Una parte del settore radiofonico britannico non ci sta. Il governo di Sua Maestà ha da tempo presentato un piano, Digital Britain, che prevede, entro il 2015, il passaggio dalla modulazione di frequenza analogica al Digital Audio Broadcasting (con spegnimento delle antenne FM) per i network radiofonici nazionali pubblici e privati. Ora, in previsione della discussione parlamentare delle norme che regoleranno la proposta di "switch over", un gruppo di editori in rappresentanza dell'emittenza FM e AM commerciale, una cinquantina di stazioni in totale, ha presentato alla House of Lords la prima dichiarazione ufficiale di contrarietà all'iniziativa. L'adesione da parte del Radio Centre - la federazione delle radio commerciali UK - al progetto di definitiva migrazione al DAB dei principali canali pubblici e privati, ha già provocato una scissione in seno a questa organizzazione. UTV Radio/TalkSport e UKRD, che possiede una quota di controllo in The Local Radio Company, se ne sono andate e ora insieme ad altre 11 aziende hanno presentato in Parlamento un documento che mette in dubbio le ragioni di fondo dello switch-off. Affermando tra l'altro che l'idea di migrazione parziale, che lascerebbe in FM solo le stazioni più piccole, rischia solo di penalizzare queste ultime. I firmatari di questa sorta di appello sostengono che sarebbe meglio piuttosto decidere per una data meno ravvicinata che riguardi la totalità delle emittenti. (Radiopassioni)