SENIGALLIA - C’è voluta una radio ed una trasmissione per abbattere i muri della diffidenza e dell’emarginazione e per sfatare finalmente una lunga lista i luoghi comuni. Soprattutto, c’è voluto però una grande dose di autoironia e di voglia di mettersi in gioco superando anche la naturale riservatezza delle famiglie che devono superare ogni giorno gli ostacoli del disagio psichico. Non è nata a caso Radio Dna, ribattezzata “la voce di chi sente le voci”. L’esperienza è stata presentata ufficialmente il 7 gennaio scorso ed in poche settimane è riuscita a conquistarsi uno spazio importante anche in Internet. Ogni martedì si va in onda: collegamento dalla sede dell’associazione Primavera in collaborazione con il distretto sanitario di Salute mentale e sulle frequenze di Radio Velluto che ha accolto questa nuova iniziativa di Studio Zelig. Una trasmissione che dura in tutto mezz’ora, portata avanti da sei giovani sostenuti dai familiari, da una psicologa e ovviamente da Enea Discepoli che dopo la Tv di Strada gioca la carta “on air” per parlare delle problematiche dei portatori di handicap e dei malati psichici.
“L’obiettivo è simile a quello di Disco Volante - spiega Discepoli - e cioè dare voce a chi non ce l’ha, fare sentire questi giovani parte integrante della nostra società e superare le differenze attraverso gli strumenti di comunicazione”. Tanti gli argomenti trattati ogni settimana da Radio Dna. “Per San Valentino - spiega il responsabile di Studio Zelig - abbiamo parlato di amore, poi è stato toccato il tasto delicato della follia. Sono stati fatti esperimenti con la voce ed una puntata dedicata alla stanza, che per alcuni giovani diventa un universo dove vivere e rifugiarsi quando si sentono in difficoltà. Sono tutte tracce che vengono via via approfondite dai partecipanti e la cosa che mi ha particolarmente colpito è stato il grande desiderio di comunicazione dei pazienti ma anche degli stessi familiari”. Da sempre il tema del disagio psichico è un tabù quasi insuperabile. Chi vive questa drammatica realtà spesso si nasconde dietro un’apparente normalità e tenta di gestire in maniera del tutto autonoma la problematica. Con Radio Dna certe reticente sono venute a cadere. “Dobbiamo cominciare a pensare che il deficit può diventare risorsa - sottolinea Enea Discepoli - e questa trasmissione lo dimostra. Bisogna avere qualcosa in cui credere, riuscire a prendere coraggio e cominciare a muovere i primi passi per riallacciarsi a quella che molti pazienti chiamano la foresta urbana”. (...) (Corriere Adriatico)