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venerdì, 29 gennaio 2010
blueinside400x400_low“Blue Inside” è il titolo dell’ultimo lavoro discografico di Rudy Rotta, chitarrista di razza - italiano ma che ha vissuto per anni in Svizzera dove i genitori emigrarono negli anni ‘60 - conosciuto e stimato nell'arco dell'intero circuito blues mondiale, tanto da portare la Fender a dedicargli una chitarra. Non una chitarra qualsiasi, bensì una mitica stratocaster, firmata Rudy Rotta. “Blue Inside” è prodotto dalla tedesca ZYX Music, etichetta internazionale dalla vocazione spiccatamente rock - che per la quinta volta ha voluto puntare su Rudy e sulle sue sonorità “viscerali” - e distribuito in Italia dalla Family Affair Distributions. Il Cd, infatti, spazia dal rock crudo alle ballad di influenza blues creando una sequenza emozionale che catapulta l’ascoltatore in un mondo musicale tutto da esplorare. Registrato in studio interamente dal vivo, il nuovo lavoro discografico di Rudy Rotta, si presenta come un prodotto “sincero”, senza nessun lavoro di post-produzione. “Non ci sono ritocchi - spiega Rotta – il disco suona così come lo abbiamo registrato. Questo perché spesso i ritocchi rischiano di rendere il tutto più freddo e falso”. Undici tracce in tutto - di cui due incise durante un concerto live (“You’re gone” e “Bad bad feelin’” con la band ufficiale) – in cui l’artista, accompagnato da musicisti del calibro di Adriano Molinari, Pier Mingotti, Michele Papadia e dai bravissimi coristi Gigi Fazio e Emanuela Cortesi, racconta un momento molto intenso della sua vita, quello attraversato da una storia d’amore. Dalla bellezza e la passione dell’inizio ai sentimenti di segno opposto che, invece, ne caratterizzano la fine. Crudo e intenso come una storia d'amore che toglie il fiato. Per questo non e' possibile fermarsi all'ascolto di una sola canzone: “Blue Inside” è un’avventura emozionante da vivere traccia per traccia. In questo senso il primo titolo della tracklist, “Lady”, scelto anche come singolo di lancio dell’abum, suona proprio come una dedica. “Lady” è un brano duro, a tratti quasi cattivo che si apre con un intenso coro gospel al quale sono affidate solo poche parole: “Lady moving in the morning, lady moving all night long”. Un intro che un giornale tedesco ha definito “da pelle d’oca, che già da solo vale tutto il cd”.  L’intro del brano è stato eseguito dalla cantante gospel di Atlanta, Robin Brown e dal suo coro in una chiesa  , prima di un suo concerto. Le voci si uniscono al silenzio del luogo sacro creando un effetto di riverbero naturale davvero unico che riporta alla mente le dicotomie tra sacro e profano, il buono e il cattivo, la solennità del canto e l' irruenza passionale della chitarra elettrica che spezza improvvisamente l’atmosfera mistica. Così, come quando finisce un amore. [... continua con track list e biografia nel file allegato...]
Presentazione Blue Inside - Rudy Rotta.doc
pubblicato alle 14:11 | link | commenti
martedì, 26 gennaio 2010
Si chiama “Soliera Radio Attiva”, è un progetto sperimentale promosso dall’assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Soliera, che vede protagonisti le ragazze e i ragazzi che frequentano lo Spazio Giovani di via Nenni 55. Martedì 26 gennaio, alle ore 20,30, presso lo Spazio ospitato nel complesso del Mulino, verrà presentato un programma di una quarantina di minuti al quale hanno lavorato i ragazzi nelle scorse settimane, con la supervisione tecnica di Dj Palla. In scaletta sono previste chiacchierate informali con protagonisti del paese, intramezzate da una ricercata scaletta musicale. Il programma potrà essere ascoltato in internet nei siti del Comune e dello Spazio Giovani, con la possibilità di scaricarlo in mp3. “Si tratta di un’iniziativa avviata in forma sperimentale che arricchisce la rete di servizi a favore delle nuove generazioni”, spiega l’assessore alle politiche giovanili Livio Gucciardo. “Spetterà ora ai ragazzi confermare l’entusiasmo che hanno dimostrato nella realizzazione del programma pilota, e diventare protagonisti a tutto tondo di questa esperienza”. (modena2000.it)
pubblicato alle 08:52 | link | commenti
mercoledì, 20 gennaio 2010
La radio dell'Onu ad Haiti, Minustah Fm, è stata rimessa in funzione da una squadra di Radio France e TDF (Telediffusion de France) e ha ripreso a trasmettere ieri alle 17: lo ha annunciato l'emittente francese in un comunicato spiegando che la radio sarà al servizio delle vittime del potente terremoto che una settimana fa ha devastato il piccolo Paese caraibico. Il centro di trasmissione della radio è situato nei pressi dell'aeroporto di Port-au-Prince: ma attualmente la squadra di Radio France e l'ingegnere di TDF sono impegnati a riparare le grandi antenne dell'emittente che si trovano sulle colline intorno alla città e che permettono di trasmettere in una zona molto più estesa. "In una situazione in cui solo qualche stazione radio ha potuto continuare a trasmettere fra le decine che sono state distrutte, la radio dell'Onu, radio di servizio, diventerà un luogo aperto a tutti che raggruppa più di 25 giornalisti haitiani venuti da diverse stazioni", afferma Radio France che sottolinea che la radio è il mezzo di comunicazione dominante ad Haiti. "Con la catastrophe, il bisogno d'informazione è divenuto vitale, tanto per la ricerca dei dispersi e il ricongiungimento delle famiglie che per facilitare la distribuzione degli aiuti alimentari e medico-sanitari", ha aggiunto. La squadra di Radio France sul posto valuta anche i bisogni di diverse altre radio fuori servizio per facilitarne la ripresa. I sei trasmettitori di Rfi (Radio France Internationale) funzionano ancora. Da ieri la radio propone un programma quotidiano per un pubblico haitiano, in francese e in creolo, denominato "Ensemble, avec Haiti" e "Ansanm ansanm avek Ayiti". (unita.it)
pubblicato alle 09:12 | link | commenti
lunedì, 18 gennaio 2010
Il terremoto ha distrutto completamente tutte le stazioni televisive di Port-au-Prince e anche il quartier generale della National Association of Haitian Media (Anmh) è crollato. Solo tre radio (Signal Fm, Caraibes Fm e la filiale locale della Radio France Internationale) riescono ancora a trasmettere e hanno il compito di informare e canalizzare le notizie verso tutta la popolazione haitiana.Una compagnia telefonica, la Voilà Haiti, è riuscita a ripristinare i servizi così come internet, seppur a singhiozzo, continua a funzionare. Il vero problema è trovare, tra le macerie, un luogo dove connettersi. E' evidente che in queste condizioni diventa fondamentale il ruolo dei media stranieri, la risorsa più funzionale per coordinare aiuti e ricerche. Per ovviare alla assenza quasi totale di informazione locale, Reporters senza frontiere ha annunciato che verrà installato un centro operativo da dove i giornalisti haitiani potranno seguire e coprire tutte le informazioni sulle ricerche e, sucessivamente, sulla ricostruzione. Le operazioni inizieranno nella prossima settimana e il centro sarà dotato di computer, cellulari e generatori elettrici, donati dal gruppo editoriale canadese Quebecor, partner in questa iniziativa di Reporters senza frontiere. (Reporters)
pubblicato alle 09:17 | link | commenti
giovedì, 14 gennaio 2010
Il passato, il presente e il futuro della radio. Di questo si parlerà domani a Otto e Mezzo, in onda alle 20.30 su La7. Gli ospiti di Lilli Gruber saranno Elettra Marconi, figlia dell'inventore della radio e premio Nobel per la fisica Guglielmo Marconi; la cantante Jo Squillo, che ha recentemente esordito alla guida di un nuovo programma radio; il giornalista e conduttore radiofonico Gianluca Nicoletti.
pubblicato alle 17:44 | link | commenti
sabato, 19 dicembre 2009

rengaE’ in rotazione radiofonica da ieri il brano “Io che non vivo (senza te)”, secondo singolo estratto dal cd “Orchestraevoce” di Francesco Renga uscito il 13 novembre scorso su etichetta Universal Music. Un lavoro che inorgoglisce non poco il cantautore bresciano che ha voluto interpretare alcune tra le più belle canzoni italiane della fine degli anni ‘60 accompagnato da un’orchestra sinfonica di 60 elementi. Tra i brani proposti anche questo successo di Pino Donaggio del 1965. (musicroom.it)

pubblicato alle 16:26 | link | commenti
mercoledì, 02 dicembre 2009

Grande adesione all’iniziativa ‘Mille ore per il lavoro’. Sono oltre quaranta le emittenti locali dei circuiti Radio Città Futura, Area, Popolare network, circa cinquanta le radio universitarie, decine e decine i siti e i blog che hanno raccolto la proposta di RadioArticolo1 di dare vita ad una ‘Non Stop’ che legasse il mondo della radiofonia a quello del lavoro. “Abbiamo trovato grande interesse - sottolinea il direttore di RadioArticolo1, Altero Frigerio - anche senza aspettare le cifre sui 2milioni di disoccupati, l’ennesimo incidente sul lavoro o l’annuncio della chiusura di Termini Imerese da parte della Fiat. Le testate coinvolte, oltre un centinaio allo stato attuale, proprio perché direttamente legate ai temi dell’informazione dal basso, con un rapporto diretto con gli ascoltatori e con il territorio, sono quelle più naturalmente sensibili al tema della crisi economica e dell’incertezza del posto del lavoro, con tutte le sue conseguenze sulla vita delle famiglie”. Domani (3 dicembre) le varie testate parteciperanno a una lunga staffetta tra radio ed internet, tra interviste e servizi tematici, che si concluderà con una diretta on air on line (dalle ore 20 in poi alla sala Alpheus di Roma) nel corso della quale interverranno lavoratori della aziende in crisi (Petrolchimico di Porto Torres, case di cura dell’Abruzzo, dipendenti dell’ex Agile e altri ancora) insieme ad attori (Moni Ovadia, Piera degli Esposti, Massimo Wertmuller), comici (Andrea Rivera, Biagio Vinella), musicisti (Enrico Capuano, Mariella Nava, La casa del vento), scrittori e uomini dello spettacolo. Previsti anche brevi interventi di giornalisti e sindacalisti (saranno presenti i segretari della Cgil Epifani e Fammoni). Ad animare la serata i conduttori della popolare trasmissione di RadioDue ‘Cartepillar’ Massimo Cirri e Filippo Solibello. (rassegna.it)

pubblicato alle 19:03 | link | commenti
lunedì, 30 novembre 2009
Repubblica.it: ROMA - Basta avere una radio, un lettore cd o una tv e, naturalmente, tenerli accesi. Che faccia da sottofondo in un negozio, siano note soft in un ristorante, una compilation "sparata" dal parrucchiere o in un bar, e persino un disco messo su in parrocchia: tutto questo ha un costo, come per la musica in discoteca.Rivendicato in migliaia di lettere che stanno arrivano agli interessati. I gestori di pubblici esercizi, negozianti e artigiani sono infuriati: fanno fatica a capire perché, se c'è il diritto d'autore corrisposto alla Siae, per l'utilizzo in pubblico di musica registrata si debba versare un altro compenso che va nelle casse delle case discografiche.Non si tratta di una truffa ma dei diritti (connessi a quelli d'autore) previsti da un articolo di una legge del 1941. Sì, una legge del secolo scorso. Cifre comprese tra 70 e 600 euro in base all'ampiezza del locale, riscosse dal consorzio dei fonografici Scf, che riunisce le case discografiche e tutela oltre 300 imprese. C'è chi si adegua e paga, anche perché diverse associazioni di categoria hanno stretto accordi con Scf ottenendo sconti (tra gli altri Federdistribuzione, Confcommercio, Federmoda). E c'è chi minaccia di ricorrere al giudice e invita a non pagare.Confesercenti, Cna, Confartigianato rimproverano ai discografici di battere cassa con modalità aggressive e con tariffe stabilite in modo unilaterale. "Semplicemente rivendichiamo un diritto finora non gestito - precisa Gianluigi Chiodaroli, presidente di Scf - con campagne informative e accordi con le associazioni di categoria che tengano conto dei differenti contesti in cui viene usata la musica". "Circa due anni fa - aggiunge - dai grandi distributori ci siamo spostati sul territorio. Mandiamo 30-40mila lettere l'anno".Sono diverse le tariffe previste per bar e ristoranti e quelle per i negozi o gli alberghi "tarate" in base al numero di stelle e di stanze. Il bacino è vastissimo: basti pensare che in Italia oltre il 75% dei bar e più del 50% dei ristoranti usano musica regolarmente, secondo le stime. All'inizio gli agenti Scf si sono concentrati nel centro-nord. Da qualche mese il Consorzio si è affidato alla Hunter, un'azienda con sede in provincia di Pavia, per organizzare rilevazioni su tutto il territorio. I controlli sono aumentati: gli incaricati fanno un'ispezione e avvertono il consorzio che invia al titolare il bollettino da pagare.Edi Sommariva, direttore generale Fipe che rappresenta gli esercizi pubblici della Confcommercio, ammette: "È un adempimento in più che la categoria non si meritava, ma c'è una legge e va rispettata. Però siamo riusciti a stabilire una cifra condivisibile". Mentre Tullio Galli, direttore Fiepet (Confesercenti), non si dà per vinto. "Noi consigliamo di strappare queste fatture - afferma - Contestiamo il metodo con cui vengono eseguite le rilevazioni". E avverte che dal 2010 si rischia il caos: "La Siae ci ha fatto sapere che da gennaio anche lei riscuoterà il diritto connesso per conto dell'Afi, l'Associazione fonografici italiani. C'è bisogno di un unico regolamento". Messi a dura prova dai download pirati, i discografici ora cercano di riscuotere quei diritti un tempo pagati solo da chi usava la musica a fini di lucro. "È un tributo inaspettato, una gabella per gli associati", continua Galli. Ed Ettore Cenciarelli, del dipartimento organizzazione della Cna nazionale: "Le imprese artigiane sono prese di mira, parrucchieri e carrozzieri ricevono le lettere sulla base della semplice deduzione che venga usata la musica o di ispezioni camuffate. Sparano nel mucchio, colpiscono anche pizzerie al taglio: che hanno a che fare con locali e pub? Chiediamo che le istituzioni facciano chiarezza. Ma in alcuni casi ci siamo già rivolti al giudice". Intanto, se chi paga oggi ha diritto a uno sconto, chi rifiuta corre il rischio di incorrere anche in sanzioni. (Repubblica.it)
pubblicato alle 10:09 | link | commenti
venerdì, 27 novembre 2009
Convegno 'La Radio, il Nobel e i 100 Anni che hanno Sconvolto il Mondo' alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. 11 dicembre 2009, Protomoteca del Campidoglio, Piazza del Campidoglio, Roma. L’ingresso è consentito fino alle ore 09,15
Agenda
Ore 09,30
Apertura dei lavori
• Enrico Manca, Presidente della Fondazione Ugo Bordoni
• Giovanni Alemanno, Sindaco di Roma
• Gabriele Falciasecca, Presidente della Fondazione Marconi
• Claudio Scajola, Ministro dello Sviluppo Economico
“Guglielmo Marconi: l’uomo che aprì l’era delle telecomunicazioni”
• Piero Angela: excursus biografico con documenti audiovisivi
“Le sfide della ricerca”
• Carlo Rubbia, Premio Nobel per la Fisica (1984)
Ore 11,00
Prima Sessione
“ICT: sviluppo economico, competizione, regole”
• Modera Giuseppe Richeri, Università di Lugano - Comitato Scientifico Fondazione Ugo Bordoni
• Hamadoun I. Touré, Segretario Generale dell’International Telecommunication Union
• Raja, Ministro delle Telecomunicazioni dell’India
• Li Yizhong, Ministro dell’Industria e delle Tecnologie di Comunicazione della Cina
• Fernando Rodrigues, Segretario Esecutivo Ministero delle Comunicazioni del Brasile
• Tarek Kamel, Ministro delle Comunicazioni dell’Egitto
• Padre Federico Lombardi, Direttore di Radio Vaticana
• Robert McDowell, Commissario della US Federal Communication Commission
• Fabio Colasanti, Direttore Generale Information Society & Media della Commissione Europea
• Ronaldo Sardemberg, Presidente Autoridade Nacional de Comunicações do Brasil
• Corrado Calabrò, Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
Ore 13,30
Buffet
Ore 14,30
Seconda Sessione:
“Le imprese che hanno cambiato il nostro modo di comunicare”
• Apertura Paolo Romani, Vice Ministro dello Sviluppo Economico - Comunicazioni
• Modera: Gianni Riotta, Direttore de Il Sole 24 Ore
• Introduce: Maurizio Dècina, Politecnico di Milano
• Franco Bernabè, Telecom
• Paolo Bertoluzzo, Vodafone - Fedele
• Fedele Confalonieri, Mediaset
• Paolo Garimberti, Rai
• Luigi Gubitosi, Wind
• Vincenzo Novari, 3 Italia
• Stefano Parisi, Fastweb
• Giuseppe Veredice, Telespazio
“Nuove tecnologie, nuove opportunità”
• Cesare Avenia, Ericsson
• Flavio Cattaneo, Terna
• Pier Francesco Guarguaglini, Finmeccanica
• Stefano Lorenzi, Alcatel-Lucent
• Mauro Moretti, Ferrovie dello Stato
• Leonardo Maugeri, ENI
“La ricerca, l’innovazione: un percorso per il futuro delle nuove generazioni”
• Mariastella Gelmini, Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca
• Luciano Maiani, Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche
• Leonardo Chiariglione, Ceo di Cedeo.net e Comitato Scientifico Fondazione Ugo Bordoni
• Mario Frullone, Direttore delle Ricerche della Fondazione Ugo Bordoni
Intervento conclusivo
Gianni Letta, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Per partecipare è necessario comunicare il proprio nominativo all'indirizzo:
giornatemarconiane@fub.it
pubblicato alle 14:37 | link | commenti (2)
venerdì, 27 novembre 2009
(Teleborsa) - Roma, 27 nov - Dopo l'avvento della televisione digitale gli utenti italiani potranno presto godere appieno dei vantaggi della radio digitale. Il Consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presieduto da Corrado Calabrò, relatori Nicola D'Angelo e Enzo Savarese, ha approvato nella riunione odierna il regolamento che disciplina la fase di avvio delle trasmissioni radiofoniche terrestri in tecnica digitale.
Il regolamento, che sostituisce quello adottato dall'Agcom nel 2005, è frutto dei risultati dell'indagine conoscitiva condotta dall'Autorità alla fine del 2007 sui nuovi standard della radio digitale [che costituiscono l'evoluzione del DAB (DMB, DAB +)]: dalla verifica è emersa la necessità di un adeguamento della regolamentazione vigente nell'ottica della "neutralità tecnologica" e del massimo pluralismo del settore. L'Autorità, si legge in una nota, ha inoltre tenuto conto del confronto con gli operatori del settore nell'ambito del tavolo tecnico istituito con lo scopo di valutare gli esiti delle sperimentazioni avviate dalle emittenti e che ha visto la partecipazione del Ministero dello sviluppo economico, della RAI e delle associazioni rappresentative delle imprese radiofoniche nazionali e locali.
La nuova regolamentazione, consentirà lo sviluppo della radiodiffusione sonora in tecnica digitale terrestre secondo i più moderni standard disponibili, come naturale evoluzione del sistema radiofonico analogico. A differenza di quanto avvenuto per la televisione, le trasmissioni radiofoniche in tecnica digitale non sostituiranno le trasmissioni in FM, ma si affiancheranno ad esse in banda VHF e banda L, per consentire all'utente ed agli operatori un'ampia possibilità di scelta.
Il regolamento assicura parità di trattamento a tutte le emittenti radiofoniche, nazionali e locali che intenderanno sviluppare la radio digitale. La pianificazione delle frequenze avverrà per aree territoriali, via via che si realizzeranno gli switch-off della televisione analogica, con la conseguente liberazione delle risorse della banda VHF-III destinate alla radio digitale. Ai fini della pianificazione, l'Autorità, come stabilito dalla legge, consulterà la Rai e le associazione rappresentative delle emittenti private. E' previsto l'impiego di reti isofrequenziali (SFN) ai fini di un uso efficiente e razionale delle frequenze, come già avvenuto con successo per la televisione digitale.
I diritti d'uso sulle frequenze saranno assegnati dal Ministero dello sviluppo economico ai consorzi delle emittenti nazionali e ai consorzi delle emittenti locali. La RAI avrà a disposizione un blocco di diffusione, come prevede la legge per la programmazione di servizio pubblico. Le emittenti nazionali avranno a loro volta a disposizione due blocchi di diffusione mentre per le emittenti locali saranno previsti, nei singoli bacini, fino a 11 blocchi di diffusione.
Le emittenti che non aderiranno ai consorzi avranno comunque a disposizione la capacità trasmissiva necessaria per irradiare il programma già diffuso in analogico, con parità di trattamento rispetto a quelle aderenti ai consorzi.
La nuova regolamentazione, che introduce un equilibrio tra le risorse spettanti ai vari comparti (servizio pubblico, emittenti nazionali private ed emittenti locali) tiene conto delle esigenze di tutte le emittenti radiofoniche analogiche, favorendo il concreto sviluppo della radio digitale, che sino ad ora ha stentato a trovare un assetto stabile sia per la mancanza delle frequenze della banda VFH-III (in gran parte occupate dalla televisione analogica) sia per un certo grado di conflittualità degli operatori. Il tutto in un'ottica di pluralismo, concorrenza e innovazione tecnologica e di rapida transizione alle tecnologie digitali anche nel settore radiofonico. (larepubblica.it)
pubblicato alle 12:15 | link | commenti
mercoledì, 25 novembre 2009

Negli ultimi 15 anni le emittenti radiofoniche locali in Lombardia si sono praticamente dimezzate passando da 230 nel 1995 a 115 nel 2008, in molti casi sono ancora troppo fragili alla costante ricerca di un equilibrio fra costi e ricavi, ma continuano a giocare un ruolo importante nel processo di costruzione e mantenimento di identità specifiche. Questo il quadro che emerge dallo studio realizzato dal Comitato regionale per le comunicazioni (Corecom) sulla base di un'indagine condotta a metà del 2008 su circa 85 emittenti lombarde e su 12 nazionali e presentato al convegno Radio Locale Nuove Tecnologie Impresa Territorio. Il processo di concentrazione delle emittenti radio locali interessa tutto il paese, visto che nel periodo 1995-2005 sono passate da 2.517 a 1.076 (-57%), un numero ben lontano dal record di 4.000 emittenti locali del 1984 che faceva dell'Italia il paese con più stazioni radio al mondo. In Lombardia, il calo è stato più contenuto: dalle 230 emittenti del 1995 si è passati alle 124 del 2005 (-46%), poi diventate 115 nel 2008. Di queste 79 sono commerciali e 36 comunitarie. Per quanto riguarda la penetrazione sul territorio, cioè lo share, le emittenti locali in Lombardia hanno subito la concorrenza delle emittenti nazionali, spesso erroneamente percepite come locali dagli ascoltatori perchè trasmettano da Milano. Il risultato è che fra il 1999 e il 2008 in Lombardia, lo share delle emittenti nazionali è passato dal 53,8% al 71,2%, mentre quello delle emittenti locali è diminuito dal 26% al 21,3%, inferiore alle media nazionale (24,6%).  Alla base delle difficoltà economiche delle emittenti radiofoniche, che in Italia sono comunque relativamente piccole con una capitalizzazione dei gruppi privati nazionali che spazia dai 20 ai 70 milioni di euro, la scarsa raccolta pubblicitaria, il 6,4% del totale 2008, dovuta alla mancanza di dati certi su share e numero di ascoltatori. Particolarmente penalizzate le radio locali, la cui raccolta sul totale degli investimenti pubblicitari destinati alle radio, è passata dal 43,1% del 1986 al 32,4% del 2008.  In Lombardia un terzo circa degli investimenti pubblicitari radiofonici locali è intercettata da Milano, seguita da Brescia (18%), Bergamo (15%) e Mantova (8%). Fra le voci che incidono maggiormente sui costi di gestione delle emittenti locali, c'è quello relativo all'energia elettrica impiegata per far funzionare gli impianti di diffusione del segnale radio. Le bollette dell'energia, in una radio con un 1 milioni di euro di fatturato, pesano per circa il 30% dei costi totali, rispetto al 2-3% di una Tv. Viceversa il costo per realizzare i palinsesti delle radio locali è pari al 30% circa delle spese totali, mentre nei bilanci delle Tv pesa per il 60%.  In media le emittenti locali trasmettono circa 8 ore al giorno di programmazione "originale", trasmessa in particolare nella fascia del mattino, seguita dalle fasce preserale (17.30-20.30) e pomeridiana. Forte l'attenzione per l'innovazione tecnologica, con il 70% delle emittenti locali presente sul web. Da sviluppare invece il rapporto tra radio locali e istituzioni, con un'offerta media giornaliera di informazioni istituzionale sulle radio locali in Lombardia ferma a sette minuti. (ecodibergamo.it)

pubblicato alle 18:50 | link | commenti
mercoledì, 25 novembre 2009
(ASCA) - Milano, 25 nov - La radio come ''risorsa preziosa, da proteggere e valorizzare''. E' ruotato attorno a questo ragionamento l'intervento che il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Giulio De Capitani, ha tenuto questa mattina in occasione del convegno ''Radio locale, nuove tecnologie, impresa, territorio. Il mercato radiofonico in Lombardia'' organizzato dal Comitato regionale per le telecomunicazioni. ''La radio - ha osservato De Capitani, si e' adeguata ai nuovi sistemi di trasmissione via rete, all'evoluzione dei linguaggi, dei gusti e dei consumi riuscendo in questo modo a conservare la sua giovinezza e il suo fascino''.
Il convegno ha rappresentato anche l'occasione per presentare la ricerca ''Il mercato radiofonico in Lombardia'', uno studio che analizza l'evoluzione della radio negli ultimi decenni e si sofferma sullo sviluppo dei grandi network nazionali a scapito della drastica riduzione delle antenne, evidenziando come in Lombardia si sia praticamente dimezzato il numero di radio, scese dalle 230 del 1995 alle 116 censite nel 2008.
pubblicato alle 16:32 | link | commenti
venerdì, 20 novembre 2009
radio_divorzio-240La famiglia di lei sta dalla parte del marito anche se lui la tradisce. Lei parla e lui non l'ascolta. Lui esce di casa senza mai dire dove va. La famiglia di lui acconsente che il marito alzi le mani. Vale la presunzione di colpevolezza della donna se un matrimonio è in crisi. Per tutte quelle donne egiziane che si vogliono sfogare, che proprio non ce la fanno più dei loro mariti e delle pressioni della società ma non sanno a che santo, a che imam e a quale familiare rivolgersi, ora possono gridare "basta,voglio divorziare" su Radio Motalakat, radio divorzio, la prima emittente radiofonica nel mondo arabo dedicata a tutte quelle donne in balia tra le attese tradite e le difficoltà della vita di coppia. Radio Divorzio (http://motalakatradio.blogspot.com/) non è sono una valvola di sfogo dove lanciare invettive contro i mariti, le suocere e stramaledire il giorno in cui hanno accettato di sposare il Mr. Right senza sapere nulla del suo background, della sua personalità e senza neppure aver condiviso un minimo di intimità. Lanciata lo scorso giugno da Mahasen Saber, una donna egiziana divorziata e madre di un figlio, Radio Divorzio è una piattaforma radiofonica il cui palinsesto è pensato sia per gli sfoghi femminili ma anche per affrontare preparate il labirinto burocratico-maschilista delle corti egiziane e aiutare le donne nel sostenere lo stigma post divorzio. La radio svolge anche un lavoro di lobbying per alimentare il dibattito nei media su temi come la custodia dei figli e la garanzie economiche che devono spettare alle future ex mogli. La Saber stessa fa la sponda tra radio e talk show televisivi egiziani a difendere le istanze delle donne divorziate e a controbattere le interpretazioni religiose-culturali dei politici e delle figure religiose conservatrici. La Saber ha fondato l'emittente radiofonica dopo aver vissuto sulla sua pelle, secondo quello riportato nelle sue interviste, l'arcano e lentissimo sistema giudiziario e l'ostracismo sociale da parte degli uomini delle corti egiziane. I webcast e i talk show sono in arabo classico colloquiale e facili da capire. Lo slogan della radio è : "vedere la vita in modo diverso". Ma anche in modo realista. Mentre l'establishment politico e religioso egiziano ammettono che c'è una diminuzione del tasso di matrimoni, sono invece reticenti nell'ammettere pubblicamente l'ascesa dei divorzi e condannano come traditori della cultura religiosa coloro che pubblicamente o nei media asseriscono che il matrimonio non è il lasciapassare all'indipendenza delle donne, non garantisce automaticamente il rispetto della società e non è la chiave che apre la porta della normalizzazione della vita sessuale. ...continua su Sole24ore.com
pubblicato alle 09:28 | link | commenti
venerdì, 20 novembre 2009
Radiopassioni: Sto ascoltando da Radio 3 l'intervista a Delfina Licata di Dossier Caritas/Migrantes, caporedattrice del Rapporto Italiani nel Mondo, un volumone di oltre 500 pagine curato dalla Fondazione Migrantes e giunto alla quarta edizione. Questa mattina Delfina ha presentato il nuovo Rapporto 2009, come sempre ricchissimo di dati: una ricerca meticolosa - e sul campo - sull'emigrazione italiana all'estero, tra motivazioni, bisogni, necessità, ricordi, contatti, nostalgie e rifiuto di tornare. E' una lettura, questa del Rapporto che una nazione civile dovrebbe rendere obbligatoria nelle scuole. Invece l'unica cosa a essere istituzionalizzata, qui in Italia, è l'oblio delle sofferenze patite da emigrati. Solo una totale amnesia può giustificare l'infantile cattiveria con cui ci accaniamo oggi contro chiunque arrivi qui pieno di guai, povertà e speranze. Lo stesso bagaglio che ci portavamo, ci portiamo dietro noi quando lasciamo, forse per sempre, i nostri confini. Stamane su un'altra stazione radio ascoltavo un tentativo purtroppo sfumato di collegamento con il comune bresciano di Coccaglio, diventato famoso in queste ore per l'illuminata decisione della nuova giunta leghista di celebrare un Natale in bianco. L'operazione "White Christmas" prevede che entro il 25 dicembre tutti gli immigrati che non avranno rinnovato il permesso di soggiorno, dovranno andarsene da Coccaglio. Raus, come si diceva ai bei tempi. Sarà che sono fatto molto male rispetto alle moderne esigenze anti-buoniste, ma trovo lo spirito "natalizio" di questa iniziativa raggelante. Ho avuto spesso modo di discutere di queste cose, anche nei commenti qui su RP e c'è chi mi fa rilevare quanto io sia poco pragmatico e idealista nell'affrontare un problema serio come le ricadute criminali dell'immigrazione (come se l'emigrazione di Al Capone non avesse comportato problemi). Ho sempre risposto che il problema del nostro razzismo mi sembra decisamente più grave e temo che non sia facile convincere tutti quelli che ribattono "non sono razzista ma...". Un ma che pesa come un macigno sulla mia distorta mentalità di mezzosangue.
Tornando al Rapporto Italiani nel Mondo, fareste bene a scaricare la scheda preparata per noi giornalisti con un estratto di tutte le cifre. C'è anche un piccolo paragrafo dedicato ai media radiotelevisivi che, nel mondo, parlano almeno in parte in lingua italiana, una lingua amatissima all'estero, così come lo è, forse al di là dei suoi veri meriti, questa nazione felice e infelicissima al tempo stesso. Il nostro Ministero degli Esteri recensisce quasi 500 stazioni radio. Potete consultare questo ricco database, dove tutte le emittenti sono classificate con una scheda dettagliata (chissà chi ha curato questo bellissimo lavoro) a questo indirizzo Web: http://89.97.214.125/media/rd_index.asp. (Radiopassioni)
pubblicato alle 09:25 | link | commenti
mercoledì, 28 ottobre 2009
Un nuova radio per diffondere il Vangelo via etere: dopo un periodo di trasmissioni sperimentali, ha ora cominciato a trasmettere regolarmente “Radio Sarang”, la nuova emittente del Saint Aloysius College dei Gesuiti di Mangalore, nel Sud dell'India. Il nome “sa-rang”, nella lingua locale significa “bella armonia di colori” e vuole essere il simbolo del pluralismo sociale, religioso e linguistico della popolazione di Mangalore, nello stato indiano del Karnataka, con l’auspicio che tali differenze possano coesistere in pace e armonia. Il termine ha anche altri significati: indica uno strumento musicale, un capriolo maculato e, infine, semplicemente è l’acronimo di “St Aloysius Radio, Mangalore”.  “Trasmettiamo principalmente in quattro lingue – dice in una nota giunta all’Agenzia Fides il direttore, P. Richie Rego – in konkani e tulu, le lingue locali, in kannada, la lingua del Karnataka, e in inglese. Ma alcune trasmissioni sono anche in malayalam, la lingua del Kerala, parlata anche qui dalla numerosa popolazione, soprattutto degli studenti, originaria di quello stato, e in beary, la lingua madre della comunità musulmana locale”. Per quanto riguarda i contenuti, sono molte le tematiche trattate: agricoltura, salute e igiene, problemi di assistenza legale alle classi più povere, vita e folklore locale, diritti umani, valori umani, etici e morali. “Tutti i programmi – nota ancora P. Richie – sono prodotti localmente, negli studi della radio o con interviste sul campo. Per adesso abbiamo avuto una buona accoglienza e speriamo di ampliare sia le ore di trasmissione sia il numero degli ascoltatori”. La missione tramite i mass-media è stata di recente ribadita dal Congresso Missionario Indiano, storico evento per la Chiesa in India, tenutosi a Bombay dal 14 al 18 ottobre scorso. (fides.org)
pubblicato alle 08:07 | link | commenti
mercoledì, 21 ottobre 2009
Sarà la forte vocazione tecnologica che contraddistingue l'India del 2000 ma da quando il gruppo indiano ha rilevato in Gran Bretagna la licenza radiofonica che fu del marchio Margin trasformandolo in Absolute Radio, le novità tecnologiche si moltiplicano e sono tutte molto interessanti. Solo in questo mese d'ottobre sono due e riguardano un nuovo canale DAB, Dabbl, che funziona secondo il principio del palinsesto costruito con i voti via Web degli ascoltatori, e da pochi giorni il servizio CompareMyRadio che può davvero servire come modello di uno strumento per facilitare la scelta e l'empowerment del singolo nella selezione dei contenuti musicali preferiti. CompareMyRadio cattura la programmazione musicale di venti canali radiofonici del Regno Unito e vi costruisce delle statistiche che consentono all'utente di individuare il canale più in linea con i propri gusti, contando il numero di brani trasmessi, l'indice di variabilità del palinsesto, le eventuali sovrapposizioni con le playlist delle altre stazioni, la classifica di brani e cantanti più gettonati. Insomma tutto quello che serve a farsi un'idea anche grafica dell'impronta artistico-musicale di un programma. L'utente può anche individuare la stazione in base ai cantanti preferiti scoprendo quali dei venti canali (ma la lista è destinata ad aumentare), li mette in onda con maggior frequenza. Gli algoritmi di CompareMyRadio si basano sui metadati di tipo "now playing" trasmessi dalle emittenti e permette anche di farsi un'idea di quali strumenti potremmo avere se le stazioni radio utilizzassero Internet per distribuire in formato XML il contenuto dei loro palinsesti. Ma questo è un altro discorso. Tutto il software di Dabbl e CompareMyRadio è stato sviluppato in-house da Absolute attraverso il suo laboratorio One Golden Square Labs. Un esempio da imitare anche qui? Non saprei dirvi se i palinsesti musicali dei network italiani sono altrettanto differenziabili ma potrebbero farci un pensierino, no? (Radiopassioni)
pubblicato alle 09:37 | link | commenti
mercoledì, 14 ottobre 2009
radiopirataLa diffusione del Rock'n'Roll in Europa inizia nei primi anni sessanta a bordo della nave che ospitò Radio Caroline, storica emittente pirata che per prima affrontò le gelide acque del Nord per trasmettere musica libera e messaggi di pace. In queste pagine si racconta di quei valorosi dj e di quegli uomini che finanziarono e inventarono il mondo delle emittenti pirata rivoluzionando per sempre il mondo della radio in Europa. Oggi sono ancora attive centinaia di stazioni illegali che sfidano le leggi dell’etere. Dietro ogni radio, la storia di conduttori che costruiscono antenne e trasmettitori per lanciare segnali di libertà via radio, una pratica che unisce musica e comunicazione permettendo la nascita di nuovi linguaggi. (ibs.it)
pubblicato alle 09:38 | link | commenti
lunedì, 12 ottobre 2009
This is it anticipa l'uscita del doppio album omonimo che verrà pubblicato in Italia il 27 ottobre.
ROMA  - Il primo brano inedito di Michael Jackson sbarca in radio: si intitola 'This is it', come la tourneé che era in programma in programma a Londra, e anticipa l'uscita del doppio album dall'omonimo titolo che sarà pubblicato in Italia il 27 ottobre, oltre e spianare la strada al film 'Michael Jackson This is it', nelle sale cinematografiche dal 28 ottobre per due settimane prima di divenire dvd. Probabilmente si tratta del primo inedito di una lunga serie, intorno al quale si è subito acceso un dibattito e sono stati sollevati dubbi: il Re del Pop aveva lasciato solo piano e voce per 'This is it' e Sony vi ha costruito tutti gli arrangiamenti necessari, incluso l'accompagnamento delle voci dei fratelli Jackson. Continua a leggere su (ansa.it)
pubblicato alle 18:00 | link | commenti
mercoledì, 30 settembre 2009
“Dare voce ai sogni, alle speranze e ai desideri dei bambini dell’Abruzzo”: è questo l’obiettivo di “Radioblab”, il laboratorio di radiofonia per gli allievi della quinta B della Scuola Primaria Francesco Rossi di Paganica. L’iniziativa si svolgerà dal 12 al 17 ottobre ed è realizzata in memoria di Madre Gemma Antonucci, superiora delle Clarisse di Paganica deceduta nel terremoto del 6 aprile. Durante la settimana i bambini conosceranno le potenzialità tecniche e comunicative della radio, verranno divisi in vere e proprie redazioni e realizzeranno in piena autonomia - direttamente dalla scuola - interviste e spot all’interno di un vero e proprio studio costruito per l’occasione. “Radioblab” è ideato da un gruppo di giovani che hanno frequentato le ultime edizioni del corso Radiolab (laboratorio radiofonico promosso da Radio Vaticana e dalle Suore Paoline, che da 10 anni si rivolge ai giovani dai 18 ai 30 anni). Le giornate prevedono una parte teorica e una pratica. Alcune lezioni saranno condotte da Sean Patrick Lovett, direttore della sezione italiana e inglese di Radio Vaticana e docente alla Pontificia Università Gregoriana. Il progetto Radioblab è realizzato insieme a Radio Vaticana, Radio Bonaria (emittente del Santuario di N. S. di Bonaria a Cagliari), Centro Culturale San Paolo, Edizioni Shalom ed altri sostenitori e partner. Tutti i lavori prodotti, saranno il filo conduttore di un programma radio di fine corso, che verrà trasmesso da emittenti italiane in tutto il territorio nazionale (l’elenco delle radio che trasmetteranno il programma è on-line all’interno del sito ufficiale di “Radioblab”). Sito internet http://radioblab.altervista.org
( ilcapoluogo.com)
pubblicato alle 08:37 | link | commenti

 
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