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martedì, 17 novembre 2009
Da una nota Aeranti-Corallo:  Nei prossimi giorni il Consiglio dell’Agcom esaminerà lo  schema del nuovo regolamento per le trasmissioni radiofoniche digitali terrestri DAB+ e DMB. Relatori del provvedimento sono i Commissari Nicola D’Angelo ed Enzo Savarese. L’Autorità ha predisposto lo schema di provvedimento al
termine dei lavori del tavolo tecnico sulla radiofonia digitaleterrestre svoltosi negli scorsi mesi, al quale ha attivamente partecipato Aeranti-Corallo.
pubblicato alle 09:27 | link | commenti
lunedì, 21 settembre 2009
Da una nota Frt del 18 settembre 2009:
frt-digitale l leggi il documento
pubblicato alle 10:54 | link | commenti
martedì, 07 luglio 2009
L'Autorita' per le garanzie nelle Comunicazioni "approvera' entro breve tempo il nuovo regolamento" per la radio digitale, "garantendo pari opportunita' per tutti". Il presidente dell'Autorita' Corrado Calabro', lo annuncia nella Relazione annuale. La radio "gode di grande appeal presso i cittadini (con un tasso di penetrazione del 73% della popolazione superiore agli 11 anni)". Calabro' ricorda che Agcom ha appena "ridefinito la struttura della societa' Audiradio (allargandone la partecipazione alle componenti non ancora rappresentate)" e "stabilito i criteri per la rilevazione degli indici di ascolto radiofonici, la cui verifica e' demandata a un soggetto terzo", Calabro' annuncia anche che "al catasto delle frequenze televisive fara' seguito quello dello spettro radiofonico". (aduc.it)
pubblicato alle 15:35 | link | commenti
giovedì, 25 giugno 2009
Passaggio dall’analogico al digitale per le radio britanniche. La scadenza è fissata al 2015. Il segretario alla cultura Ben Bradshaw ha annunciato lo switch over per le stazioni radio inglesi, secondo quanto programmato dal governo. La data esatta del passaggio dovrà essere annunciata con due anni di anticipo e potrà essere fissata solamente a due condizioni: la nuova tecnologia dovrà già avere una diffusione almeno pari al 50% degli ascoltatori; la copertura del segnale digitale dovrà essere comparabile con quanto offerto dall’FM e dovrà raggiungere il 90% della popolazione e tutte le strade principali. Il governo si impegna ad intervenire in modo attivo affinché gli obiettivi di diffusione degli apparecchi e di copertura del segnale possano essere soddisfatti nel 2013, in modo da potere mantenere la programmazione dello switch over per il 2015. Rapporti periodici aiuteranno a monitorare l’avanzamento del fenomeno. (Adginforma.it)
pubblicato alle 17:19 | link | commenti
giovedì, 25 giugno 2009
Paolo Romani(ITALPRESS) - Il viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani, intervistato questa mattina da Rtl 102.5, ha annunciato e commentato il varo dell’assegnazione delle frequenze per la Radio Digitale (DAB) in Italia sul Canale 13. “Visto che ce l’abbiamo fatta ? Dopo anni di attesa e una trattativa per certi versi difficile con il Ministero della Difesa - ha detto Romani -, siamo riusciti a liberare il canale 13, sul quale si fara’ la sperimentazione per tutte le radio in campo digitale”. “E’ un passaggio epocale - ha sottolineato - perche’ segna la maturita’ del digitale radiofonico in Italia, dopo che per anni e’ stata possibile solo una parziale attivita’ su quelle che in gergo tecnico si chiamano frequenze ‘intercanale’, che non consentivano una sperimentazione completa. Devo ringraziare la disponibilita’ del Ministero della Difesa e del ministro La Russa, che ha reso possibile liberare il canale 13 per la Radio”. Il viceministro ha poi sottolineato come sia importante aggiungere alla Radio tradizionale analogica quello che ha definito “il segmento digitale, che poi sara’ il pubblico a decidere in quanto tempo far espandere, procedendo all’aggiornamento delle radio dagli apparecchi classici a quelli di nuova generazione”. Fondamentale questo percorso e questo aggiornamento, prosegue Paolo Romani, perche’ “permettera’ di azzerare l’annoso e classico problema delle interferenze, consentendo a ciascuna Radio di trasmettere su un’unica frequenza su tutto il territorio italiano”. Per l’ascolto, per il prodotto, questo significhera’ - sottolinea il viceministro - “un miglioramento forte della qualita’ della Radio in Italia, un oggettivo vantaggio per tutti i cittadini italiani”. (Primaonline.it)
pubblicato alle 13:05 | link | commenti
mercoledì, 24 giugno 2009
Le emittenti nazionali e private sempre piu' vicini al multimediale. Nuova linfa alla radiofonia. Il ministero dello Sviluppo Economico, dipartimento per le Comunicazioni, ha assegnato ieri ai consorzi Club Dab, C.R. Dab ed Eurodab i nuovi canali di radiofrequenze per il digitale radiofonico. I tre consorzi, raggruppano tutte le emittenti nazionali private e molte tra le più importanti emittenti locali. Le radio avevano già ottenuto l’autorizzazione, in via sperimentale, per la diffusione sul territorio italiano della radio digitale Dab (Digital Audio Broadcasting). Il futuro. La decisione del Ministero crea le condizioni e la stabikità per la crescita della radio digitale nel nostro paese. Gli ascoltatori con il digitale potranno ricevere un segnale di maggiore qualità, sintonizzazione stabile e servizi multimediali aggiuntivi."Finalmente anche la radio italiana - ha spiegato Lorenzo Suraci, presidente del consorzio Eurodab - entra in un serio mercato digitale nel quale conteranno i contenuti e la qualità della programmazione. E’ un giorno importante per tutti noi. Grazie al lavoro del viceministro Romani, della dottoressa Marina Verna e di tutto lo staff tecnico del Ministero". Momento storico. "Il rilascio di queste autorizzazioni – ha aggiunto Roberto Giovannini, presidente del consorzio C.R. Dab - segna una data storica per lo sviluppo della radio digitale. Questo si deve al lavoro unitario di tutti e tre i consorzi e all’impegno profuso per il reperimento delle frequenze da parte del Viceministro Romani. Da oggi si può lavorare con tranquillità ed impegno per aggiungere alla radio analogica un’ulteriore possibilità di sviluppo". Quadro regolamentare. La decisione è stata ampiamente supportata dal neo vice ministro Paolo Romani, ringraziato da tutti gli editori radiofonici nazionali attraverso le parole di Fabrizio Guidi che ha precisato: "il digitale radiofonico ha urgente bisogno di un quadro regolamentare stabile tale da permettere gli investimenti utili per l'avvio delle diffusioni ordinarie". (voceditalia.it)
pubblicato alle 09:43 | link | commenti
martedì, 23 giugno 2009
Paolo RomaniIl ministero dello Sviluppo Economico, dipartimento per le Comunicazioni, sotto l’impulso del Viceministro Paolo Romani (foto), ha assegnato oggi ai consorzi Club DAB, C.R. Dab ed Eurodab i nuovi canali di radiofrequenze per il digitale radiofonico. I tre consorzi, che raggruppano tutte le emittenti nazionali private e molte tra le più importanti emittenti locali, avevano già ottenuto l’autorizzazione, in via sperimentale, per la diffusione sul territorio italiano della radio digitale Dab (Digital Audio Broadcasting). Grazie a questa importante decisione del Ministero si crea, con la stabilità del segnale, la condizione per la crescita della radio digitale nel nostro paese. Numerosi i vantaggi per gli ascoltatori e i cittadini: segnale di maggiore qualità, sintonizzazione stabile e servizi multimediali aggiuntivi.
“Finalmente anche la radio italiana entra in un serio mercato digitale – dichiara Lorenzo Suraci, presidente del consorzio Eurodab – nel quale conteranno i contenuti e la qualità della programmazione. E’ un giorno importante per tutti noi. Grazie al lavoro del viceministro Romani , della dottoressa Marina Verna e di tutto lo staff tecnico del Ministero ”.
“Il rilascio di queste autorizzazioni – dice Roberto Giovannini, presidente del consorzio C.R. Dab - segna una data storica per lo sviluppo della radio digitale. Questo si deve al lavoro unitario di tutti e tre i consorzi e all’impegno profuso per il reperimento delle frequenze da parte del Viceministro Romani. Da oggi si può lavorare con serenità ed impegno per aggiungere alla radio analogica un’ulteriore possibilità di sviluppo”.
Il Presidente del Club DAB Italia, Fabrizio Guidi ha espresso il ringraziamento degli editori radiofonici nazionali per l'intervento del Viceministro Romani in favore della prosecuzione delle diffusioni radiofoniche digitali affermando  inoltre  che " il digitale radiofonico ha urgente bisogno di un quadro regolamentare stabile tale da permettere gli investimenti utili per l'avvio delle diffusioni ordinarie”.
pubblicato alle 17:05 | link | commenti
sabato, 13 giugno 2009
Da una nota Frt del 12-06-2009: Si è svolta ieri la riunione presso l’AGCOM per definire le linee fondamentali per la elaborazione del testo del Regolamento per il digitale radiofonico. La riunione si è svolta in un clima di piena collaborazione fra tutte le componenti del sistema radiofonico, locali e nazionali che hanno concordato sui principi fondamentali e sulle risorse frequenziali occorrenti per avere un Regolamento che sia idoneo per assicurare l’equilibrato sviluppo del nascente mercato del digitale radiofonico, senza creare posizioni dominanti, ma con contenuti unanimemente condivisi, che permettano la partecipazione più ampia possibile a tutte le componenti del sistema radiofonico. Al termine della riunione l’AGCOM, rappresentata dalla Dott.ssa Aria, constata l’unanimità di intenti sui contenuti di carattere generale, si è riservata di presentare la bozza definitiva del Regolamento nella prossima riunione che avverrà in tempi brevi. Si è così giunti ad una svolta decisiva per l’avvio del digitale radiofonico che può rappresentare per la radiofonia un ulteriore mezzo per il suo generale sviluppo. In tale contesto decisiva e costante è stata l’azione che la FRT ha esercitato e, per tali motivi, è doveroso ringraziare la delegazione dell’Associazione Radio che ha sin qui condotto e prodotto un qualificato lavoro.
pubblicato alle 09:41 | link | commenti
sabato, 13 giugno 2009
Radiopassioni: Se si esclude la ricezione dei segnali televisivi terrestri a lunga distanza, quella che avviene in questi mesi tardoprimaverili-estivi in modalità propagativa E sporadico, non mi capita spesso di parlare qui di televisione. Ma sto leggendo in queste ore le cronache del passaggio alla tv terrestre digitale negli Stati Uniti e mi sembra giusto soffermarmi su questo avvenimento di portata storica. Il 12 giugno le televisioni locali americane che trasmettono via etere devono effettuare l'operazione di switch over. Da questa data, i telespettatori dovranno utilizzare apparecchiature compatibili con il sistema Advanced TV, proprio come noi italiani prima o poi dovremo servirci di televisori DVB-T. Dovranno essere televisori nuovi, con decoder digitale integrato, o apparecchi collegati a decoder esterni. Negli Stati Uniti la tv terrestre non è dominante come da noi, schiacciata com'è tra cavo e satellite, ma fino al 12 giugno chi voleva seguire notiziari televisivi locali e programmi dedicati alla propria comunità doveva accendere il televisore "normale". Nei miei viaggi di lavoro in USA mi è capitato di toccare con mano il funzionamento di certi stili di consumo televisivo quando a Los Angeles mi capitò di scendere in un albergo molto elegante e di trovare in bagno un minuscolo televisorino in bianco e nero sintonizzabile su alcune stazioni locali.
Forse non ce ne rendiamo conto molto bene neppure noi, ma il digitale rischia di avere un impatto molto forte anche da noi, dove la televisione terrestre non si limita a essere "dominante". Qui la tv è un formidabile strumento di creazione di consenso politico, anzi diciamola tutta: è un formidabile strumento di condizionamento politico, culturale e sociale che come collettività abbiamo deciso, in modo scellerato, di mettere nelle mani di pochissime persone, lasciando che una di queste persone potesse contemporaneamente prendere in mano un potere politico-amministrativo molto, troppo ampio. Ma io comincio a chiedermi che cosa succederà adesso. Che ne sarà dei due, tre, quattro televisori che i 14 milioni di famiglie italiane hanno in casa? Verranno tutti resi compatibili con il digitale terrestre? Quali conseguenze avrà la percentuale di televisori che inevitabilmente resteranno tagliati fuori, almeno per un certo periodo di tempo?
Ma torniano agli Stati Uniti, dove lo switch over al digitale comincia ad avere conseguenze anche nel mercato dei ricevitori radio. Il consumatore americano è sempre stato abituato ad acquistare apparecchi radio dotati di stadi di ricezione in onde medie (AM) e FM per le stazioni locali e molto spesso capaci di ricevere anche le frequenze dell'audio televisivo in banda VHF. Era un buon modo per consentire l'accesso a tutte le possibili fonti di notizie locali. Forse ci sarà chi troverà il modo e i componenti adeguati per fabbricare radio capaci di sintonizzarsi sull'audio di Advanced Tv, ma intanto un marchio specializzato in apparecchi radio di una certa qualità e prezzo, CCrane, ha pensato bene di sostituire, nel nuovo modello CCRadio2, la ricezione in banda televisiva analogica con quella nella banda radioamatoriale dei 2 metri, i 144 MHz in VHF/FM. Ora la banda "HAM" - per radioamatore non per prosciutto - campeggia sul display numerico di questo ricevitore classico, "da cucina" e portatile, insieme ad AM FM e banda VHF "weather" con i canali che trasmettono i bollettini meteo in caso di allarme-uragano (una funzione fondamentale negli stati più meridionali). Leggendo le informazioni sul sito della CCrane, le motivazioni per l'aggiunta della banda dei 2 metri sono molto simili. La radio funziona a batteria e in certe situazioni di emergenza potersi sintonizzare sui ponti radio amatoriali dei 2 metri può essere molto utile perché è lì che i radioamatori - anche quelli italiani -effettuano i loro collegamenti nel loro ruolo di supporto alla protezione civile. E' un piccolo grande segno di quanto possa essere ancora importante l'umile invenzione della radio.(Radiopassioni)
pubblicato alle 09:27 | link | commenti
mercoledì, 15 aprile 2009
Da Radiopassioni: Ho già avuto modo di parlare del sistema RDS e della celebrazione, quest'anno, del 25esimo anniversario dalla pubblicazione delle specifiche di questa fortunata modalità di trasmissione di informazioni binarie attraverso una sottoportante di un segnale radio analogico. Ma oggi sulla newsletter TechCheck della National Association of Broadcasters americana ho letto un lungo articolo che svela diversi particolari sulla prima versione, quella europea, di RDS e sulla successiva versione RDBS americana e volevo condividerlo.Tra l'altro la storia contiene il rimando a un altro articolo, dedicato a una recente estensione di RDS rivolta al "tagging" (etichettatura) dei brani musicali trasmessi. Con il tagging, oltre i nomi delle stazioni e la tipologia dei programmi, RDS potrebbe identificare anche le canzoni trasmesse e questi dati potrebbero servire per realizzare servizi commerciali (per esempio l'acquisto diretto di un brano o di un disco ascoltato) simili a quelli che sono stati proposti dal sistema Ibiquity HD Radio.
Alcuni dei retroscena sono curiosi. Sembra che il Radio Data System sia stato concepito come idea dai francesi di ORTF che si erano ispirati al sistema tedesco ARI. Per la modulazione venne scelta come modello quella della rete svedese di dispositivi cercapersone (quella che da noi si chiamava Teledrin e operava sui 160 MHz). (Radiopassioni)
pubblicato alle 11:32 | link | commenti
mercoledì, 11 marzo 2009
Giornale.it (n. 60 del 2009-03-11 pagina 23)
Radio, con Internet e i video il futuro è sempre più digitale. Parlano i protagonisti del settore: «Aumentano gli ascolti e la pubblicità, chiediamo al governo chiarezza sulle frequenze»
Il video ha ucciso la radio? Qualcuno lo ipotizzava. In realtà le cose sono andate meglio del previsto. La radio è sana e vitale e in più le nuove tecnologie, anche in questo caso il digitale o Dab, ossia digital audio broadcasting, darà a questo ormai anziano mezzo di intrattenimento nuova linfa. Ne abbiamo parlato - anche in occasione del convegno dell’Upa e Assocomunicazione che si svolge da oggi a Roma da titolo «Tutto cambia, cambiamo tutto?» - con Eduardo Montefusco, presidente fondatore di Rds, Lorenzo Suraci, presidente di Rtl e Carlo Mandelli, ad di Monradio (R101).
Com’è cambiata la radio in questi anni?
Montefusco. Ho iniziato nel ’78 quando il grande fascino del settore radiofonico andava sviluppandosi. All’epoca le radio erano più di 6mila per lo più private e locali. Gli anni Ottanta per noi sono stati quelli della sperimentazione: le radio facevano dediche. Si può dire che il concetto di community è nato proprio dal settore delle radio private. Negli anni Novanta invece tutti avevano in mente di irradiare il proprio segnale il più lontano possibile. Nel ’92 ci fu la famosa Legge Mammì per mettere ordine nel mercato radio televisivo. Noi dell’emittenza radiofonica privata fummo messi davanti a un bivio. Fu stabilito che le concessioni dovevano essere o nazionali o locali. Pochi editori decisero di affrontare la richiesta di autorizzazione nazionale: una ventina perché la legge del ’92 invece prevedeva che tutti quelli che chiedevano la concessione nazionale non potessero trasmettere pubblicità locale.
Con Internet il mezzo radiofonico è cambiato?
Mandelli. La radio ha dimostrato in questi anni di essere un settore anticongiunturale e un media molto vivo che trova in Internet e nel digitale un alleato e un mezzo complementare.
Suraci. Prima del ’90 le radio erano locali, per cui anche il mercato era locale, un business piccolo. Con l’uscita della legge il settore è stato riconosciuto. Le concessioni nazionali sono 14-15 e sono chiuse.
Montefusco. I grandi critici dei media più volte hanno dato la radio per defunta. Invece anche con l’inserimento di nuovi device - vedi Internet o l’mp3 - i contenuti radiofonici sono rimasti molto in voga. Negli ultimi 10 anni le radio non hanno fatto altro che aumentare la durata d’ascolto. Un ascoltatore quando si sveglia la mattina accende la radio, scende in macchina e continua ad ascoltarla, arriva in ufficio e anche se non ha un ricevitore radio la sente attraverso il pc.
Quando la radio appartiene a un grande gruppo editoriale, come nel caso di Mondadori, è complementare ad altre attività?
Mandelli. La valutazione che noi abbiamo fatto (e che si sta confermando vera) tre anni fa, quando abbiamo deciso di entrare in questo settore, era di un media crescente. Quanto agli ascolti, il mezzo radio faceva, tutto compreso nel 2003, 35 milioni di ascoltatori; nel 2004, 36; nel 2005, 37; e ha chiuso il 2008 con 38 milioni e mezzo. L’altra valutazione era sulla complementarietà. E ci sono due modi di rispondere. Il più banale è che la radio è uno strumento che si può utilizzare ovunque. Ma ce n’è un altro che invece è più sofisticato: la radio è complementare anche dal punto di vista degli utenti. Basta guardare la curva degli ascolti radiofonici contro quelli televisivi: dalle 7 del mattino fino alle 18 di pomeriggio la radio batte tutte le tv, comprese le satellitari, con oltre 20 milioni di ascoltatori contro i 4 milioni del piccolo schermo. Solo alla sera la tv surclassa la radio e sale fino a 28-29 milioni ascoltatori. E questo significa che è complementare anche e soprattutto dal punto di vista pubblicitario.
Digitale e satellitare quali sono le nuove vie della radio?
Suraci. Io ricordo bene quando venivano i vari Yahoo!, grandi portali, a chiedere il mio contenuto. Io gli dicevo: “marameo, ma perché dovrei dartelo?” Il nostro contenuto è prezioso: noi siamo con la gente in diretta dalla mattina alla sera. Per cui è normale che nell’evoluzione tecnologica abbiamo approfittato di alcune piattaforme. La nostra piattaforma digitale è il Dab (Digital audio broadcasting) una nuova tecnologia che ci permette di raccordare il prodotto nostro con tutte le altre piattaforme. Il che in analogico diventa più difficile.
Voi avete già qualche servizio in Dab?
Suraci. Ci sono 40 programmi utilizzabili, sia a Roma, sia a Milano, poi addirittura noi abbiamo una rete in tutta Italia per cui i nostri segnali arrivano fino a Palermo. Ma per lo sviluppo definitivo abbiamo bisogno dal ministero di un’assegnazione definitiva delle frequenze, e non i canali provvisori che stiamo utilizzando adesso.
Montefusco. C’è qualcosa che è fondamentale ricordare. Il nostro passaggio definitivo alla piattaforma digitale passa attraverso lo switch off televisivo quando si libereranno le frequenze analogiche che saranno riassegnate.
E l’evoluzione dal punto di vista dei contenuti come sarà?
Mandelli. Con il digitale avremo radio molto più targettizzate. Non ci sarà più bisogno di fare una radio da 6 milioni di ascoltatori, forse basterà una radio da 3-400mila, dedicata a uno specifico target.
La gente però non ha ancora comprato le radio digitali, ossia gli apparecchi per sentire il nuovo segnale. O no?
Mandelli. Siamo ancora all’inizio esattamente come sta accadendo per la tv digitale terrestre in questo momento.
Montefusco. Io ho una visione più positiva. Internet per noi è diventato un punto di forza. Non si è mai parlato di switch off del mondo radiofonico perché l’Fm ha una stabilità ormai consacrata da 30 anni di attività e di definizione di bande. L’ulteriore piattaforma è da considerare in più. Cioè ci saranno altri ascoltatori che si aggiungeranno ai 38 milioni dell’Fm che andranno ad ascoltarci in maniera più precisa, con proposte radiofoniche più accattivanti, forse più nicchia, però rafforzeranno il concetto dei nostri formati. Ma si potranno aprire scenari molto vasti perché il Dab è l’unica tecnologia che si può ascoltare in mobilità. Chi è detentore di una stazione radio o di una concessione nazionale avrà sicuramente, oltre al nostro modello di business, che è quello di raccogliere pubblicità, anche altre possibilità. Ci saranno scenari molto aperti per chi avrà la forza di investire.
Suraci. Dovremmo tutti iniziare a sfruttare meglio questa nuova tecnologia perché ci permette di conquistare un po’ di ascolto verso i giovani: abbiamo detto che difficilmente i ragazzini ascoltano la radio tradizionale. Piuttosto sentono la radio attraverso la tv, i device, i computer.
La crescita della pubblicità che ha registrato il settore nel 2008, più o meno del 2%, è dovuta anche a questo? La pubblicità cresce di più sulle trasmissioni radiofoniche, o sul sito Internet?
Suraci. Siamo cresciuti perché comunque la radio ha ancora una quantità di clienti piccola. Per cui man mano che la radio cresce, automaticamente cresce anche il numero degli investitori.
Montefusco. La radio ha tanti milioni di ascoltatori dalla mattina alle 7 fino alla sera alle 20. Per cui anche il mercato si sta accorgendo di queste grosse potenzialità.
Mandelli. Il più 2,3% dell’anno scorso arriva dopo un più 10 e più 9 nei due anni prima. Inoltre in Italia nella radio si investe ancora poco pubblicitariamente poco più del 5,3% del totale della spesa pubblicitaria. In Francia l’8%, in Spagna il 9%, negli Stati Uniti l’11%.
La vostra struttura di costi e di ricavi come è? In questo momento dovete tagliare?
Suraci. La radio è nata privata con molta attenzione ai costi, per il momento non dobbiamo tagliare personale.
E la crisi la sentite sul fronte pubblicitario?
Montefusco. Il clima è di incertezza. Però, almeno per quanto mi riguarda, avendo un controllo della catena produttiva molto mirato, forse questi momenti servono anche per riorganizzare le strutture.
Mandelli. Il modello di business è diverso dalla carta stampata; i costi tecnologici per la distribuzione del segnale sono quelli più elevati.
Si riesce a rimanere sopra il break even?
Mandelli. Adesso il mercato non è ancora concentrato. Ma forse sono sempre di più le radio locali che non riescono ad arrivare alla soglia di sopravvivenza e rinunciano. Si era partiti con 6mila radio, ora sono circa 800, e ogni anno ne scompare qualcuna.
Voi tre siete compratori di frequenze di radio, eventualmente, nei prossimi mesi?
Suraci. Se ci sono cose accettabili, sì. Ma non alle condizioni di due mesi fa, che erano ricattatorie da parte dei venditori di frequenze. In questi vent’anni si è costruito un mondo di venditori di frequenze sia radiofoniche, sia televisive che ci auguriamo finisca.
Mandelli. Noi, essendo appena entrati, siamo stati compratori negli ultimi tre anni ma ora abbiamo un numero di frequenze importante. E potremmo essere compratori anche di altre stazioni radiofoniche.
Montefusco. Anche noi siamo pronti ad eventuali acquisizioni.
Per quanto riguarda il futuro, come vi immaginate fra cinque anni? Community? E capaci di vendere musica, cioè di espandere questo business in maniera trasversale, anche con il digitale terrestre?
Suraci. La tecnologia digitale radio, Dab, è mamma della tecnologia televisiva. Attraverso questa tecnologia si può fruire anche dei video. Il digitale terrestre invece è troppo caro: per l’affitto di un canale ci hanno chiesto 8 milioni.
Mandelli. Il business è sempre quello. L’evoluzione è il modo in cui l’editore riuscirà a fare nuovi canali per andare a raggiungere nuovi target di popolazione con altri prodotti. Non penso però che noi della radio faremo programmi video o venderemo musica: impossibile far concorrenza a iTunes di Apple.
Montefusco. Sono d’accordissimo. Noi abbiamo una capacità di innovazione che nessun altro ha, per integrarci con le nuove tecnologie, che rafforzeranno i nostri contenuti.
Come funziona il vostro sistema di rilevazione Audiradio?
Suraci. Abbiamo un sistema molto complesso perché va a rilevare circa 300 emittenti con oltre 120mila interviste. Oggi abbiamo i cosiddetti diari.
Mandelli. Spieghiamo cosa sono i diari. L’intervista è telefonica. Chiamano e chiedono che radio hai ascoltato ieri. Il diario invece viene dato a un gruppo di persone che alla sera devono mettere delle croci sulle radio che hanno ascoltato. Il diario offre al mercato pubblicitario, ma anche agli editori, una base dati molto più sostanziosa che permette di ricostruire i comportamenti di ascolto degli ultimi 7,14 e 21 giorni. E in un momento in cui il mercato pubblicitario non sta andando benissimo, le radio hanno deciso di investire in questo.
Montefusco. L’investimento sui diari è stato notevole anche perché è stato sottoscritto soltanto da alcune radio. Abbiamo speso 3 milioni 400mila euro. Però ci consentirà di dare al mercato maggiori informazioni. Non abbiamo finanziatori occulti dobbiamo autofinanziarci con la vendita della pubblicità per cui le richieste del mercato per noi sono sacre. (Giornale.it)
pubblicato alle 12:44 | link | commenti
sabato, 07 marzo 2009
Da una nota di Frt del 6 marzo:
frt-digitale
pubblicato alle 15:57 | link | commenti
sabato, 07 marzo 2009
Da Aeranti-Corallo: Il tavolo tecnico sulla radiofonia digitale, istituito dall’Agcom, tornerà a riunirsi  il  prossimo  venerdì  13  marzo  per proseguire  la  discussione  sullo  schema del nuovo regolamento di disciplina della
fase di avvio delle trasmissioni radiofoniche digitali terrestri in tecnica digitale DAB+ e DMB.  Al tavolo siedono sia AERANTI-CORALLO,sia  la  ARD  -  Associazione  per  la  radiofonia  digitale  in  Italia,  di  cui  AERANTI-
CORALLO è socio fondatore, unitamente a Rai Way e Rna.  Affinché le trasmissioni radiofoniche digitali possano realmente essere avviate, occorre che oltre al canale VHF-12 venga attribuito alla radiofonia digitale anche l’intero canale VHF-13; diversamente, le risorse frequenziali per la fase di startup sarebbero assolutamente insufficienti.
pubblicato alle 15:47 | link | commenti
martedì, 09 dicembre 2008
L’attività di sperimentazione radiofonica digitale terrestre DAB+  e DMB VR, attuata nell’ambito dell’accordo di cooperazione tra Aeranti-Corallo e Rai Way, ha preso il via il 28 maggio 2008, con l’attivazione del multiplex “AerantiCorallo1” diffusodall’impianto Rai Way di Venezia Campalto, su cui vengono veicolati i programmi di 17 emittenti radiofoniche locali commerciali e comunitarie, regionali e provinciali; successivamente, il 10 luglio u.s., è stato attivato il secondo multiplex, “AerantiCorallo2” che, dall’impianto Rai Way di Bologna Colle Barbiano, diffonde i programmi di 19 emittenti radiofoniche locali Aeranti-Corallo, anche in questo caso commerciali e comunitarie, regionali e provinciali. Per valutare i primi risultati delle sperimentazioni in corso,Aeranti-Corallo organizza un incontro con le imprese radiofoniche locali associate il prossimo giovedì 11 dicembre, presso l’hotel Hilton Garden Inn di San Lazzaro di Savena (BO), alle ore 10.45.
In particolare verranno analizzati la qualità di ricezione outdoor e indoor in condizione di mobilità nonché la funzionalità dei ricevitori. A seguire è prevista la presentazione delle possibili applicazioni con tecnologia DAB+ e DMB Visual Radio e l’illustrazione dello stato di avanzamento dei lavori al tavolo per la radiofonia digitale istituito presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nonché l’analisi delle prospettive di avvio delle trasmissioni radiofoniche digitali a regime. I temi oggetto dell’incontro saranno illustrati da Marco Rossignoli, Luigi Bardelli e Fabrizio Berrini, nonché dall’amministratore delegato di Rai Way, Stefano Ciccotti.
Ricordiamo che Rai Way ha siglato nel luglio 2007 un accordo di cooperazione con Aeranti-Corallo per lo sviluppo di un progetto comune per la radiofonia digitale terrestre. L’incontro è riservato alle imprese radiofoniche locali Aeranti-Corallo.
pubblicato alle 09:52 | link | commenti
sabato, 22 novembre 2008
Da Aeranti-Corallo: E’ prevista per il prossimo giovedì 27 novembre la riunione del tavolo tecnico sulla radiofonia digitale fissata presso la sede romana dell’Agcom. Nell’ambito di tale riunione, verranno discusse le proposte per il nuovo regolamento di disciplina della fase di avvio delle trasmissioni radiofoniche terrestri in tecnica digitale, che sostituirà la delibera n. 149/05/CONS della Agcom.
Negli scorsi giorni, la ARD - Associazione per la radiofonia digitale in Italia, di cui AERANTI-CORALLO è socio fondatore, assieme a Rai Way e Rna,ha inviato all’Agcom un documento contenente le proprie osservazioni in materia nel quale ha tra l’altro evidenziato la necessità di una nuova pianificazione da realizzare progressivamente nelle aree nelle quali viene completato lo switch off televisivo con l’uso delle frequenze in banda III e mantenendo la banda L esclusivamente a integrazione e/o ottimizzazione delle reti realizzate in banda III.
pubblicato alle 18:15 | link | commenti
sabato, 25 ottobre 2008
MISURE DI SOSTEGNO ALL’EMITTENZA LOCALE

E’ stato approvato dalla X Commissione della Camera, nell’ambito della discussione delaeranti progetto di legge recante “Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” (AC. 1441-ter) un emendamento, presentato dal Sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani, che incrementa per l’anno 2008 le misure di sostegno per l’emittenza locale di 33,8 milioni di euro. Il provvedimento attende ora l’esame dell’aula di Montecitorio. Se tale incremento verrà confermato, le misure di sostegno per l’anno 2008 saranno pari a circa 184 milioni di euro.

RADIOTV FORUM DI AERANTI-CORALLO

L' evento si terrà a Roma, presso l’Hotel Melià Roma Aurelia Antica nei giorni di martedì 19 e mercoledì 20 maggio 2009. Sul sito dell’evento (www.radiotvforum.it) è già possibile scaricare le schede per la prenotazione della sistemazione alberghiera. L’evento è organizzato dalla RadioTv srl, mentre la concessionaria esclusiva per la vendita degli spazi espositivi è la NewBay Media Italy srl, editrice della rivista tecnica Broadcast & Production.

UN INCONTRO A FRANCOFORTE SULLA RADIO DIGITALE

Lo scorso 6 ottobre Fabio Carera ha partecipato, per AERANTI-CORALLO, a un incontro trilaterale, con rappresentanti del settore radiofonico e delle rispettive autorità di regolamentazione di Italia, Francia e Germania, tenutosi a Francoforte e finalizzato a confrontare le posizioni dei tre Paesi nell’ambito dello sviluppo della radiofonia digitale, per cercare punti in comune nel relativo sviluppo e per trovare una strategia comune di lancio della stessa radio digitale. Nell’ambito della discussione, Carera ha illustrato la sperimentazione di radiofonia digitale condotta in Italia dalle emittenti AERANTI-CORALLO, il lavoro che la stessa AERANTI-CORALLO sta conducendo con Rai Way e Rna nell’ambito della ARD e gli sviluppi regolamentari al tavolo tecnico sulla radiofonia digitale presso l’Agcom.
pubblicato alle 21:50 | link | commenti
lunedì, 13 ottobre 2008
aerantiLo scorso 7 ottobre si è svolto a Napoli un incontro con le imprese radiofoniche locali associate Aeranti-Corallo, finalizzato a illustrare le novità e gli scenari di sviluppo della radiofonia digitale. Nel corso dell’incontro, Marco Rossignoli e Fabrizio Berrini hanno ripercorso quelle che, da oltre un anno, sono le attività dell’associazione riferite alla radio digitale. Sono quindi stati illustrati tutti gli aspetti delle sperimentazioni in tecnica DAB+ e DMB VR, operate dalle emittenti Aeranti-Corallo el Veneto e dell’Emilia Romagna, in base all’accordo di cooperazione stipulato tra la stessa Aeranti-Corallo e Rai Way. Nel corso dell’incontro - riporta una nota dell'associazione - è stata evidenziata l’importanza che l’avvio del digitale radiofonico segua le fasi di avvio della tv digitale terrestre, in quanto le frequenze necessarie alle trasmissioni radiofoniche digitali in Banda III potranno essere utilizzate solo successivamente all’approvazione dei relativi Piani di assegnazione delle frequenze televisivein tecnica digitale.
pubblicato alle 07:00 | link | commenti
martedì, 30 settembre 2008
Da una nota di Aeranti-Corallo:  Si è svolto lo scorso martedì 23 settembre, presso la sede del centro di controllo qualità della Rai a Monza, un incontro (cui ha partecipato per AERANTI-CORALLO Fabio Carera) finalizzato alla presentazione degli sviluppi della radiofonia digitale in Francia.
Inoltre è stato illustrato lo stato dell’arte della sperimentazione in corso da parte di Radio France su applicazioni multimediali di radio digitale in standard DMB VR con l’impiego del sistema BIFS (un’estensione dell’MPEG-4 finalizzata alla gestione dell’interattività).
pubblicato alle 09:49 | link | commenti
giovedì, 25 settembre 2008
Da Repubblica.it: L'oggetto è piccolo come un lettore mp3, ha uno schermo sufficientemente ampio e una piccola antenna laterale. Quando si accende, però, si scopre che non è una macchinetta come tutte le altre, perché è un ricevitore per radio digitali. Anche i prezzi sono piccoli come le dimensioni, meno di 60 euro, per avere tra le mani un ricevitore che cambia le regole della radio.Un esempio? Se ci si collega a Isoradio si ottengono non solo le trasmissioni che già oggi conosciamo, anche se in una qualità audio decisamente superiore, simile a quella del compact disc, ma anche delle immagini, le cartine con i flussi del traffico, le fotografie scattate sulle autostrade o ai caselli, informazioni testuali che arricchiscono quelle che arrivano via etere. Insomma, l'arrivo della radio digitale, più volte annunciato, sta per diventare una realtà. "Già oggi il segnale raggiunge circa il 40% della popolazione, le città principali del nord sono già coperte, assieme a Palermo", sottolinea Stefano Ciccotti, amministratore delegato di RayWay, la società che si occupa delle infrastrutture della Rai, "e dal 1° ottobre il segnale verrà trasmesso anche a Roma".Dopo anni di lento avvicinamento, l'accelerazione di questi ultimi due anni è dovuta ad un cambiamento tecnologico, il passaggio dallo standard Dab a quello T-Dmb, che consente di consumare meno energia. "Non c'è dubbio che il futuro della radio sia digitale", dice Linus, direttore delle radio del gruppo Espresso, presenti da tempo nel Club Dab proprio per sperimentare le nuove tecnologie. Ed infatti tra le radio che già oggi si possono ascoltare nel nuovo formato digitale ci sono Radio DeeJay, Radio Capital e m2o."Avrà un grandissimo impatto sull'utenza giovanile", sostiene Antonio Caprarica, direttore del Giornale Radio Rai "le potenzialità sono quelle dei contenuti non sincronizzati, grafica, meteo, previsioni, traffico, info personalizzate". Un universo in movimento nel quale altre novità sono in arrivo: Worldspace e Fiat hanno annunciato i ricevitori digitali sulle automobili Fiat, Lancia e Alfa Romeo, alcuni dei prossimi modelli di cellulari avranno i chip per la ricezione della radio digitale e già stanno arrivando sul mercato i ricevitori radio via Internet che non vanno collegati al pc. (Repubblica.it)
pubblicato alle 10:39 | link | commenti

 
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