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venerdì, 29 febbraio 2008
Riportiamo integralmente da Amisnet.org.  Almeno in Italia, di Digital Audio Broadcasting si parla pochissimo .Le tecniche digitali stanno invadendo la TV, ma anche la radio. E tuttavia - pur essendo stato definito lo standard del DAB nel 1988 – la radiofonia digitale stenta a decollare. La mitologia del ”nuovo innovativo” si scontra così con la realtà “conservatrice” degli utenti-consumatori. Quali le cause del fenomeno ? Quali i rischi di una accelerazione infausta, non solo per gli utenti ma anche per le piccole emittenti locali? Una prima riflessione in questa direzione, con l’aiuto di Enrico Giardino, del Forum DAC. In Italia i propagandisti più gettonati mitizzano il rapido e “rivoluzionario” passaggio dalla radiodiffusione terrestre da analogica a digitale. I nostri governanti- per apparire moderni ed assecondare gli slogan- mettono scadenze sempre troppo vicine per un simile passaggio, in realtà difficile e rischioso. Prima il Governo Berlusconi con la data del 2008, poi quello Prodi con quella del 2012. Sono realistiche ? E’ noto che la radiodiffusione digitale da satellite è già operativa da anni, sia per la TV che per la radio (canali audio aggiunti – mediante sottoportanti - al segnale principale video). E tuttavia gli attuali ricevitori domestici sono ancora analogici , sia per la TV che per la radiofonia. E’ il decoder SAT che realizza la trasformazione finale da digitale ad analogico. Gli attuali ricevitori radiofonici FM- fissi o portatili- sono analogici con sintonia digitale delle stazioni ; una funzione decisiva in Italia , dato il caos dell’etere nella radiofonia FM. Costano poco e forniscono una buona qualità tecnica di ascolto, fatte salve le interferenze indebite. Perché allora un ascoltatore dovrebbe acquistare un ricevitore radiofonico tutto digitale, secondo lo standard DAB (digital audio broadcasting) , certo più costoso ? Qual’è il valore aggiunto che lo può spingere ad una simile spesa ? Inoltre- anche se sta o si muove nell’area servita dal nuovo servizio- dove può comprare ricevitori di questo nuovo tipo? Il passaggio dalla radiofonia AM a quella FM comportava un significativo incremento di qualità, eppure ci sono voluti decenni perché la tecnica FM si affermasse. Ancora oggi i ricevitori in commercio ricevono sia i programmi in FM che in AM. Si dovrà fare altrettanto per il passaggio FM-DAB , dotando il ricevitore di una doppia funzione ricettiva.
Per la TV digitale terrestre si stanno introducendo significativi miglioramenti della qualità offerta : 16:9, alta definizione, schermi piatti di grandi dimensioni , a prezzi non proibitivi. Tutto ciò non riguarda la radiofonia DAB, dove il vantaggio più significativo sta nella possibilità di trasmettere su un singolo canale analogico più programmi digitali contemporanei. Un vantaggio che riguarda semmai i radiodiffusori ammessi, più che l’utente finale. Ecco dunque le prime buone e decisive ragioni per essere cauti nel mitizzare novità prossime venture. Per quanto ne so, in Europa è la Svizzera che ha introdotto le tecniche DAB da qualche tempo, bisognerebbe indagare per capire con quali risultati effettivi. Ma ci sono altre ragioni che rendono – a mio avviso- ancora più lenta la trasformazione analogico-digitale. Le radio italiane più importanti e più forti economicamente, trasmettendo in FM con forti potenze e senza interferenze, realizzano un vistoso vantaggio di qualità tecnica rispetto alle radio minori. Un vantaggio decisivo in termini di ascolto e di introiti pubblicitari. Il passaggio al digitale comporta una trasmissione più omogenea e paritaria in termini di qualità tecnica. Inoltre moltiplica per 4 volte (o più) i radiodiffusori che possono trasmettere su ogni canale FM, quindi moltiplica la “concorrenza”. Un evento – sempre invocato a parole- ma sempre bandito nella realtà dalla imprenditoria italiana. Né i governi vogliono inimicarsi i gestori più forti.
Vi sarebbe anche un problema politico di non poco conto : in Italia – a differenza di ogni altro Paese del mondo - il piano di assegnazione delle frequenze radiofoniche FM non è mai stato definito. Su queste stesse frequenze devono operare le emittenti radiofoniche DAB, per cui ne potrebbe nascere un contenzioso che il Governo non saprebbe dipanare (per la sua colpevole e voluta inerzia di questi decenni). L’industria audiovisiva coreana- proprio per offrire agli acquirenti di ricevitori digitali un valore aggiunto “visibile” sta spingendo per un nuovo standard, DMB (digital multimedia broadcasting).
Uno standard- evoluzione del DAB- che consente la trasmissione e la ricezione di segnali e servizi aggiuntivi, associati all’audio principale. Si tratta di immagini e di dati associati all’audio, ricevibili su apparati tascabili di piccole dimensioni, dotati di un piccolo schermo video. Una tecnica che si avvicina a quella usata nelle telefonia cellulare mobile (DVB-H= handheld) o nei “palmari” (PC multimediali di piccole dimensioni , poco più grandi dei telefoni cellulari multimediali di ultima generazione).
Come si comprende da queste brevi note- che intendono suscitare un dibattito più responsabile sul passaggio analogico-digitale terrestre – i fattori da valutare sono molteplici, perciò la cautela è d’obbligo.
Ritorna anche qui il tema di fondo della pianificazione istituzionale delle innovazioni tecnologiche. Una pianificazione che – valutati tutti i fattori connessi con questa innovazione- definisca modi e tempi di introduzione dei relativi servizi, sulla base degli interessi e delle disponibilità dei cittadini –utenti.
Sono questi interessi e queste disponibilità concrete che determinano il successo di un servizio innovativo, non gli slogan dei propagandisti o i decreti-legge del governo o i sussidi governativi dei contribuenti. Una verità lapalissiana che i nostri (im)prenditori possono fingere di ignorare, perché sanno di poter contare su decreti e sussidi nonchè sugli investimenti-traino della RAI lottizzata dal governo e dai partiti.
Una RAI- che come per il digitale terrestre TV - ridiventa “pubblica e benefica”, in ossequio agli oneri di comodo che i governanti pretendono. Quegli stessi governanti che ogni giorno vogliono toglierle qualcosa : chi gli addetti, chi le reti, chi la pubblicità, chi il canone (non la sua evasione).
In questi giorni, i grandi mass-media – mentre vige una colossale evasione di canone- stanno attaccando la RAI perché esige con “arroganza” canoni ingiusti da utenti “vessati”. Come se il “canone RAI”- il più basso d’Europa ed una bazzecola rispetto ai canoni SKY e Mediaset – non fosse un tributo che lo Stato italiano fissa per decreto , cedendone gran parte alla RAI , per un motivo molto semplice : in cambio del suo limite pubblicitario, non riferito all’ascolto, ma agli interessi di… Berlusconi. Il cavaliere – presidente perderebbe miliardi de miliardi di pubblicità se questa fosse riferita agli ascolti realizzati, invece che all’arbitrio dei berlusconidi e dei suoi pseudo - antagonisti. Noi cittadini – utenti,contribuenti e consumatori- abbiamo in primo luogo interesse ad avere programmi e servizi migliori , nei contenuti, più che nelle tecniche (peraltro equivalenti). Abbiamo il diritto costituzionale di avere sistemi radiotelevisivi pluralistici : perciò le nuove tecnologie digitali debbono garantire che soggetti diversi - e gli stessi utenti – possano accedere alla comunicazione di massa. Abbiamo interesse che i nuovi standard - per un periodo lungo ed adeguato- coesistano con i precedenti, in modo che l’innovazione sia una scelta consapevole, non un sopruso. Di questo si dovrebbero preoccupare i nostri governanti, nell’interesse del Paese e della stessa industria. Se la radiofonia digitale DAB trova difficoltà nel Regno unito, dove la radiofonia locale è molto più forte e radicata, dove la pianificazione istituzionale esiste, allora dobbiamo supporre che qui in Italia il problema potrebbe essere anche più critico. In ogni caso- in altri Paesi europei- la introduzione di un nuovo servizio è preceduta da un ampio dibattito, istituzionale e sociale, che rappresenta interessi e punti di vista diversi , ma conciliabili. Nulla di tutto questo accade in Italia, dove lobbies ristrette dirigono sempre le operazioni di lancio. (Amisnet.org)
pubblicato alle 13:43 | link
venerdì, 29 febbraio 2008
radio-e-retiCredere da sempre nella radio ci ha dato un grande vantaggio competitivo: oggi, è uno dei mezzi più appetibili per le aziende». In attesa di conoscere le previsioni dell'Upa, la tv dovrebbe crescere quest'anno intorno al 2,3%-2,4% mentre la radio nazionale potrebbe avere un incremento intorno al 3,5°%-3,6%. Enzo Campione, 58 anni, presidente e amministratore delegato della concessionaria di pubblicità Radio&Reti, si definisce «azionista, manager e a volte, anche fattorino della nostra azienda». Radio&Reti compie vent'anni nel 2008, il gruppo Campione si avvicina ai cento milioni di fatturato e sta trattando un accordo con Area News. «In questi venti anni, cosa abbiamo fatto? La famiglia Campione si è apparentata con altre famiglie per sviluppare il business: penso alla famiglia Volanti, con la sua Radio Italia Solo Musica Italiana e Niespolo, per Radio Kiss Kiss. L'ultimo passo è stato quello di gestire le tv areali, con la nascita di Publishare, a partire da Tele-lombardia, Antenna Tre e quindi ci siamo apparentati con Sandro Parenzo ma anche con Primo Canale di Genova, con Rtv 38, con Telecupole. Tutte famiglie che hanno aziende che funzionano, che sono parte del tessuto connettivo della comunicazione italiana. Sono imprenditori che rischiano in prima persona, come le radio areali che abbiamo in gestione (Radio Subasio, Radio Company, Radio Bruno Radio Norba, Radio Babboleo, Radio Delta 1). Ciò nonostante le piccole e medie imprese in Italia sono spesso trattate come appestate, anche se producono ricchezza e occupazione. Noi non abbiamo problemi con le banche, ma quando una piccola impresa cerca di finanziare un progetto, è una fatica avere fiducia». «Le nostre aziende vanno bene - continua Campione - e sono in utile. Gli azionisti vi lavorano tutti i giorni, noi siamo primi interpa-res, lavoriamo in stretta collaborazione con i nostri manager, che sono nostri amici, con i quali coordiniamo decisioni e strategie». La «galassia d'imprese» che fa capo alla famiglia Campione, compreso l'editore Mursia, raggiungerà nel 2008 i 95 milioni di fatturato. Nel gruppo lavorano 150 persone, tra dipendenti e collaboratori, ai quali vanno aggiunti gli agenti della rete di vendita.
E la tv? «È un progetto interessante. Abbiamo fatto la prima esperienza con Sportltalia, poi sono stati gli editori televisivi a chiederci di gestire le loro emittenti, a cominciare da Sandro Parenzo per Telelombardia e Antenna Tre. Giorgio Galante e i soci di 7 Gold ci hanno poi chiesto di gestire illoro circuito nazionale ed è nata 7 Gold Pubblicità. 7 Gold è una rete nazionale che può avere uno sviluppo interessante, così come le emittenti areali in determinate aree geografiche».
Campione sottolinea l'importanza dell'accordo sull'affollamento pubblicitario raggiunto con l'Upa, l'associazione degli utenti pubblicitari: «Abbiamo accettato la loro richiesta di non andare oltre i 12 comunicati per ogni blocco. Ora dev'essere il mercato a decidere e l'Autorità a controllare il rispetto dei limiti, che noi rispettiamo (alcuni editori e concessionarie non hanno siglato l'intesa, ndr). Quest'accordo porterà vantaggi a tutto il mezzo radiofonico».Marco Mele per "Il Sole 24 Ore" (Digital-Sat.it)
pubblicato alle 13:10 | link
venerdì, 29 febbraio 2008
Improvvisata jam session  di artisti ieri notte a “Casa Sanremo Radio Kiss Kiss”: ad esibirsi sul palco fra gli altri Phil Palmer, Federico Zampaglione, Andrea Pesce, Olen Cesari, Enrico Giaretta, Stefano di Battista, Alessandro Canini, Fabrizio Bosso e Luca Bulgarelli. Ad assistere all’esibizione dei musicisti i giornalisti, personaggi dello spettacolo e artisti che ogni giorno si ritrovano in quello che si candida a diventare il luogo più esclusivo del Festival di Sanremo. “Casa Sanremo Radio Kiss Kiss “ è lo spazio esclusivo di 800mq allestito presso il Palafiori nato dall’accordo fra il network nazionale Radio Kiss Kiss e le società Gruppo Eventi e Maestrodivino, nell’ambito di Sanremoff di Pepi Morgia e con il patrocinio dell’Amministrazione comunale di Sanremo.
pubblicato alle 12:10 | link
venerdì, 29 febbraio 2008
Il mercato è pronto a una rivoluzione: entro il 2012 negli Usa i download a pagamento supereranno le vendite di cd: 4,8 miliardi di dollari contro 3,8. In questi giorni Sanremo, con la sua liturgia ormai stanca, come testimonia la costante emorragia di ascolti, tiene banco più per la polemica sul caso Berté che per la musica. E’ questo un settore che si sposta sempre più verso il digitale, come rileva Forrester Research. Metà della musica venduta negli Usa nel 2011 sarà digitale e le vendite da download sorpasseranno quelle dei cd fisici entro il 2012. I primi segnali stanno già arrivando: Npd Group ha rilevato che negli Usa iTunes di Apple è diventato il secondo venditore di musica, preceduto solo dai grandi magazzini Wal-Mart. Il catalogo iTunes, secondo i dati Apple, ha 50 milioni di clienti e ha venduto più di 4 miliardi di canzoni. Per Forrester la vendita di musica digitale crescerà con un tasso annuo del 23% nei prossimi cinque anni per raggiungere ricavi pari a 4,8 miliardi di dollari entro il 2012, ma non sarà ancora in grado di compensare i guadagni persi dalla musica ‘reale’.
Nel 2012 le vendite di cd varranno circa 3,8 miliardi. “E’ la fine dell’industria musicale come la conosciamo” sottolinea James L. McQuivey, vice presidente e principale analista di Forrester Research. McQuivey invita la discografia a “ridefinire qual è davvero il prodotto. I manager della musica hanno passato anni ad analizzare le vendite di cd. Ma è l’artista il prodotto, non ne è solo l’origine. Nuove forme di ricavi arriveranno da fonti inaspettate”. E intanto qui si continua a dibattere se la Berté, rea di aver interpretato un brano plagiato, debba cantare o meno al Festival. (Quo media)
pubblicato alle 10:46 | link
giovedì, 28 febbraio 2008
Guerra aperta tra le radio romane e Sky all'indomani della gara tra Inter e Roma, finita 1-1. Clima teso nelle radio romane, con i radioascoltatori ed in conduttori che hanno preso di mira soprattutto l'arbitro Rosetti, 'colpevole' di avere falsato il risultato finale della partita con i due cartellini gialli in un minuto sventolati nei confronti del difensore francese Mexes. Tra i più accalorati soprattutto gli ascoltatori della trasmissione 'Te la do io Tokyo' condotta da 'Marione' su Centro Suono Sport. Insieme a Rosetti, attaccata la coppia di telecronisti formata da Caressa e Bergomi. Secondo gli ascoltatori, che hanno minacciato di disdire anche gli abbonamenti alla tv satellitare, i due avrebbero 'coperto' gli errori di Rosetti, evidenziando il pari finale come un risultato scaturito soprattutto dalla mancanza di cinismo della Roma, che in più di un'occasione non avrebbe avuto la capacità di chiudere la gara. Attaccato anche l'opinionista del post partita Massimo Mauro, reo di non aver evidenziato a dovere le decisioni di Rosetti.
Durissima la reazione di Sky, affidata a Tullio Camiglieri, responsabile della comunicazione della tv: "Tutte le critiche sono permesse, le minacce no. Questa è un'aggressione vigliacca, hanno dato perfino i nostri numeri di telefono e i nostri indirizzi mail. I nostri legali valuteranno se ci sono gli estremi per una denuncia. E' auspicabile che la Lega intervenga". "E' tutto il giorno che ci insultano - prosegue Camiglieri - Utilizzano la radio come strumento di insulto personale prendendo la partita di ieri come spunto, al di là di ogni immaginazione e di codice etico. Questa è una radio che trasmette in base a una concessione pubblica, deve rispondere al codice di autoregolamentazione e a quello etico". Nulla di personale con la società giallorossa: "Ho troppa stima per la famiglia Sensi per essere certo che non condivida l'atteggiamento della radio. La Roma non c'entra nulla". (Kataweb)
pubblicato alle 16:55 | link
giovedì, 28 febbraio 2008
28-Feb-08 13:22 - In merito alla notizia riportata da alcuni quotidiani e da alcune agenzie di stampa circa la perdita da parte della Rai dei diritti sugli Europei di Calcio 2008, la stessa Rai precisa:"La Rai ha acquisito nel 2005 tutti i diritti radiofonici relativi agli Europei di calcio che si svolgeranno in Austria e in Svizzera nel prossimo mese di giugno. Pertanto RadioRai trasmettera' in diretta, come in tutte le precedenti edizioni del torneo continentale, le radiocronache delle partite. Si tratta, come e' noto, di diritti non esclusivi che consentono alla UEFA, titolare dei diritti, di cederli anche ad altre emittenti radiofoniche in un'ottica di massima diffusione dell'evento sportivo. Nessuna radio -si legge ancora nella nota- ha quindi soffiato le dirette delle partite alla Rai, ne' tanto meno potra' trasmetterle in esclusiva. Altre emittenti hanno semplicemente e legittimamente acquisito un diritto disponibile sul mercato che Rai si era gia' aggiudicato tre anni fa". (Italpress per Primaonline.it)
pubblicato alle 13:36 | link
giovedì, 28 febbraio 2008
Cris_NulliDall’11 febbraio Cris Nulli (foto) ricopre la carica di Responsabile Digital Media di Gruppo Finelco (Radio 105, Radio Monte Carlo, Virgin Radio, RMC2, Ncp Ricerche) e partecipa alla definizione e allo sviluppo delle strategie commerciali riguardanti le piattaforme digitali  del Gruppo: siti web, podcast e webradio. Nulli si occupa di coordinare il rapporto con Agenzie, Centri Media e Clienti.
Afferma Nulli: “Il Gruppo Finelco è per me una nuova sfida professionale che affronto con grande entusiasmo. Il mio obiettivo è quello di creare valore agli ambiziosi progetti editoriali che Finelco sta portando avanti, grazie a una collaborazione reciproca e proficua con Clienti, Agenzie e Centri Media. La forte affinità che c’è tra il web e la radio ci permetterà di sviluppare dei progetti multipiattaforma tra le community dei siti e quelle delle radio per rendere più forte la relazione tra lo sponsor e gli utenti/ascoltatori”.
Per cominciare, è stato organizzato un road show per incontrare Agenzie e Centri Media e presentare il network multipiattaforma dei brand Radio 105, Radio Monte Carlo e Virgin Radio. Al Gruppo Finelco fanno capo anche i tre siti web 105.net, radiomontecarlo.net, virginradioitaly.it (che raggiungono mensilmente 715.000 utenti unici)  che danno vita a 31 web radio gratuite.
Cris Nulli ha 30 anni. Dal 2000 lavora nel mondo dell’advertising online; proviene da MTV Pubblicità come Responsabile Digital Media per la relazione con i Clienti e le Iniziative Speciali. Prima di Entrare in MTV Pubblicità, ha lavorato per 5 anni in AdLINK Media Group.
pubblicato alle 12:46 | link
mercoledì, 27 febbraio 2008
Oggi, Baccini e Povia saranno i portavoci dell'Indipendent Music Day e Sanremo Tv e 3 Channel saranno pronte a riprendere ogni singolo istante dell’importante evento. Il concerto avrà luogo in piazza Colombo, a partire nel primo pomeriggio, a partire dalle ore 21, quando contestualmente all’inzio dell’evento partirà anche la diretta sui canali satellitari. Quindi, una grande visibilità quindi per l'evento matuziano inserito nel cartellone di Sanremo Off. Radio Sanremo trasmetterà in diretta sulle sue frequenze (FM 92.9 - 93) dalle ore 15 alle ore 19.30 e dalle ore 21 alle ore 24. Il segnale della radio matuziana verrà ripetuto dalle emittenti inserite nel circuito “Le cento radio più belle d'Italia” e sarà quindi ascoltabile su gran parte del territorio nazionale. (Sanremonews)
pubblicato alle 15:13 | link
mercoledì, 27 febbraio 2008
rtl Rtl 102.5 si è aggiudicata i diritti per la trasmissione in diretta delle radiocronache di tutte le partite del Campionato Europeo di Calcio, che si svolgerà in Austria e Svizzera dal 7 al 29 giugno di quest’anno. “Per noi sarà una grande impegno editoriale – dichiara Lorenzo Suraci, presidente di Rtl 102.5 –  perché per la prima volta in Italia un’emittente radiofonica privata acquista dall’Uefa i diritti per la trasmissione di tutte le partite di un europeo di calcio. Naturalmente daremo ampio spazio, con trasmissioni speciali, alle radiocronache in diretta di tutte le gare della Nazionale Italiana”.
Rtl 102.5, sul fronte dell’acquisizione dei diritti sportivi, ha già trasmesso le radiocronache delle gare della Nazionale Italiana agli Europei del 2004, di tutte le gare esterne di qualificazione a Euro 2008 e delle finali di Champions League che hanno visto impegnate le squadre italiane.
“La trattativa con l’Uefa è durata tre mesi – spiega Luigi Tornari, direttore responsabile di Rtl 102.5 – e siamo molto contenti che si sia chiusa positivamente. Siamo l’unica emittente radiofonica commerciale italiana che, in questi anni, ha acquistato dall’ Uefa diritti sportivi e  siamo orgogliosi che la nostra offerta di cronaca diretta di grandi eventi di sport, cominciata dieci anni fa con le radiocronache delle gare della Champions League, si sia arricchita quest’anno con la più importante manifestazione calcistica europea”.
Le radiocronache della Nazionale Italiana saranno affidate a Paolo Pacchioni. I commenti tecnici a Josè Altafini. Le atre gare saranno seguite da Fulvio Giuliani, Fabio Santini, Andrea Salvati, Max Viggiani e Gabriele Manzo. Ogni giorno collegamenti e trasmissioni speciali verranno realizzate da Casa Azzurri, a Baden, nei pressi di Vienna, luogo del ritiro della Nazionale.
pubblicato alle 13:11 | link
mercoledì, 27 febbraio 2008
Max Gazzé al basso con Marina Rei alla batteria e Paola Turci alla chitarra, è questo il trio di artisti che  si esibirà domani, giovedì 28 febbraio, alle 18,00 sul palco di “Casa Sanremo Radio Kiss Kiss”. Lo show case verrà trasmesso in diretta da Radio Kiss Kiss all’interno del programma “Pelo e Contropelo Speciale Sanremo”.
pubblicato alle 13:10 | link
mercoledì, 27 febbraio 2008
Da Iltempo.it: Il direttore Marcello del Bosco svela i successi della Radiofonia.
Il regime fascista era piuttosto diffidente verso le potenzialità propagandistiche che la radio aveva in sè. Tanto che solo nel 1924 si completò in Italia la prima stazione trasmittente da parte dell'URI (Unione Radiofonica Italiana), società costruita da Marconi, dopo la "Radiofono". Più tardi, Mussolini comprese l'importanza del nuovo media e fu allora costituita una nuova società la famosa EIAR, che assorbì l'URI. Il 6 Ottobre del 1924 nacque la prima trasmissione radiofonica con la voce di Maria Luisa Boncompagni. Con l'avvento della televisione la radio è stata meno ascoltata e perciò considerata la Cenerentola dei media. E solo dai primi anni del 2000, le trasmissioni radiofoniche hanno ripreso quota e vitalità.
Quali sono le cause di questa rinascita?
«Negli ultimi cinque anni questo fenomeno è stato riscontrato in tutta Europa - spiega Marcello Del Bosco, direttore di Radio Rai dal 2001 -. Negli anni '70, con l'avvento delle radio libere ci sono stati i primi problemi relativi alle frequenze. Oggi ci sono 400 radio in Italia, di cui 200 emittenti locali e 40 nazionali, il 60 % della gente ascolta la radio in mobilità, vivendo molte ore in macchina o sui posti di lavoro. E se la tv è stata danneggiata dall'avvento di internet, la radio ne ha tratto giovamento».
Esistono motivi culturali che fanno preferire la radio ad altri media?
«Certo, è un mezzo di comunicazione diretto, è pluralista, parla a tutti, non è sottoposta al duopolio televisivo, usa la parola nella sua semplicità invece dell'immagine che a volte è invadente. Radiouno è leader in tutta Italia con 7 milioni 200 ascoltatori, poi ci sono Radiodue, Radiotre, Isoradio e Gr Parlamento: in tutto ci si avvicina ai 18 milioni di ascoltatori. Ma la radio è penalizzata dalla pubblicità, fagocitata dalla tv, in più del'intero canone pari al 38% a Radio Rai arriva solo il 6%».
Perché personaggi noti, come Fiorello, preferiscono la radio?
«Perché possono improvvisare e soprattutto non c'è censura».
Quante canzoni devono il successo alla radio?
«Quasi tutte, comprese quelle di Sanremo: è poi la Siae a registrarne i passaggi per sapere quale è quella più ascoltata. Ma è dal 1958 che non vedo un fenomeno come quello di Modugno: il giorno dopo la sua vittoria a Sanremo tutti la cantavano, dai braccianti del sud agli industriali del nord. Unì le classi sociali e ruppe la tradizione della canzone melodica con un ritmo innovativo, i testi surreali e poetici». (Iltempo.it)
pubblicato alle 10:16 | link

 


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