Radicale, che significa ore e ore di Marco Pannella in voce ogni giorno, con quel che ne consegue, visto che Pannella oggi non è certo iscrivibile fra gli amici del premier. E nemmeno a Radio Città futura (non a caso scelta dal segretario del sindacato dei giornalisti Fnsi per lanciare il suo appello alla mobilitazione), a Radio popolare e alle 22 reti del network delle radio di sinistra, spesso antagoniste e chiaramente non filoberlusconiane: chi va lì sa cosa sceglie e sa cosa ascolta. Così come Radio 24, lo dice il numero stesso, è la radio del Sole 24 ore: quindi confindustriale, quindi tutto quello che sta nell’essere confindustriale oggi.Ma, per l’appunto, le sorprese stanno altrove. Radio 105, una delle più apprezzate dall’universo giovanile, grazie soprattutto allo Zoo, che è politicamente non schierato, se non con l’antipolitica, nel programma 105 friends di Tony e Ross, schierava Beatrice Borromeo. Che ribadiva coerentemente i suoi concetti espressi chez Santoro, senza peraltro abbinare ai concetti il grandissimo fascino con cui bucava il video. Ma la prova provata - qualcosa che funziona meglio della prova del nove a scuola - dell’assoluta mancanza di colonizzazione del centrodestra nell’informazione radiofonica è Radiorai. Luogo dell’etere dove chi usa i bilancini della par condicio viene immediatamente etichettato come filoberlusconiano. E chi fa politica unilaterale come super partes. Testimonianza vivente di tutto ciò è Bruno Socillo, capo della radiofonia Rai, che, quando dirigeva Radiouno, veniva attaccato dai comitati di redazione tre volte al giorno, prima e dopo i pasti. Quando gli è subentrato un professionista di area centrosinistra come Antonio Caprarica, il cdr è apparso meno spesso di Mina in televisione.
Così capita che la rassegna stampa più ascoltata, Prima pagina di Radiotre, alterni sì le voci settimanalmente, ma che le voci alternate (alcune delle quali al secondo o terzo giro, dimostrando se non altro una non grandissima fantasia), siano più spesso di centrosinistra che di centrodestra. O, almeno, lascino quest’impressione. Radiouno, può contare su una serie di bastioni moderati: dal Comunicattivo di Igor Righetti, a Radiocity di Stefano Mensurati a Zapping di Aldo Forbice, a qualche altra isola non di sinistra. Ma, contemporaneamente, Ho perso il trend di Bassignano ed Ezio Luzzi non è certo un covo di fans del Cav., Ultime da Babele di Giorgio Dell’Arti non risparmia fendenti a nessuno e, fino a poche settimane fa, persino le domande delle interviste ai cantanti di Village e Radiouno musica avevano sfumature rosso carminio. Radiodue, poi, riesce a coniugare intrattenimento e battute su Berlusconi sparse un po’ ovunque: dal Black-out di Enrico Vaime, al Ruggito del Coniglio a Caterpillar. Anche dove non te lo aspetteresti: Sumo, trasmissione che parla di cultura, ha ospiti che spesso e volentieri vengono da un certo mondo, da certi salotti, da certe idee, spesso con i soliti compagnucci della parrocchietta. E anche la trasmissione-evento dell’estate, Un giorno da pecora, condotta da Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro, ha dato botte di qua e di là. Ma più di qua che di là. E così, per avere la prova provata di una radio egemonizzata dal berlusconismo, non resta che accendere Radio Maria. Ma solo perché lì parlano di visioni. (Giornale.it)
pubblicato alle 09:19 | link | commenti (4)
mercoledì, 09 settembre 2009
radio raimuccianteda ItaliaOggi  del 09/09/2009 (pag. 24): La nuova ristrutturazione della radio, definita dagli addetti ai lavori, spacchettamento, sta già creando qualche screzio tra i direttori. Oggetto del contendere è il nuovo Gr2. Il condirettore Flavio Mucciante è già venuto in contrasto con il direttore Antonio Preziosi (foto) e si è rivolto al cdr dell'emittente. Il pomo della discordia tra i due direttori è la durata delle edizioni più lunghe, quelle delle 7,30 e delle 12,30, che dovrebbero accorciarsi di qualche minuto. Quanti? Qui comincia il contenzioso.
pubblicato alle 16:26 | link | commenti
domenica, 16 agosto 2009
radio raimuccianteIl 3 agosto il Cda della Rai, dopo aver ascoltato le linee guida del progetto di rilancio della Radiofonia, ha nominato Bruno Socillo Direttore della Direzione Radio,Flavio Mucciante  Direttore di Radio2, Marino Sinibaldi Direttore di Radio3, Aldo Papa Direttore dei Canali di Pubblica utilità e ha espresso l’intenzione di nominare  Antonio Preziosi (foto da Metro.it) Direttore di Radio1 al cui interno è compresa la testata Rai Giornale Radio, Flavio Mucciante condirettore della testata con delega sui GR di Radio2, Riccardo Berti Direttore della testata GR Parlamento e condirettore del Giornale Radio con delega sui GR di Radio3.
pubblicato alle 10:35 | link | commenti
martedì, 21 luglio 2009
Stato di agitazione permanente per il Giornale Radio Rai. L’assemblea straordinaria dei giornalisti del Giornale Radio Rai ha proclamato lo stato di agitazione permanente in seguito all’ultimo consiglio d’amministrazione Rai. È stata infatti ventilata l’ipotesi di una frammentazione in più testate che non sembrerebbe tanto mirata ad aumentare e diversificare l’offerta dell’informazione, bensì a una nuova redistribuzione di posti e «poltroncine». L’azione dei giornalisti del Giornale Radio Rai è condivisa dalla Federazione nazionale stampa italiana (Fnsi) che, come si legge anche sul sito del sindacato, “ritiene essenziale un piano industriale ed editoriale capace di far tesoro dei valori professionali di un giornalismo radiofonico di eccellenza”.. (Adginforma)

pubblicato alle 09:53 | link | commenti
giovedì, 16 luglio 2009
Varie fonti indicano che <<per la radiofonia l'obiettivo sarebbe di ripristinare la direzione unica affiancandole pero' anche le direzioni di rete. Ipotesi di direzione per Bruno Soccillo (Radiofonia), Flavio Mucciante (Radiodue, in quota Udc) e Marino Sinibaldi (Radiotre, Pd). >>
pubblicato alle 22:33 | link | commenti
giovedì, 16 luglio 2009
radio raiIl Consiglio di Amministrazione su proposte del DG, Mauro Masi, ha approvato all’unanimità l’intendimento di nomina di  Eugenio De Paoli a   Direttore della testata Rai Sport e Rai Sport Più e le linee guida del progetto di rilancio della radiofonia. Il CdA e il Dg hanno voluto esprimere un grande apprezzamento per la professionalità e l’impegno profusi da Massimo De Luca nella guida della Direzione di Rai Sport e Rai Sport Più e auspicano che il rapporto del giornalista  con l’Azienda possa continuare con la conduzione di rubriche sportive.Le linee guida della radiofonia, che saranno illustrate dal DG alle rappresentanze sindacali, serviranno per la definizione  di un progetto complessivo di rilancio del settore radiofonico per renderlo più adeguato al mutato scenario competitivo.
pubblicato alle 16:36 | link | commenti
giovedì, 16 luglio 2009
(ASCA) - Roma, 15 lug - ''Il cdr del Giornale Radio Rai esprime forte contrarieta' all'ipotesi che si fa sempre piu' insistente in queste ore, di una divisione in tre della testata unica del Giornale Radio e, in vista del cda della Rai di domani, nella consapevolezza dei riflessi di tale decisione sulla redazione, sul lavoro giornalistico della radio e sull'intero servizio pubblico, ha deciso di convocare un'assemblea straordinaria del Giornale Radio domani giovedi' 16 luglio alle ore 15 e alla quale interverra' l'esecutivo dell'Usigrai''. E' quanto si legge in un comunicato del Cdr del Giornale Radio Rai.
pubblicato alle 09:24 | link | commenti
venerdì, 03 luglio 2009
Va in scena in Rai la moltiplicazione delle direzioni e delle testate Radio. Lo spezzatino prevede una prima separazione delle reti radiofoniche. In questo modo si potrà accontentare l'Udc con la direzione di Radio2 per Flavio Mucciante e il Pd con la direzione di Radio3 per Guido Dell'Aquila. In autunno seguirà la tripartizione chirurgica dei giornali radio. Per il Gr1 il candidato alla direzione è ancora Antonio Preziosi, per il Gr2 si fa il nome di Andrea Buonocore in quota ex An e per il Gr3 della Veltroniana Mirella Marzoli. L'alchimia del nuovo assetto radiofonico procederà secondo il piano "divide et moltiplica" elaborato dal conigliere d'amministrazione Alessio Gorla e dal dalemiano Marcello Del Bosco, veterano della direzione della divisione radio e prossimo alla pensione. (Affaritaliani)
pubblicato alle 10:07 | link | commenti
giovedì, 02 luglio 2009
(ITALPRESS) - “In relazione alle voci sempre piu` insistenti che indicano come possibile una divisione in tre differenti strutture della testata unica del GR - privata nel 2006 dell’apporto dei colleghi di GR Parlamento-”, l’esecutivo Usigrai e il Cdr del Giornale Radio bocciano tale ipotesi che “sarebbe destinata a moltiplicare i costi della radiofonia Rai senza garantire il rafforzamento dell’offerta informativa della Radio Pubblica”. “Come si fa - prosegue la nota - a chiedere una contrazione dei costi sulla base di una crisi economica che colpisce anche la Rai e allo stesso tempo andare verso una moltiplicazione delle poltrone necessaria a garantire la gestione di tre Testate radiofoniche separate? Ci si rende conto della complessita` di una operazione che porterebbe alla suddivisone del personale giornalistico, degli studi e dei tecnici? Anziche` entrare nel ginepraio dello spezzettamento della struttura giornalistica radiofonica ci piacerebbe che si ragionasse delle nuove sfide tecnologiche. Se si vuole, ci sono tanti modi per garantire la differenziazione dell’offerta editoriale senza per questo intaccare la forza consolidata di una grande redazione unica”.
(Primaonline.it).
pubblicato alle 18:02 | link | commenti
sabato, 20 giugno 2009
Rai: Cda, nomine mercoledi’, oggi solo discussione
(ANSA) - ROMA, 18 GIU -Oggi in Cda Rai non c’e’ stata alcuna decisione in tema di nomine, ma solo una discussione preliminare sulle priorita’ e sull’organizzazione. Il presidente Garimberti ha invitato a fare presto dove vi sono necessita’ di carattere editoriale o per posizioni scoperte. Non si e’ discusso degli interim di Raidue e Tg2 ma si e’ parlato della radio, che potrebbe vedere una riforma di modello e direzioni. La proposta di nomine dovrebbe essere avanzata dal dg Mauro Masi al Cda del 24 giugno. Ovviamente, quindi, le prime caselle da riempire dovrebbero essere quella di Raidue e del Tg2, coperte solo da un interim al vicedirettore generale Antonio Marano la prima e al vicedirettore della testata De Scalzi la seconda. Ci si appresta poi alla ridefinizione della direzione della radiofonia (e c’e’ chi tra i consiglieri vorrebbe tornare ad una declinazione per rete), cosi’ come di Rai Sport e della Tgr. Mentre per la direzione di Raidue la contrapposizione era all’interno della maggioranza tra Lega e Forza Italia (ma sembrerebbe averla spuntata la Lega). Sullo sfondo rimane anche la questione di Raitre e Tg3, con Paolo Ruffini e Antonio Di Bella che vedrebbero il loro posto insidiato da altri pretendenti nel loro stesso schieramento di centrosinistra. (ANSA).
pubblicato alle 11:31 | link | commenti
mercoledì, 17 giugno 2009
Igor-Righetti-3“Finalmente un direttore generale della Rai come Mauro Masi prende a cuore il futuro della radiofonia pubblica, ne comprende le grandi potenzialità comunicative e ha il coraggio di divulgare il crollo degli ascolti di questi ultimi due anni di Radio Uno e Radio Due”. E’ quanto affermato dal massmediologo e docente di Linguaggi radiotelevisivi all’Università di Tor Vergata Igor Righetti, autore e conduttore dal 2003 a gennaio 2009 del “ComuniCattivo”, primo programma sui linguaggi della comunicazione chiuso dal direttore di Radio 1 Antonio Caprarica prima del termine del contratto, senza motivazioni reali e senza preavviso dopo 1.400 puntate e 20 tesi di laurea fatte sulla trasmissione, prestigiosi riconoscimenti giornalistici e quasi 500 mila ascoltatori nella sola puntata del sabato (dati Audiradio 5° bimestre 2008). “Un programma - dice Righetti - realizzato da me e da due miei collaboratori che costava un cifra irrisoria rispetto a trasmissioni con meno ascoltatori e molte più persone in redazione”. Ricorda Righetti: “Fui avvisato dai vigilantes del centro di produzione Rai di Saxa Rubra mentre stavo entrando per registrare le ultime tre puntate che il mio ingresso e quello dei miei due collaboratori erano stati sospesi tramite fax. Caprarica quindi non mi permise neppure di salutare gli ascoltatori, di cui diverse decine di migliaia di universitari che ancora oggi mi scrivono per sapere quando ripartirà il programma e mi comunicano di aver abbandonato Radio Uno perché portatrice di valori, idee e linguaggi appartenenti ormai al passato. E al posto del ‘ComuniCattivo’ inserì Uto Ughi e Italo Moscati, due maestri da inserire in orari diversi da quelli fino ad allora assegnati al mio programma molto seguito dai giovani”. “Da diversi anni - continua Righetti - la radiofonia sta perdendo ascoltatori ma sotto la guida del precedente direttore di Radio Uno Bruno Socillo la perdita dell’ascolto medio su base annua era stata soltanto di circa l’1%  non certo dell’8,6%. Concordo con il direttore generale Masi che il settore radiofonico necessiti di un ripensamento della missione e che il calo di ascolti sia un campanello importante soprattutto riguardo al target giovane, futuro di qualunque impresa. Il crollo di ascolti di Radio Uno è da imputare al fatto che gran parte del suo pubblico è anziano e non c’è ricambio. Questo accade quando non si studiano progetti rivolti a un target di età più esteso”. E aggiunge Righetti: “Non mi stupisce neppure l’emorragia di ascoltatori di Radio Due comunicata da Masi durante l’audizione in commissione di Vigilanza dove ha parlato di  ‘contrazione significativa che raggiunge il 17,2% di audience annuo’. Radio Due sotto la guida di Sergio Valzania è ormai una radio senza identità, un fritto misto di programmi assemblati per i target più disparati. Aver puntato tutte le risorse e la strategia di immagine su Fiorello e averlo perso è stato un suicidio”.
pubblicato alle 21:46 | link | commenti (1)
mercoledì, 17 giugno 2009
Estratto da Dagospia: (...) Fiorello che invece rinnega Mediaset e strizza l'occhiolino alla Rai. Anche se Radio2 sta pagando le conseguenze del suo addio. Non a caso il dg Masi ha parlato di un ripensamento necessario per la RadioRai (in vistoso calo di ascolti), schiaffeggiando praticamente i responsabili, tra cui Sergio Valzania (che potrebbe essere sostituito da Flavio Mucciante) e Antonio Caprarica. Dunque, una Rai che sembra dentro un frullatore. (...)
pubblicato alle 12:35 | link | commenti (2)
martedì, 16 giugno 2009
Il comparto Radio della Rai ha bisogno di “attenzione” e di un “ripensamento della missione”. Lo afferma in commisssione di Vigilanza, il dg Mauro Masi, snocciolonado i dati di ascolto non troppo incoraggianti della radiofonia pubblica. Radiouno, pur rimanendo leader negli ascolti, si piazza a quota 6,3 milioni di ascoltatori per giorno medio (-8,6% su base annua), Radiodue scende a quota 3,9 milioni, perdendo il 17,2% su base annua. Praticamente invariato il dato di Radiotre, che si arresta su 1,9 milioni di ascoltatori al giorno. Perde anche Isoradio (-12% annuo), dovuto anche alle cattive condizioni meteo che hanno influito sui movimenti. Dati che dimostrano come il settore radio “vada ripensato”, soprattutto per quel che riguarda Radiodue, “che è rivolta al target più giovane che segue anche i network” e che paga la fine del fortunato ‘Viva Radio2′ con Fiorello. (prImaonline.it)
pubblicato alle 17:44 | link | commenti
mercoledì, 10 giugno 2009
Sono 48 milioni 231 mila le persone che ascoltano la Radio in Italia. Questi i dati di Audiradio del secondo bimestre 2009.
Rai Radio1, con 14 milioni 859 ascoltatori nelle 4 settimane, si conferma l'emittente piu' seguita anche nel secondo bimestre 2009. Un andamento positivo che consolida la doppia leadership di Rai Radio1 anche nel giorno medio con 6 milioni 301 mila ascoltatori.
Rai Radio2, in leggera ripresa rispetto all'ultima rilevazione (+0,6%), si attesta a quota 11 milioni 923 mila ascoltatori, sempre nelle 4 settimane, e 3 milioni 960 mila nel giorno medio.
Rai Radio3, sia pur in lieve calo rispetto al primo bimestre 2009 (-0,4%), alimenta una penetrazione del 14,2% con 5 milioni 736 mila ascoltatori nei 28 giorni.
Isoradio, comunque unica nel suo segmento, ha raggiunto, sempre nelle 4 settimane di riferimento, 3 milioni 797 mila persone. (asca.it)
pubblicato alle 09:08 | link | commenti
mercoledì, 27 maggio 2009
codaconsDa diverse settimane il Codacons ha messo sotto osservazione la trasmissione di Radio Rai 1 "La Borsa e la vita', che quotidianamente affronta tematiche economiche e vicine al mondo dei consumatori.
Tematiche, purtroppo, non sempre affrontate col dovuto equilibrio, con la conseguenza che le informazioni recepite dagli ascoltatori non sempre sono corrette e sufficienti. Dai mutui (dove è stato omesso di fare menzione circa quelli "misti' che rappresentano una valida alternativa per gli utenti) alla class action (dove un rappresentate dei consumatori ha affermato di volerla dare direttamente in mano ai cittadini!) passando per l'influenza dei suini (invitati in studio solo allevatori e agricoltori ma non le prime vittime dell'allarme sanitario, ossia i consumatori) - spiega il Codacons - nelle varie puntate del programma sono state date informazioni parziali o relative solo ad una parte chiamata in causa. Un vero peccato perchè la trasmissione rappresenta una ottima opportunità per la Rai di fare servizio pubblico e per i cittadini di reperire preziose nozioni.
L'altro giorno poi il povero rappresentante dell'Adusbef è stato pressato dal conduttore in modo sgarbato e insistente solo perchè i dati da lui forniti sul costo del danaro in Italia erano diversi da quelli dell'ABI.
Per di più la scelta degli ospiti non rispetta i principi del pluralismo e della rotazione dei soggetti collettivi come voluto dalle delibere della Commissione parlamentare di vigilanza. Per questo il Codacons, ha chiesto un incontro al direttore generale Masi per ottenere un maggior rispetto da parte della trasmissione del pluralismo e della correttezza di informazione.
pubblicato alle 14:48 | link | commenti (1)
martedì, 28 aprile 2009
Presentato alla Rai di viale Mazzini il programma della Festa dei lavoratori che quest' anno si terrà all' Aquila, come testimonianza di solidarietà alle popolazioni dell' Abruzzo colpite dal terremoto. Nella storica cornice di Piazza San Giovanni in Roma , anche quest' anno si svolgerà il tradizionale incontro dedicato alla musica. Il Mondo che vorrei è il tema artistico scelto dal concertone del Primo Maggio 2009 e da Vasco Rossi. Gli artisti: Giorgia, Edoardo Bennato, Caparezza, Nomadi, Casino Royale, Marina Rei, Paola Turci, Paolo Fresu, Pfm, Mauro Pagani, Bandaberdò, Motel Connection, Asian Dub Foundation, Dente, Marta sui Tubi, Vasco Rossi, Cisco e altri ancora. In diretta su raitre, radio2, radiouno. ( c6.tv )
pubblicato alle 08:05 | link | commenti
mercoledì, 22 aprile 2009
rai radio 2Dal 20 aprile Paola Turci conduce "La mezzanotte di Radio2", in onda in diretta tutti i giorni dal lunedi' al venerdi' a partire dalla mezzanotte per protrarsi sino alle 2. La serie da lei condotta sara' sottotitolata "E intanto mi sorprendo" e prevede molti ospiti in studio, un rapporto franco e diretto col pubblico e, soprattutto, musica dal vivo: infatti Paola avrà sempre con se' la sua chitarra, per poter suonare - da sola o con i suoi ospiti - ogni volta che ce ne sara' l'occasione. Grazie alla Mezzanotte di Radio2 Paola realizza un piccolo sogno nel cassetto: quello - appunto - di poter condurre un programma radiofonico tutto suo. Ma non sara' sola in questa prima volta: la sua nota affabilita' e l'intesa sincera col pubblico saranno suoi compagni e mèntori.
( radio.rai.it )
pubblicato alle 10:05 | link | commenti
mercoledì, 22 aprile 2009
paolobenvegnuVillage (ore 13,34, con Silvia Boschero) ospita mercoledì 22 aprile il cantautore Paolo Benvegnù per un mini live. Occasione per presentare il suo nuovo lavoro discografico "500", un mini ep sulle declinazioni dell'amore, viscerale e poetico. Paolo Benvegnù è un veterano dell'indie rock italiano ma negli anni non ha mai tradito la sua vocazione allo stile melodico-maledetto. Ha fondato gli Scisma nel 1993, band con cui ha pubblicato gli album "Rosemary Plexiglas" nel 1997 e "Armstrong" nel 1999 e ha intrapreso la carriera solista all'indomani dello scioglimento del gruppo del 2000. Il suo primo disco solista "Piccoli Fragilissimi Film" segna una svolta nella sua musica lasciando alle spalle le sperimentazioni a favore di un cantautorato introspettivo. Nel 2005 esce "Cerchi nell'acqua" (con una cover di "In a Manner of Speaking" dei Tuxedomoon) e nel 2008 "Le labbra". Benvegnù, che è anche produttore di gruppi (Terje Nordgarden, Brychan, Endura, Gianmarco Martelloni, Gestalt, Marilù Lorèn, Muriel) vede ad inizio 2009 un suo brano inserito nella compilation "Il paese è reale" voluta da Manuel Agnelli degli Afterhours in seguito alla loro partecipazione a Sanremo, per sostenere e promuovere le realtà indie rock della scena underground italiana. Si è esibito spesso in luoghi insoliti come ristoranti o salotti di case private, dando così vita alla "trilogia dell'acqua" o "trilogia dei lavori umili" con Idraulici, Marinai e Camerieri. ( radio.rai.it )
pubblicato alle 09:59 | link | commenti

 
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