Rtl 102.5 segue in diretta i Wind Music Awards 2013
RTL 102.5, la radio più ascoltata d’Italia con oltre 6.698.000 ascoltatori nel giorno medio, è partner ufficiale dei Wind Music Awards 2013, e lunedì 3 giugno trasmetterà la diretta radio dell’evento in contemporanea a quella tv su Rai1.
La conduzione in radio sarà affidata ad Angelo Baiguini, Gigio D’Ambrosio, Laura Ghislandi, e Gabriele Parpiglia che, con un format creato appositamente da RTL 102.5, permetteranno agli ascoltatori di vivere in radio tutto ciò che accade sul palco de “Il Centrale Live” al Foro Italico di Roma.
Sul palcoscenico dei WIND MUSIC AWARDS 2013 la manifestazione che celebra la migliore musica italiana condotta da Carlo Conti e Vanessa Incontrada, si alterneranno, come premiatori, molti personaggi del mondo dello spettacolo, della televisione, dello sport, della cultura e, in qualità di ospiti, importanti artisti nazionali e internazionali.
La conduzione in radio sarà affidata ad Angelo Baiguini, Gigio D’Ambrosio, Laura Ghislandi, e Gabriele Parpiglia che, con un format creato appositamente da RTL 102.5, permetteranno agli ascoltatori di vivere in radio tutto ciò che accade sul palco de “Il Centrale Live” al Foro Italico di Roma.
Sul palcoscenico dei WIND MUSIC AWARDS 2013 la manifestazione che celebra la migliore musica italiana condotta da Carlo Conti e Vanessa Incontrada, si alterneranno, come premiatori, molti personaggi del mondo dello spettacolo, della televisione, dello sport, della cultura e, in qualità di ospiti, importanti artisti nazionali e internazionali.
Le radio locali italiane rischiano di chiudere
(Primapress) ROMA - Le radio italiane lanciano un grido di allarme e si sono date appuntamento il 21 giugno presso la sede romana del Ministero dello Sviluppo Economico per manifestare per lo stato di prostrazione del settore. Con una lettera inviata ai ministri Zanonato e Saccomanni, rispettivamente allo Sviluppo Economico ed alle Finanze una delle principali associazioni di categoria, la REA Radiotelevisioni Europee Associate, lamentano lo stato di forte crisi del settore. Alcuni giorni fa sono stati diffusi i dati sulla raccolta pubblicitaria in Italia a cura di Nielsen. Nel primo trimestre 2013 il mercato pubblicitario globale si è arrestato sotto la soglia di 1,6 miliardi di euro con un calo di 371 milioni rispetto allo scorso anno che peraltro registrava già un calo rispetto a quello precedente. Il settore, complessivamente, in un anno ha perso il 18,9%. La televisione ha registrato introiti di soli 905 milioni di euro contro i 1.119 nel 2012. C'è da considerare che il 95% è a vantaggio di Rai e Mediaset il restante del comparto privato. Praticamente spiccioli. Le radio, invece, hanno registrato 77 milioni contro i 95 milioni del 2012. Oltre il 60% della "torta pubblicitaria" è ad appannaggio delle 11 reti nazionali e dei grandi gruppi mentre la restante parte, costituita prevalentemente da pubblicità locale è ad appannaggio delle circa 1.170 radio locali. Anche in questo caso spiccioli.
Nielsen attribuisce i risultati del primo trimestre ad una congiuntura economica molto forte al comparto ma anche ad una sua incertezza in termini di prospettive oltre che più in generale di tipo politico. In poche parole il conflitto d'interessi pesa, e non poco.
Le emittenti radiofoniche italiane, nella lettera inviata ai ministri, lamentano oltre che le incertezze e lo stallo del comparto, le lungaggini burocratiche che le vedono creditrici nei confronti del Ministero dello Sviluppo Economico di svariati milioni ti euro che risalgono all'anno 2009. Stiamo parlando di ben tre anni di ritardo.
Il comparto radiofonico italiano, che rappresenta per numero, circa 1.180 aziende con migliaia di dipendenti, ed eterogeneità (comunitarie, commerciali e d'informazione) il vero pluralismo per le tante voci differenti sta collassando sotto i colpi dei costi di gestione non più sopportabili, delle banche che stringono anziché sostenere, e la difficoltà di incassare dal privato e dalla pubblica amministrazione: se il ministero è indietro di 3 anni molte le regioni ed enti locali non sono da meno: saldano a distanza di un anno se va bene. A queste si aggiungono le incalzanti richieste dei discografici che chiedono di incassare diritti per la trasmissione dei brani musicali.
Ma le radio non hanno sempre promosso la musica e sostenuti gli artisti?
Sono molti gli editori radiofonici locali che lamentano di essere sull'orlo del baratro: un editore di Vicenza dice “di non esser più in grado di pagare le bollette di energia elettrica che per giunta sono inspiegabilmente lievitate”; uno della provincia di Roma lamenta “di essere nella morsa delle banche che oltre a non concedere credito richiedono rientri di scoperto in tempi strettissimi”; un'altro della provincia di Napoli “ha dovuto licenziare alcuni dipendenti e si appresta a valutare di licenziarne altri”; uno di Bari dichiara “di non riuscire a pagare più i contributi ai propri dipendenti da alcuni mesi pur vantando crediti di gran lunga superiori e che le banche non sono disponibili a fargli credito”; uno della provincia di Salerno “che spegnerà alcuni ripetitori e limiterà le potenze di altri cosciente delle ripercussioni in termini di ascolto e di mercato”. In Sicilia alcuni editori stanno letteralmente svendendo le proprie aziende radiofoniche molte delle quali con attività trentennale nel tentativo “di far fronte ai debiti accumulati negli ultimi due anni”. Da tener presente che per ogni radio che chiude non ci potrà essere un'altra radio che apre perché il sistema è "bloccato": la normativa non prevede rilascio di nuove autorizzazioni. Non sarà possibile quindi chiudere aspettare tempi migliori per riaprire. Più semplicemente vengono distrutte professionalità ed esperienze accumulate in trent'anni di lavoro con sacrifici spesso personali degli editori e pionieri della radiofonia senza contare l’evidente abbassamento del livello di pluralismo a vantaggio delle concentrazione fatta dai grandi gruppi di potere che così potranno più facilmente gestire l’informazione ed orientare le masse. La stragrande maggioranza delle emittenti radiofoniche locali italiane, con le proprie redazioni giornalistiche e con il proprio radicamento territoriale, rappresentano voci indipendenti difficilmente gestibili dai poteri forti.
Che non sia questo l’obbiettivo?
Insomma, in questi ultimi due anni si è parlato di tanti settori in crisi, dall'auto agli immobili, fino alle contrazioni del comparto alimentare ma del comparto radiotelevisivo non se ne era avuta mai notizia ma adesso sembra stia anch'esso esplodendo.(Primapress)
http://www.primapress.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=10355:le-radio-locali-italiane-rischiano-di-chiudere&Itemid=259&lang=it
Nielsen attribuisce i risultati del primo trimestre ad una congiuntura economica molto forte al comparto ma anche ad una sua incertezza in termini di prospettive oltre che più in generale di tipo politico. In poche parole il conflitto d'interessi pesa, e non poco.
Le emittenti radiofoniche italiane, nella lettera inviata ai ministri, lamentano oltre che le incertezze e lo stallo del comparto, le lungaggini burocratiche che le vedono creditrici nei confronti del Ministero dello Sviluppo Economico di svariati milioni ti euro che risalgono all'anno 2009. Stiamo parlando di ben tre anni di ritardo.
Il comparto radiofonico italiano, che rappresenta per numero, circa 1.180 aziende con migliaia di dipendenti, ed eterogeneità (comunitarie, commerciali e d'informazione) il vero pluralismo per le tante voci differenti sta collassando sotto i colpi dei costi di gestione non più sopportabili, delle banche che stringono anziché sostenere, e la difficoltà di incassare dal privato e dalla pubblica amministrazione: se il ministero è indietro di 3 anni molte le regioni ed enti locali non sono da meno: saldano a distanza di un anno se va bene. A queste si aggiungono le incalzanti richieste dei discografici che chiedono di incassare diritti per la trasmissione dei brani musicali.
Ma le radio non hanno sempre promosso la musica e sostenuti gli artisti?
Sono molti gli editori radiofonici locali che lamentano di essere sull'orlo del baratro: un editore di Vicenza dice “di non esser più in grado di pagare le bollette di energia elettrica che per giunta sono inspiegabilmente lievitate”; uno della provincia di Roma lamenta “di essere nella morsa delle banche che oltre a non concedere credito richiedono rientri di scoperto in tempi strettissimi”; un'altro della provincia di Napoli “ha dovuto licenziare alcuni dipendenti e si appresta a valutare di licenziarne altri”; uno di Bari dichiara “di non riuscire a pagare più i contributi ai propri dipendenti da alcuni mesi pur vantando crediti di gran lunga superiori e che le banche non sono disponibili a fargli credito”; uno della provincia di Salerno “che spegnerà alcuni ripetitori e limiterà le potenze di altri cosciente delle ripercussioni in termini di ascolto e di mercato”. In Sicilia alcuni editori stanno letteralmente svendendo le proprie aziende radiofoniche molte delle quali con attività trentennale nel tentativo “di far fronte ai debiti accumulati negli ultimi due anni”. Da tener presente che per ogni radio che chiude non ci potrà essere un'altra radio che apre perché il sistema è "bloccato": la normativa non prevede rilascio di nuove autorizzazioni. Non sarà possibile quindi chiudere aspettare tempi migliori per riaprire. Più semplicemente vengono distrutte professionalità ed esperienze accumulate in trent'anni di lavoro con sacrifici spesso personali degli editori e pionieri della radiofonia senza contare l’evidente abbassamento del livello di pluralismo a vantaggio delle concentrazione fatta dai grandi gruppi di potere che così potranno più facilmente gestire l’informazione ed orientare le masse. La stragrande maggioranza delle emittenti radiofoniche locali italiane, con le proprie redazioni giornalistiche e con il proprio radicamento territoriale, rappresentano voci indipendenti difficilmente gestibili dai poteri forti.
Che non sia questo l’obbiettivo?
Insomma, in questi ultimi due anni si è parlato di tanti settori in crisi, dall'auto agli immobili, fino alle contrazioni del comparto alimentare ma del comparto radiotelevisivo non se ne era avuta mai notizia ma adesso sembra stia anch'esso esplodendo.(Primapress)
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Ad aprile crescita del 106% per Radio24.it
Continua il trend positivo del nuovo Radio24.it ad aprile 2013. Il mese di aprile vede il sito dell’emittente Radio 24 registrare un nuovo record per i browsers unici arrivati a 594.717 con una crescita del 106% rispetto ad aprile 2012.
La forte crescita dell’audience ad aprile conferma il gradimento del popolo della rete nello scegliere il sito di Radio 24 per informarsi in tempo reale con contenuti audio e video esclusivi grazie alla nuova sezione notizie, al player per l’ascolto della diretta, alle puntate dei programmi e agli altri contenuti audio speciali.
Radio24.it mantiene la propria vocazione all’ascolto con un numero di 715.933 visualizzazioni del player diretta in crescita del 53% rispetto ad aprile dell’anno precedente. (Fonte Nielsen Site Census)
A confermare l'ottimo andamento del sito anche il dato Audiweb di marzo 2013, che registra una crescita del +81% per gli utenti unici nel giorno medio rispetto a marzo 2012 e del +77% per le pagine viste nel giorno medio.
Ottimi i risultati sul fronte app: sono oltre 165.000 i download delle applicazioni Radio 24, scaricabili per Iphone, Ipad, Android, Nokia e Windows Phone. I numeri premiano anche il fronte dei social media: per Radio 24 e i suoi programmi sono arrivati a quota 173.000 i fan su Facebook e a 173.000 i followers su Twitter, in continua crescita.
La forte crescita dell’audience ad aprile conferma il gradimento del popolo della rete nello scegliere il sito di Radio 24 per informarsi in tempo reale con contenuti audio e video esclusivi grazie alla nuova sezione notizie, al player per l’ascolto della diretta, alle puntate dei programmi e agli altri contenuti audio speciali.
Radio24.it mantiene la propria vocazione all’ascolto con un numero di 715.933 visualizzazioni del player diretta in crescita del 53% rispetto ad aprile dell’anno precedente. (Fonte Nielsen Site Census)
A confermare l'ottimo andamento del sito anche il dato Audiweb di marzo 2013, che registra una crescita del +81% per gli utenti unici nel giorno medio rispetto a marzo 2012 e del +77% per le pagine viste nel giorno medio.
Ottimi i risultati sul fronte app: sono oltre 165.000 i download delle applicazioni Radio 24, scaricabili per Iphone, Ipad, Android, Nokia e Windows Phone. I numeri premiano anche il fronte dei social media: per Radio 24 e i suoi programmi sono arrivati a quota 173.000 i fan su Facebook e a 173.000 i followers su Twitter, in continua crescita.
Marconi Radio Days: comunicazione e linguaggi dalla radio al wireless
Quattro giorni di incontri, mostre, spettacoli tutti dedicati alla comunicazione: è la decima edizione dei 'Marconi Radio Days', la manifestazione con cui dal 2004 la Città di Sasso Marconi ricorda le geniali intuizioni marconiane.
Articoli correlati
(Restodelcarlino.it) Sasso Marconi (Bologna), 21 maggio 2013 -“I Marconi Radio Days si confermano in area bolognese come la manifestazione più longeva dedicata a Marconi e ad una riflessione ampia sulle tecnologie e sui linguaggi della comunicazione – sostiene Stefano Mazzetti, sindaco di Sasso Marconi -. Si tratta di un tributo che ci sentiamo di offrire al nostro più illustre concittadino ma, soprattutto, uno strumento per offrire al nostro pubblico (soprattutto ai giovani) strumenti critici per rapportarsi ai mezzi di comunicazione di massa e alla loro influenza sulla vita di tutti i giorni. Si tratta di una rassegna molto più grande di noi che, faticosamente, realizziamo ormai da 10 anni grazie alla passione di chi ci si è dedicato sin dalle origini e del supporto che raccogliamo da partner e promotori (pubblici e privati)”.
Si comincia giovedì 23 maggio con un convegno nazionale che si propone di presentare le ultime novità in tema di tecnologie wireless nella lotta al divario digitale (organizzato in collaborazione con Lepida Spa), con una tavola rotonda dedicata a “Radio e Terremoto” mettendo in evidenza il ruolo nevralgico della comunicazione senza-fili in occasione del terremoto dell’Emilia.
Si procede nella giornata successiva (venerdì 24 maggio) con la diretta da Sasso Marconi della trasmissione Fahrenheit di RadioRai (conduce Marino Sinibaldi) e con i workshop sui mestieri della comunicazione (uno tenuto da Bernardo Iovene sulla video inchiesta e uno curato da AudioDoc sul documentario radiofonico).
Un’originale messa in scena teatrale con Angela Malfitano ripropone il meglio degli spettacoli organizzati in questi 10 anni storia dei Radio Days (tra cui ricordiamo il talkshow radiofonico in cui si incontrano Nikola Tesla e Guglielmo Marconi… un incontro mai avvenuto nella realtà ma molto “verosimile”).
Sabato 25 maggio si comincia in tarda mattinata con la presentazione del libro dedicato da Egidia Arrigoni al figlio Vittorio (all’incontro partecipa anche il giornalista Amedeo Ricucci per una riflessione sui reportage dai luoghi “caldissimi” del medio-oriente).
Nel pomeriggio è prevista la consegna dei Premi Città di Sasso Marconi ai grandi comunicatori del nostro tempo (4 i premi consegnati in questa edizione: alla giornalista Lilli Gruber, all’artista Alessandro Bergonzoni, ai DJ Linus e Albertino e al senatore americano Harris McDowell – esperto in politiche ambientali e già premiato anche dal presidente Obama).
Domenica 26 i Marconi Radio Days si chiudono simbolicamente “dove tutto ebbe inizio oltre un secolo fa”, a Villa Griffone dove il giovane Guglielmo Marconi realizzò alla fine dell’800 i suoi primi e decisivi esperimenti e dove, con la lezione del Prof. Antonino Zichichi sulle grandi conquiste della scienza (e con beneaugurale un brindisi musicale), si chiude questa decima edizione dei Marconi Radio Days.
Il programma completo prevede molti altri appuntamenti per tutti gusti (tra cui cinema, libri, incontri con i protagonisti e visite guidate ai luoghi più suggestivi delle colline marconiane) ed è disponibile su www.comune.sassomarconi.bologna.it
http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/provincia/2013/05/21/892155-marconi-radio-days-decima-edizione-presentazione.shtml
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Si comincia giovedì 23 maggio con un convegno nazionale che si propone di presentare le ultime novità in tema di tecnologie wireless nella lotta al divario digitale (organizzato in collaborazione con Lepida Spa), con una tavola rotonda dedicata a “Radio e Terremoto” mettendo in evidenza il ruolo nevralgico della comunicazione senza-fili in occasione del terremoto dell’Emilia.
Si procede nella giornata successiva (venerdì 24 maggio) con la diretta da Sasso Marconi della trasmissione Fahrenheit di RadioRai (conduce Marino Sinibaldi) e con i workshop sui mestieri della comunicazione (uno tenuto da Bernardo Iovene sulla video inchiesta e uno curato da AudioDoc sul documentario radiofonico).
Un’originale messa in scena teatrale con Angela Malfitano ripropone il meglio degli spettacoli organizzati in questi 10 anni storia dei Radio Days (tra cui ricordiamo il talkshow radiofonico in cui si incontrano Nikola Tesla e Guglielmo Marconi… un incontro mai avvenuto nella realtà ma molto “verosimile”).
Sabato 25 maggio si comincia in tarda mattinata con la presentazione del libro dedicato da Egidia Arrigoni al figlio Vittorio (all’incontro partecipa anche il giornalista Amedeo Ricucci per una riflessione sui reportage dai luoghi “caldissimi” del medio-oriente).
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Domenica 26 i Marconi Radio Days si chiudono simbolicamente “dove tutto ebbe inizio oltre un secolo fa”, a Villa Griffone dove il giovane Guglielmo Marconi realizzò alla fine dell’800 i suoi primi e decisivi esperimenti e dove, con la lezione del Prof. Antonino Zichichi sulle grandi conquiste della scienza (e con beneaugurale un brindisi musicale), si chiude questa decima edizione dei Marconi Radio Days.
Il programma completo prevede molti altri appuntamenti per tutti gusti (tra cui cinema, libri, incontri con i protagonisti e visite guidate ai luoghi più suggestivi delle colline marconiane) ed è disponibile su www.comune.sassomarconi.bologna.it
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Giannino: "Torno in radio e fondo un giornale"
L'ex leader di Fare, crollato sotto i colpi di lauree e master, alza l'asticella: "Imprenditore, giornalista e presto il mio vecchio programma".
Leggi l'intervista su liberoquotidiano.it
“CONVOI”: LUNEDÌ ALLE 12, SOLO SU RADIO ITALIA, IL NUOVO BRANO DI BAGLIONI
Lunedì 20 maggio alle 12, Radio Italia trasmetterà in anteprima assoluta ed esclusiva “ConVoi”, brano inedito di Claudio Baglioni. Il nostro Presidente Mario Volanti darà così il benvenuto al primo passo del nuovo progetto discografico del cantautore romano.
La canzone sarà disponibile su iTunes a partire dal giorno dopo, martedì 21 maggio. Radio Italia sarà al fianco di Claudio in questa nuova avventura e, per tutto l'anno, trasmetterà le successive anteprime legate al suo ritorno in musica. (radioitalia.it)
La canzone sarà disponibile su iTunes a partire dal giorno dopo, martedì 21 maggio. Radio Italia sarà al fianco di Claudio in questa nuova avventura e, per tutto l'anno, trasmetterà le successive anteprime legate al suo ritorno in musica. (radioitalia.it)
Quando la radio dà i numeri Gli 007 e la storia delle numbers station
(Ilgiornale.it) Il mistero delle stazioni dei numeri, dalla Guerra Fredda ad oggi. Radioamatori entusiasti, spie doppiogiochiste al soldo di Castro. La storia degli 007 nello spettro dell'etere
"Zero, zero, nine, six. Two, two, five, one". Otto gruppi da quattro cifre. Ripetuti, sempre uguali, finché la trasmissione, com'era iniziata, si interrompe. Nell'ultimo minuto di Even Less, brano dei Porcupine Tree registrato a fine 1998, si nasconde un esempio del mistero forse meglio custodito della radiofonia.
Giochino da radioamatori entusiasti, paradiso dei cospirazionisti. Il segreto delle "stazioni dei numeri" ha affascinato negli anni un manipolo di folli che in quelle comunicazioni apparentemente senza senso hanno visto un residuo di scontri lontani e l'aria satura di sfida della cortina di ferro.
Combinazioni di cifre si propagano dall'etere, in sequenze da decrittare. Precedute da un segnale convenzionale – come erano precedute dai punti-linea della V di vittoria le trasmissioni di Radio Londra -, seguite da un silenzio carico dello sfrigolio delle onde corte.
Le stazioni dei numeri irrompono a centinaia sullo spettro dei MegaHertz, casuali o perfettamente puntuali. Ogni notte, a tarda ora. L'ultimo giorno di ogni mese dispari. Il terzo giorno di ogni seconda settimana. O senza soluzione di continuità alcuna. Appaiono. Richiamano l'attenzione di qualcuno. Scaricano una mitragliata di cifre. Poi più nulla.
Il silenzio accompagna l'uscita di scena momentanea di un'altra numbers station. Sulla stessa banda occupata da news e dispacci meteo, Akin Fernandez ha cercato per anni il bandolo di una matassa aggrovigliata da un filatore dispettoso.
Akin Fernandez, la caccia a un significato che sfugge
Una casa nella zona londinese di World's End (letteralmente la Fine del mondo), che già nel nome qualcosa di poco quotidiano riesce a prometterlo, Fernandez, unico impiegato di una piccola etichetta indipendente, inizia nel 1992 a scandagliare le frequenze, poi ad addocchiare qualsiasi libro prometta di spiegargli l'unico mistero che sembra insolubile: il senso delle voci meccaniche che sputano nella notte serie di numeri privi della grazia della logica.
Voci di donna, maschili, talvolta persino di infanti. Con la pazienza e la fede di un certosino, per anni Akin Fernandez registra tutto quello che sente. Cerca un'illuminazione in un oceano dove la profondità aumenta soltanto le domande. Incline a fissazioni poco logiche – lo racconterà bene nel 2004 un lungo ritratto del Washington Post – continua a inseguire i profili fantasmatici degli speaker amanti dei cifrari.
Il codice migliore? Quello più semplice
segue su http://www.ilgiornale.it/news/esteri/quando-radio-d-i-numeri-007-missione-onde-corte-917802.html
"Zero, zero, nine, six. Two, two, five, one". Otto gruppi da quattro cifre. Ripetuti, sempre uguali, finché la trasmissione, com'era iniziata, si interrompe. Nell'ultimo minuto di Even Less, brano dei Porcupine Tree registrato a fine 1998, si nasconde un esempio del mistero forse meglio custodito della radiofonia.
Giochino da radioamatori entusiasti, paradiso dei cospirazionisti. Il segreto delle "stazioni dei numeri" ha affascinato negli anni un manipolo di folli che in quelle comunicazioni apparentemente senza senso hanno visto un residuo di scontri lontani e l'aria satura di sfida della cortina di ferro.
Combinazioni di cifre si propagano dall'etere, in sequenze da decrittare. Precedute da un segnale convenzionale – come erano precedute dai punti-linea della V di vittoria le trasmissioni di Radio Londra -, seguite da un silenzio carico dello sfrigolio delle onde corte.
Le stazioni dei numeri irrompono a centinaia sullo spettro dei MegaHertz, casuali o perfettamente puntuali. Ogni notte, a tarda ora. L'ultimo giorno di ogni mese dispari. Il terzo giorno di ogni seconda settimana. O senza soluzione di continuità alcuna. Appaiono. Richiamano l'attenzione di qualcuno. Scaricano una mitragliata di cifre. Poi più nulla.
Il silenzio accompagna l'uscita di scena momentanea di un'altra numbers station. Sulla stessa banda occupata da news e dispacci meteo, Akin Fernandez ha cercato per anni il bandolo di una matassa aggrovigliata da un filatore dispettoso.
Akin Fernandez, la caccia a un significato che sfugge
Una casa nella zona londinese di World's End (letteralmente la Fine del mondo), che già nel nome qualcosa di poco quotidiano riesce a prometterlo, Fernandez, unico impiegato di una piccola etichetta indipendente, inizia nel 1992 a scandagliare le frequenze, poi ad addocchiare qualsiasi libro prometta di spiegargli l'unico mistero che sembra insolubile: il senso delle voci meccaniche che sputano nella notte serie di numeri privi della grazia della logica.
Voci di donna, maschili, talvolta persino di infanti. Con la pazienza e la fede di un certosino, per anni Akin Fernandez registra tutto quello che sente. Cerca un'illuminazione in un oceano dove la profondità aumenta soltanto le domande. Incline a fissazioni poco logiche – lo racconterà bene nel 2004 un lungo ritratto del Washington Post – continua a inseguire i profili fantasmatici degli speaker amanti dei cifrari.
Il codice migliore? Quello più semplice
segue su http://www.ilgiornale.it/news/esteri/quando-radio-d-i-numeri-007-missione-onde-corte-917802.html
RADIO3 SCIENZA: ARRIVA UNA RADIO PER I SORDI
Se vi dicessero che esiste una radio per le persone sorde, pensereste ad una burla. E invece no: una radio del genere esiste, trasmette da Roma e si chiama RadioKaos ItaLis. La sta portando avanti da alcuni anni un gruppo di non udenti coordinati dal direttore Antonio Ricci, che insieme ad Anna Argentieri e Luigi De Negri racconterà a Radio3Scienza, nella puntata di giovedì 16 maggio, come hanno combinato strumenti digitali e video per rendere la musica e la radio fruibili da tutti. E sostenere la battaglia per il riconoscimento ufficiale della Lingua italiana dei segni.
Documento integrale: Risoluzione Consiglio Generale REA
Risoluzione Consiglio Generale REA (Roma, 9 maggio 2013 – Hotel Diana)
LA REA SI PREPARA AD AFFRONTARE LE NUOVE SFIDE DEL 2013-2015 IN DIFESA DELL’EMITTENZA LOCALE
Nonostante la grave crisi che attanaglia il settore, la REA è in crescita esponenziale in tutta Italia e in modo particolare in Lombardia, Puglia, Calabria, Sicilia, Campania. E’ l’unica associazione di riferimento del settore quando si tratta di ingaggiare battaglie sindacali importanti in quanto è autenticamente “indipendente” dal potere politico. A differenza di altre associazioni, la forza della REA è l’autonomia finanziaria che la rende “libera” da qualsiasi vincolo lobbistico o partitico. Gli associati lo sanno e ne sono orgogliosi. E’ “unica” nell’elaborare piattaforme globali per il rilancio del pluralismo radiotelevisivo locale. La rivendicazione della REA nei confronti del Governo e dell’Autorità è fondamentalmente sintetizzata nei seguenti punti: 1) ridefinizione del Piano di Assegnazione delle frequenze televisive integrando i sei canali dell’ex beauty contest; 2) assegnazione dei numeri dal 7 al 32 del telecomando alle tv locali; 3) revisione radicale della legge 448 sui contributi a fondo perduto il cui fondo annuale dovrà essere non inferiore al 10% del canone RAI per il servizio pubblico svolto; 4) fine del clientelismo politico sulla pubblicità istituzionale e sui fondi regionali mediante una trasparente disciplina di gara ; 5) abbattimento di Auditel e Eurisko per indagini di ascolto credibili e a basso costo attraverso la rete internet; 6) definizione, con delibera AGCOM, delle norme per il rilascio della licenza unica sul diritto d’autore e sui diritti connessi (SIAE+SCF+AFI+Indipendenti) ed equo compenso rispetto allo sfruttamento delle opere protette; 7) sviluppo della radio digitale. Per affrontare un simile piano di battaglie associative è necessario procedere su due piani ben distinti ma paralleli: quello politico e quello organizzativo.
Azione della REA sul piano politico
La forza numerica del settore radiotelevisivo locale al 31 12 2012 è di 1.095 emittenti radiofoniche e di 595 tv ex analogiche. Totale imprese 1.690 con impiego di forza lavoro di circa 6.000 dipendenti + 4.000 dipendenti dell’indotto. La pubblicità televisiva locale ammonta a circa 360 milioni di euro. La radio fattura circa 400 milioni di euro (nazionale+locale). Il fatturato globale radiotv (nazionale + locale) del 2012 è stato di circa 4,2 miliardi di euro. I numeri parlano chiaro. Le locali rastrellano appena il 9% della pubblicità radiotelevisiva globale. Come mai? Le cause sono diverse. Le principali sono:
a) Frequenze radio e tv interferite;
b) Piano di Assegnazione delle Frequenze Tv non riconosciute dall’Europa;
c) Lcn tv confinato sui numeri altissimi del telecomando
d) Aree di servizio limitate;
e) indagini di ascolto manipolate (Auditel e Eurisko);
f)la pubblicità istituzionale è monopolio delle reti nazionali e del clientelismo politico in favore delle emittenti legate ai partiti
Pertanto la REA chiederà al nuovo Governo (Ministro Zanonato PD) un progetto globale di riforma del settore e il ricambio della dirigenza del Dipartimento dimostratasi sottomessa agli interessi delle grandi reti e delle Telecoms. E’ prevedibile che entro l’anno si vada nuovamente a votare e che riguardo alla nostra piattaforma questo Governo sia completamente disinteressato. Dunque, dobbiamo guardare in avanti. Dobbiamo guardare a un “sistema” di vero “cambiamento” capace di distruggere le sacche velenose del conflitto d’interessi e della partitocrazia. Pian piano, siamo arrivati al bandolo della matassa per cui la REA ha preso l’iniziativa di costituire un movimento politico per la difesa dei diritti costituzionali al di fuori di qualsiasi ideologia. Contatti importanti sono in corso, presto verrà pubblicato il Manifesto d’intenti il quale potrà essere sottoscritto da tutti i soggetti interessati alla comunicazione, all’economia e al sociale. Al movimento politico potranno aderire le associazioni del sociale e della cultura; le imprese radiotelevisive; gli artisti, i produttori e gli editori; le voci autorevoli della cultura e della stampa indipendente. Il movimento che si sta costituendo non sarà un partito ideologico, ma una libera associazione politica che vuole confrontarsi in favore della libera informazione e dei soggetti più deboli della società.
Azioni concrete della REA punto per punto
Il Consiglio Generale ha deliberato di impugnare la delibera LCN 237/13/CONS davanti al TAR del Lazio con la specifica richiesta alla Magistratura di ordinare all’AGCOM affinché siano assegnate alle locali, ex analogiche, 25 posizioni numeriche da inserire di seguito alle storiche nazionali generaliste. Pertanto, in previsione della imminente scadenza dei termini per presentare il ricorso i Coordinatori Regionali REA sono incaricati di raccogliere le adesioni delle emittenti che intendono aderire all’azione giudiziaria con la massima urgenza possibile. I nominativi devono essere comunicati a info@reasat.it . Il mandato è stato affidato all’avvocato Domenico Siciliano di Roma. Le spese legali saranno equamente suddivise fra i partecipanti. Data l’importanza del ricorso, si raccomanda di raccogliere più adesioni possibili per dimostrare ai Magistrati il forte interesse delle emittenti a lottare per una giusta assegnazione LCN; contro le gravissime discriminazioni attuate dall’AGCOM che ha prepotentemente cacciato le tv locali storiche dai primi numeri del telecomando per far posto alle reti televisive Telecoms e quelle appoggiate dai partiti. Nel ricorso al TAR verrà evidenziato il diritto acquisito dalle tv locali ex analogiche, in trent’anni di attività sul territorio, posizionate sui primi numeri del telecomando con riferimento ai vecchi televisori in bianco e nero con sintonia max 24 e 32 canali.
L’otto maggio 2013, una nutrita delegazione della REA è stata ricevuta dall’AGCOM per discutere sulle risultanze relative al progetto pilota del DAB+ in Trentino AA. Anche in questa occasione l’AGCOM ha dimostrato di non essere un organismo imparziale tant’è che ha confezionato un piano pilota a misura “RAI & RETI NAZIONALI” con l’evidente scopo di assegnare alle emittenti locali un ruolo di “subordinazione tecnologica”. Dunque, ancora una volta, l’Autorità italiana delle comunicazioni che presiede allo sviluppo tecnologico del Paese, si comporta in modo partigiano rispetto alle direttive europee, alle stesse leggi italiane e alle aspettative di cambiamento nella gestione della “cosa” pubblica. Le direttive europee (e la legge italiana) obbligano i Paesi membri ad attuare lo sviluppo tecnologico in modo “neutro”, vale a dire senza preferenze per l’una o l’altra tecnologia; con pari opportunità tra i diversi soggetti, vale a dire senza vantaggi particolari rispetto agli interessi delle lobby; in modo armonico e uniforme per impedire la doppia e tripla velocità nello sviluppo tecnologico tra le diverse aree nazionali. L’AGCOM e il MISE del passato Governo Berlusconi, già con il digitale televisivo, hanno agito contro i diritti costituzionali nazionali e contro le normative europee. Con la Radio digitale si rischia di assistere allo stesso scenario. Parte la RAI, alla quale fa da sponda l’associazione ARD (leggi: RAI WAY-AERANTI-CORALLO – RNA) per prendere la supremazia sul DAB+ in modo da sottomettere tutti al suo indiscusso dominio grazie ai 1,8 miliardi di canone e ai 2 miliardi di pubblicità incassati annualmente dall’utenza alla faccia di quelle “misere” radio e tv locali che devono aspettare due/tre anni per ricevere dallo Stato quell’esiguo contributo per il pubblico servizio imposto per legge. Tutto ciò si è affacciato nel Trentino con il progetto pilota autorizzato dall’AGCOM e dal MISE in modo unilaterale, senza il coinvolgimento unanime delle associazioni, provocando un pericoloso accaparramento delle risorse radioelettriche e un innegabile vantaggio tecnologico di alcuni soggetti in un settore già martoriato dalle recenti vicende sullo switch off televisivo. Tutto ciò è stato chiaramente rappresentato all’AGCOM dalla Delegazione della REA durante l’audizione precisando che: 1) occorre estendere il DAB+ rapidamente in tutta Italia prima che diventi obsoleto; 2) procedere alla pianificazione definitiva per l’assegnazione delle frequenze assicurando a tutti i consorzi, non uno escluso, una frequenza. Speriamo che a nessuno gli venga in mente di organizzare bandi del tipo che abbiamo già sperimentato con la tv!! La REA ha chiesto pari opportunità ed equità di trattamento; 3) procedere rapidamente con la realizzazione di altri progetti pilota per impedire che si formi il “gap tecnologico” nelle altre regioni d’Italia. A tal proposito la REA è a disposizione delle emittenti, associate e non associate, per la formazione di consorzi tra imprese; 4) prevedere, da subito, incentivi per l’acquisto dei ricevitori digitali e sostegno economico ai consorzi per la realizzazione degli impianti. Infine, è stato detto a chiare lettere all’AGCOM e al MISE che senza incentivi il DAB+ non vedrà la luce così come non l’avrebbe vista il DTT senza i 500 milioni stanziati dallo Stato.
Relativamente alla applicazione della legge 448/98, relativa ai contributi a fondo destinati alle imprese radiotelevisive locali, la REA proporrà al Governo che le somme annualmente stanziate siano pari al 10% del canone incassato dalla RAI quale riconoscimento del servizio pubblico svolto ai sensi della legge 422/93, articolo 7, relativo “alla produzione e trasmissione di programmi di natura informativa con la evidente finalità di tutelare il pluralismo informativo”. Inoltre, partendo dal principio che la “certezza dell’incasso” è condizione fondamentale per la conduzione di un’azienda inserita in un sistema a sviluppo economico sano, si proporrà di prevedere la erogazione dei contributi max entro i sei mesi successivi dalla data della relativa domanda. Nella previsione di una ritardata erogazione, si chiederà che vengano rilasciate, a richiesta, lettere di credito valide per un anticipato incasso presso gli istituti di credito.
Le modalità con cui vengono realizzate le indagini di ascolto, dalla società Auditel per la tv e da Eurisko per la radio, sono obsolete, manipolabili e senza possibilità di controllo ispettivo da parte dell’AGCOM, delle associazioni dei consumatori e delle emittenti. La partita in gioco è di 4,2 miliardi di euro di pubblicità radiotelevisiva che nei fatti viene gestita dalla società Auditel (RAI-MEDIASET-UPA) e da Eurisko (ex Audiradio) per espressa (vergognosa) volontà dell’AGCOM. Per rendere le indagini di ascolto credibili, trasparenti e utili per il mercato e il consumatore, la REA ha chiesto all’AGCOM di utilizzare la rete internet in sostituzione dei limitati dati forniti sia dai meter che dalle interviste telefoniche.
La REA ribadisce che il contenzioso in essere con la SCF può essere risolto nella misura in cui verrà riconosciuto alle emittenti la promozione che la radio effettua in favore della musica. L’antica idea che la radio vive grazie allo sfruttamento della musica è superata da una realtà diversa. E’ la musica che ha bisogno della radio per promuoversi nel mercato o, se vogliamo essere ragionevoli, l’una cosa compensa l’altra. Partendo da tale oggettiva situazione, la REA ha proposto alla SCF una transazione di questo tipo: a) le imprese radiotelevisive metteranno a disposizione i loro spazi trasmissivi per la promozione e per la vendita legale della musica; b) le imprese discografiche Major rilasceranno la liberatoria sui loro diritti alle emittenti che aderiranno alla campagna promozionale. Una tale intesa trasporterà i suoi effetti positivi nei rapporti tra imprese radio-tv e SCF. In particolare, si converrà di azzerare il contenzioso in essere. A conti fatti, l’operazione è a costo zero con la prospettiva di una buona semina per il superamento della crisi dei reciproci mercati e un proficuo investimento per la cultura della musica legale che, come sappiamo, proprio in Italia è poco diffusa. La nostra è, ovviamente, solo una ipotesi da perfezionare nei dettagli qualora fosse concettualmente condivisa dalla SCF. Alla data odierna la SCF non ha risposto ma continua a pressare le emittenti con missive e telefonate minacciose. Di fronte a tali minacce, la REA ha investito del problema l’Autorità chiedendo la convocazione del Tavolo tecnico sul diritto d’autore che speriamo sia all’altezza della situazione per chiarire la legittimità di esazione dei diritti connessi da parte della SCF che, si ripete, non è stato definito da nessuna sentenza. Allo stesso tavolo sarà convocata la SIAE più volte sollecitata dalla REA a sottoscrivere una nuova convenzione in sostituzione di quella revocata unilateralmente il 5 marzo 2004. In quella sede la REA sosterrà con fermezza la inderogabile necessità di pagare i diritti d’autore e connessi ad un unico soggetto, cioè alla SIAE, sempre che venga riconosciuto, come già detto, il lavoro di promozione che la radio effettua in favore della musica. Se così non sarà la REA intende mettere allo studio un’azione sindacale che riconosca alle radio e alle tv i diritti sul “format musicale e dell’intrattenimento”.
Attività collaterali della REA
Nel quadro delle iniziative collaterali, la REA realizzerà il “1° corso di comunicazione” on line riservato alle emittenti associate che intendono innalzare il livello qualitativo nelle relazioni interpersonali e pubbliche. Il corso è stato commissionato ad una società specializzata negli studi superiori delle relazioni aziendali. Presto verranno rese note le modalità di partecipazione.
“La Milano Sanremo della canzone italiana” è un “format musicale e d’intrattenimento” che la REA ha voluto realizzare per offrire alle radio, alle tv e agli artisti un anello di congiunzione per la conquista del grande pubblico nella convinzione che “un microfono, una telecamera e una canzone possono fare una rivoluzione”. Ovviamente la nostra sarà una rivoluzione pacifica e artistica che porteremo, tappa per tappa, a partire dal 15 ottobre 2013 da Milano, per tutta l’Italia fino a Sanremo 2014. Le emittenti interessate ad ospitare la Milano Sanremo della canzone italiana possono prenotarsi scrivendo a ufficiostampa@reasat.it
E’ in corso di costituzione il Circuito Nazionale Televisivo “Le 100 TV” . Alle emittenti televisive interessate verrà inviata, in via riservatissima , una bozza dell’atto costitutivo. Come soci fondatori del circuito possono aderire solo le emittenti associate REA. Successivamente si potrà valutare l’ingresso anche delle emittenti non associate ma referenziate da almeno due soci fondatori.
LA REA SI PREPARA AD AFFRONTARE LE NUOVE SFIDE DEL 2013-2015 IN DIFESA DELL’EMITTENZA LOCALE
Nonostante la grave crisi che attanaglia il settore, la REA è in crescita esponenziale in tutta Italia e in modo particolare in Lombardia, Puglia, Calabria, Sicilia, Campania. E’ l’unica associazione di riferimento del settore quando si tratta di ingaggiare battaglie sindacali importanti in quanto è autenticamente “indipendente” dal potere politico. A differenza di altre associazioni, la forza della REA è l’autonomia finanziaria che la rende “libera” da qualsiasi vincolo lobbistico o partitico. Gli associati lo sanno e ne sono orgogliosi. E’ “unica” nell’elaborare piattaforme globali per il rilancio del pluralismo radiotelevisivo locale. La rivendicazione della REA nei confronti del Governo e dell’Autorità è fondamentalmente sintetizzata nei seguenti punti: 1) ridefinizione del Piano di Assegnazione delle frequenze televisive integrando i sei canali dell’ex beauty contest; 2) assegnazione dei numeri dal 7 al 32 del telecomando alle tv locali; 3) revisione radicale della legge 448 sui contributi a fondo perduto il cui fondo annuale dovrà essere non inferiore al 10% del canone RAI per il servizio pubblico svolto; 4) fine del clientelismo politico sulla pubblicità istituzionale e sui fondi regionali mediante una trasparente disciplina di gara ; 5) abbattimento di Auditel e Eurisko per indagini di ascolto credibili e a basso costo attraverso la rete internet; 6) definizione, con delibera AGCOM, delle norme per il rilascio della licenza unica sul diritto d’autore e sui diritti connessi (SIAE+SCF+AFI+Indipendenti) ed equo compenso rispetto allo sfruttamento delle opere protette; 7) sviluppo della radio digitale. Per affrontare un simile piano di battaglie associative è necessario procedere su due piani ben distinti ma paralleli: quello politico e quello organizzativo.
Azione della REA sul piano politico
La forza numerica del settore radiotelevisivo locale al 31 12 2012 è di 1.095 emittenti radiofoniche e di 595 tv ex analogiche. Totale imprese 1.690 con impiego di forza lavoro di circa 6.000 dipendenti + 4.000 dipendenti dell’indotto. La pubblicità televisiva locale ammonta a circa 360 milioni di euro. La radio fattura circa 400 milioni di euro (nazionale+locale). Il fatturato globale radiotv (nazionale + locale) del 2012 è stato di circa 4,2 miliardi di euro. I numeri parlano chiaro. Le locali rastrellano appena il 9% della pubblicità radiotelevisiva globale. Come mai? Le cause sono diverse. Le principali sono:
a) Frequenze radio e tv interferite;
b) Piano di Assegnazione delle Frequenze Tv non riconosciute dall’Europa;
c) Lcn tv confinato sui numeri altissimi del telecomando
d) Aree di servizio limitate;
e) indagini di ascolto manipolate (Auditel e Eurisko);
f)la pubblicità istituzionale è monopolio delle reti nazionali e del clientelismo politico in favore delle emittenti legate ai partiti
Pertanto la REA chiederà al nuovo Governo (Ministro Zanonato PD) un progetto globale di riforma del settore e il ricambio della dirigenza del Dipartimento dimostratasi sottomessa agli interessi delle grandi reti e delle Telecoms. E’ prevedibile che entro l’anno si vada nuovamente a votare e che riguardo alla nostra piattaforma questo Governo sia completamente disinteressato. Dunque, dobbiamo guardare in avanti. Dobbiamo guardare a un “sistema” di vero “cambiamento” capace di distruggere le sacche velenose del conflitto d’interessi e della partitocrazia. Pian piano, siamo arrivati al bandolo della matassa per cui la REA ha preso l’iniziativa di costituire un movimento politico per la difesa dei diritti costituzionali al di fuori di qualsiasi ideologia. Contatti importanti sono in corso, presto verrà pubblicato il Manifesto d’intenti il quale potrà essere sottoscritto da tutti i soggetti interessati alla comunicazione, all’economia e al sociale. Al movimento politico potranno aderire le associazioni del sociale e della cultura; le imprese radiotelevisive; gli artisti, i produttori e gli editori; le voci autorevoli della cultura e della stampa indipendente. Il movimento che si sta costituendo non sarà un partito ideologico, ma una libera associazione politica che vuole confrontarsi in favore della libera informazione e dei soggetti più deboli della società.
Azioni concrete della REA punto per punto
Il Consiglio Generale ha deliberato di impugnare la delibera LCN 237/13/CONS davanti al TAR del Lazio con la specifica richiesta alla Magistratura di ordinare all’AGCOM affinché siano assegnate alle locali, ex analogiche, 25 posizioni numeriche da inserire di seguito alle storiche nazionali generaliste. Pertanto, in previsione della imminente scadenza dei termini per presentare il ricorso i Coordinatori Regionali REA sono incaricati di raccogliere le adesioni delle emittenti che intendono aderire all’azione giudiziaria con la massima urgenza possibile. I nominativi devono essere comunicati a info@reasat.it . Il mandato è stato affidato all’avvocato Domenico Siciliano di Roma. Le spese legali saranno equamente suddivise fra i partecipanti. Data l’importanza del ricorso, si raccomanda di raccogliere più adesioni possibili per dimostrare ai Magistrati il forte interesse delle emittenti a lottare per una giusta assegnazione LCN; contro le gravissime discriminazioni attuate dall’AGCOM che ha prepotentemente cacciato le tv locali storiche dai primi numeri del telecomando per far posto alle reti televisive Telecoms e quelle appoggiate dai partiti. Nel ricorso al TAR verrà evidenziato il diritto acquisito dalle tv locali ex analogiche, in trent’anni di attività sul territorio, posizionate sui primi numeri del telecomando con riferimento ai vecchi televisori in bianco e nero con sintonia max 24 e 32 canali.
L’otto maggio 2013, una nutrita delegazione della REA è stata ricevuta dall’AGCOM per discutere sulle risultanze relative al progetto pilota del DAB+ in Trentino AA. Anche in questa occasione l’AGCOM ha dimostrato di non essere un organismo imparziale tant’è che ha confezionato un piano pilota a misura “RAI & RETI NAZIONALI” con l’evidente scopo di assegnare alle emittenti locali un ruolo di “subordinazione tecnologica”. Dunque, ancora una volta, l’Autorità italiana delle comunicazioni che presiede allo sviluppo tecnologico del Paese, si comporta in modo partigiano rispetto alle direttive europee, alle stesse leggi italiane e alle aspettative di cambiamento nella gestione della “cosa” pubblica. Le direttive europee (e la legge italiana) obbligano i Paesi membri ad attuare lo sviluppo tecnologico in modo “neutro”, vale a dire senza preferenze per l’una o l’altra tecnologia; con pari opportunità tra i diversi soggetti, vale a dire senza vantaggi particolari rispetto agli interessi delle lobby; in modo armonico e uniforme per impedire la doppia e tripla velocità nello sviluppo tecnologico tra le diverse aree nazionali. L’AGCOM e il MISE del passato Governo Berlusconi, già con il digitale televisivo, hanno agito contro i diritti costituzionali nazionali e contro le normative europee. Con la Radio digitale si rischia di assistere allo stesso scenario. Parte la RAI, alla quale fa da sponda l’associazione ARD (leggi: RAI WAY-AERANTI-CORALLO – RNA) per prendere la supremazia sul DAB+ in modo da sottomettere tutti al suo indiscusso dominio grazie ai 1,8 miliardi di canone e ai 2 miliardi di pubblicità incassati annualmente dall’utenza alla faccia di quelle “misere” radio e tv locali che devono aspettare due/tre anni per ricevere dallo Stato quell’esiguo contributo per il pubblico servizio imposto per legge. Tutto ciò si è affacciato nel Trentino con il progetto pilota autorizzato dall’AGCOM e dal MISE in modo unilaterale, senza il coinvolgimento unanime delle associazioni, provocando un pericoloso accaparramento delle risorse radioelettriche e un innegabile vantaggio tecnologico di alcuni soggetti in un settore già martoriato dalle recenti vicende sullo switch off televisivo. Tutto ciò è stato chiaramente rappresentato all’AGCOM dalla Delegazione della REA durante l’audizione precisando che: 1) occorre estendere il DAB+ rapidamente in tutta Italia prima che diventi obsoleto; 2) procedere alla pianificazione definitiva per l’assegnazione delle frequenze assicurando a tutti i consorzi, non uno escluso, una frequenza. Speriamo che a nessuno gli venga in mente di organizzare bandi del tipo che abbiamo già sperimentato con la tv!! La REA ha chiesto pari opportunità ed equità di trattamento; 3) procedere rapidamente con la realizzazione di altri progetti pilota per impedire che si formi il “gap tecnologico” nelle altre regioni d’Italia. A tal proposito la REA è a disposizione delle emittenti, associate e non associate, per la formazione di consorzi tra imprese; 4) prevedere, da subito, incentivi per l’acquisto dei ricevitori digitali e sostegno economico ai consorzi per la realizzazione degli impianti. Infine, è stato detto a chiare lettere all’AGCOM e al MISE che senza incentivi il DAB+ non vedrà la luce così come non l’avrebbe vista il DTT senza i 500 milioni stanziati dallo Stato.
Relativamente alla applicazione della legge 448/98, relativa ai contributi a fondo destinati alle imprese radiotelevisive locali, la REA proporrà al Governo che le somme annualmente stanziate siano pari al 10% del canone incassato dalla RAI quale riconoscimento del servizio pubblico svolto ai sensi della legge 422/93, articolo 7, relativo “alla produzione e trasmissione di programmi di natura informativa con la evidente finalità di tutelare il pluralismo informativo”. Inoltre, partendo dal principio che la “certezza dell’incasso” è condizione fondamentale per la conduzione di un’azienda inserita in un sistema a sviluppo economico sano, si proporrà di prevedere la erogazione dei contributi max entro i sei mesi successivi dalla data della relativa domanda. Nella previsione di una ritardata erogazione, si chiederà che vengano rilasciate, a richiesta, lettere di credito valide per un anticipato incasso presso gli istituti di credito.
Le modalità con cui vengono realizzate le indagini di ascolto, dalla società Auditel per la tv e da Eurisko per la radio, sono obsolete, manipolabili e senza possibilità di controllo ispettivo da parte dell’AGCOM, delle associazioni dei consumatori e delle emittenti. La partita in gioco è di 4,2 miliardi di euro di pubblicità radiotelevisiva che nei fatti viene gestita dalla società Auditel (RAI-MEDIASET-UPA) e da Eurisko (ex Audiradio) per espressa (vergognosa) volontà dell’AGCOM. Per rendere le indagini di ascolto credibili, trasparenti e utili per il mercato e il consumatore, la REA ha chiesto all’AGCOM di utilizzare la rete internet in sostituzione dei limitati dati forniti sia dai meter che dalle interviste telefoniche.
La REA ribadisce che il contenzioso in essere con la SCF può essere risolto nella misura in cui verrà riconosciuto alle emittenti la promozione che la radio effettua in favore della musica. L’antica idea che la radio vive grazie allo sfruttamento della musica è superata da una realtà diversa. E’ la musica che ha bisogno della radio per promuoversi nel mercato o, se vogliamo essere ragionevoli, l’una cosa compensa l’altra. Partendo da tale oggettiva situazione, la REA ha proposto alla SCF una transazione di questo tipo: a) le imprese radiotelevisive metteranno a disposizione i loro spazi trasmissivi per la promozione e per la vendita legale della musica; b) le imprese discografiche Major rilasceranno la liberatoria sui loro diritti alle emittenti che aderiranno alla campagna promozionale. Una tale intesa trasporterà i suoi effetti positivi nei rapporti tra imprese radio-tv e SCF. In particolare, si converrà di azzerare il contenzioso in essere. A conti fatti, l’operazione è a costo zero con la prospettiva di una buona semina per il superamento della crisi dei reciproci mercati e un proficuo investimento per la cultura della musica legale che, come sappiamo, proprio in Italia è poco diffusa. La nostra è, ovviamente, solo una ipotesi da perfezionare nei dettagli qualora fosse concettualmente condivisa dalla SCF. Alla data odierna la SCF non ha risposto ma continua a pressare le emittenti con missive e telefonate minacciose. Di fronte a tali minacce, la REA ha investito del problema l’Autorità chiedendo la convocazione del Tavolo tecnico sul diritto d’autore che speriamo sia all’altezza della situazione per chiarire la legittimità di esazione dei diritti connessi da parte della SCF che, si ripete, non è stato definito da nessuna sentenza. Allo stesso tavolo sarà convocata la SIAE più volte sollecitata dalla REA a sottoscrivere una nuova convenzione in sostituzione di quella revocata unilateralmente il 5 marzo 2004. In quella sede la REA sosterrà con fermezza la inderogabile necessità di pagare i diritti d’autore e connessi ad un unico soggetto, cioè alla SIAE, sempre che venga riconosciuto, come già detto, il lavoro di promozione che la radio effettua in favore della musica. Se così non sarà la REA intende mettere allo studio un’azione sindacale che riconosca alle radio e alle tv i diritti sul “format musicale e dell’intrattenimento”.
Attività collaterali della REA
Nel quadro delle iniziative collaterali, la REA realizzerà il “1° corso di comunicazione” on line riservato alle emittenti associate che intendono innalzare il livello qualitativo nelle relazioni interpersonali e pubbliche. Il corso è stato commissionato ad una società specializzata negli studi superiori delle relazioni aziendali. Presto verranno rese note le modalità di partecipazione.
“La Milano Sanremo della canzone italiana” è un “format musicale e d’intrattenimento” che la REA ha voluto realizzare per offrire alle radio, alle tv e agli artisti un anello di congiunzione per la conquista del grande pubblico nella convinzione che “un microfono, una telecamera e una canzone possono fare una rivoluzione”. Ovviamente la nostra sarà una rivoluzione pacifica e artistica che porteremo, tappa per tappa, a partire dal 15 ottobre 2013 da Milano, per tutta l’Italia fino a Sanremo 2014. Le emittenti interessate ad ospitare la Milano Sanremo della canzone italiana possono prenotarsi scrivendo a ufficiostampa@reasat.it
E’ in corso di costituzione il Circuito Nazionale Televisivo “Le 100 TV” . Alle emittenti televisive interessate verrà inviata, in via riservatissima , una bozza dell’atto costitutivo. Come soci fondatori del circuito possono aderire solo le emittenti associate REA. Successivamente si potrà valutare l’ingresso anche delle emittenti non associate ma referenziate da almeno due soci fondatori.
Rea invoca un incontro con l'Authority su diritto d'autore e diritti connessi
L’audizione è stata richiesta dalla REA – Radiotelevisioni Europee Associate, a seguito della consultazione pubblica sullo schema di Regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica di cui alla Delibera 398/11/CONS del 06 luglio 2011 emanata dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.
Nella predetta Delibera, l’Autorità, ricostruisce il quadro storico normativo e giurisprudenziale di riferimento evidenziando la sua accresciuta progressiva competenza in materia di diritto d’autore e diritti connessi grazie a interventi del legislatore che poggiano su tre pilastri normativi ben identificati. Il primo riconoscimento di competenze si riferisce ai poteri di vigilanza il quale è assegnato dalla legge anche alla SIAE (legge n. 633/41, articolo 182-bis – aggiornato dalla legge 248/2000). Il secondo riconoscimento, derivante dalla legge 633/41, art. 182.bis, comma 3, si riferisce al potere di ispezione. Il terzo riconoscimento, “potere di regolazione” , è stato attribuito dall’articolo 32-bis del Decreto Legislativo, n 44, il quale, dopo aver introdotto tra i principi fondamentali all’articolo 3 anche “la tutela dei diritti d’autore e di proprietà intellettuale” , impone ai fornitori di servizi di media audiovisivi (ivi comprese radio e tv) il rispetto dei diritti d’autore e dei diritti connessi nell’esercizio della propria attività, prevedendo altresì che l’Autorità emani le disposizioni regolamentari necessarie per rendere effettiva l’osservanza dei limiti e dei divieti indicati nelle norme delle citate leggi.
Com’è noto tale potere di regolazione, attributo dal legislatore all’Autorità, è stato fortemente voluto e appoggiato dalla REA nelle competenti sedi istituzionali al fine della costituzione di un Tavolo tecnico, ovviamente coordinato dalla stessa Autorità, con il compito di agevolare il raggiungimento di accordi tra produttori, produttori e fornitori di servizi di media audiovisivi e radiofonici, distributori, fornitori di servizi della società dell’informazione.
E’ proprio in questa direzione che va la consultazione voluta dall’Autorità per confrontare le varie tesi dei soggetti interessati per poi emanare una delibera nella quale regolamentare la complessa materia del diritto d’autore oramai divenuta una vera e propria giungla dei più disparati e contrastanti interessi.
Tra questi spicca la posizione della SCF – Società Consortile Fonografici, che insiste nel considerarsi unica detentrice dei diritti connessi e che, disattendendo l’articolo 181-ter, della legge 633/41, con una regola da Far West, ha arbitrariamente assunto il ruolo di unico esattore dei diritti anche in nome e per conto di migliaia e migliaia di piccoli produttori che mai riceveranno un solo euro di compenso per le loro opere.
Ben venga, dunque, l’atto regolatorio dell’Autorità affinchè si ponga fine alle false o dubbie interpretazioni della legge 633/41 nell’interesse di tutta la filiera: artisti, produttori, distributori, radio, televisioni, consumatori.
Per la fine del 2012 si prevede la costituzione del Tavolo tecnico del quale, ovviamente ne farà parte la REA e nei primi mesi dell’anno, speriamo, si riesca a lavorare per trovare intese soddisfacenti per tutti i soggetti.
Nella predetta Delibera, l’Autorità, ricostruisce il quadro storico normativo e giurisprudenziale di riferimento evidenziando la sua accresciuta progressiva competenza in materia di diritto d’autore e diritti connessi grazie a interventi del legislatore che poggiano su tre pilastri normativi ben identificati. Il primo riconoscimento di competenze si riferisce ai poteri di vigilanza il quale è assegnato dalla legge anche alla SIAE (legge n. 633/41, articolo 182-bis – aggiornato dalla legge 248/2000). Il secondo riconoscimento, derivante dalla legge 633/41, art. 182.bis, comma 3, si riferisce al potere di ispezione. Il terzo riconoscimento, “potere di regolazione” , è stato attribuito dall’articolo 32-bis del Decreto Legislativo, n 44, il quale, dopo aver introdotto tra i principi fondamentali all’articolo 3 anche “la tutela dei diritti d’autore e di proprietà intellettuale” , impone ai fornitori di servizi di media audiovisivi (ivi comprese radio e tv) il rispetto dei diritti d’autore e dei diritti connessi nell’esercizio della propria attività, prevedendo altresì che l’Autorità emani le disposizioni regolamentari necessarie per rendere effettiva l’osservanza dei limiti e dei divieti indicati nelle norme delle citate leggi.
Com’è noto tale potere di regolazione, attributo dal legislatore all’Autorità, è stato fortemente voluto e appoggiato dalla REA nelle competenti sedi istituzionali al fine della costituzione di un Tavolo tecnico, ovviamente coordinato dalla stessa Autorità, con il compito di agevolare il raggiungimento di accordi tra produttori, produttori e fornitori di servizi di media audiovisivi e radiofonici, distributori, fornitori di servizi della società dell’informazione.
E’ proprio in questa direzione che va la consultazione voluta dall’Autorità per confrontare le varie tesi dei soggetti interessati per poi emanare una delibera nella quale regolamentare la complessa materia del diritto d’autore oramai divenuta una vera e propria giungla dei più disparati e contrastanti interessi.
Tra questi spicca la posizione della SCF – Società Consortile Fonografici, che insiste nel considerarsi unica detentrice dei diritti connessi e che, disattendendo l’articolo 181-ter, della legge 633/41, con una regola da Far West, ha arbitrariamente assunto il ruolo di unico esattore dei diritti anche in nome e per conto di migliaia e migliaia di piccoli produttori che mai riceveranno un solo euro di compenso per le loro opere.
Ben venga, dunque, l’atto regolatorio dell’Autorità affinchè si ponga fine alle false o dubbie interpretazioni della legge 633/41 nell’interesse di tutta la filiera: artisti, produttori, distributori, radio, televisioni, consumatori.
Per la fine del 2012 si prevede la costituzione del Tavolo tecnico del quale, ovviamente ne farà parte la REA e nei primi mesi dell’anno, speriamo, si riesca a lavorare per trovare intese soddisfacenti per tutti i soggetti.
La pubblicità in radio cala del 19,2% a marzo (Nielsen)
Si ferma a poco meno di 1,6 miliardi di euro il valore del mercato pubblicitario nel primo trimestre 2013, considerando il perimetro dei mezzi e delle tipologie di advertising rilevate da Nielsen.
Rispetto allo stesso periodo del 2012, mancano all’appello 371 milioni di euro, per una variazione complessiva del -18,9%. Il calo è distribuito in maniera abbastanza omogenea. Tutti i principali media registrano perdite comprese tra il -20% e il -30%, mentre internet segna un +2,1.
Anche per quanto riguarda i settori merceologici il calo è trasversale. Le aziende dei primi 5 comparti (alimentari, automobili, tlc, farmaceutici/sanitari e media/editoria) hanno ridotto i budget in maniera rilevante, con tagli che vanno dal -15% al -30%.
I risultati del primo trimestre sono frutto della congiuntura economica molto critica, ma anche della incertezza politica pre e post elettorale che ha caratterizzato l’Italia. Difficile prevedere un’inversione di tendenza almeno nella prima metà dell’anno. Nel medio termine, se a livello europeo e nazionale dovessero essere adottate misure di sostegno alla crescita economica (allentamento dei vincoli di stabilità, erogazione dei crediti della PA verso le imprese, alleggerimento o differimento del carico fiscale, per citare i temi più ricorrenti), è ragionevole sperare in una boccata d’ossigeno per i consumi e quindi in un leggero miglioramento della situazione del mercato pubblicitario nell’ultimo trimestre dell’anno.
La pubblicità in Italia a gennaio-marzo 2013 (confronto con lo stesso periodo del 2012)

Rispetto allo stesso periodo del 2012, mancano all’appello 371 milioni di euro, per una variazione complessiva del -18,9%. Il calo è distribuito in maniera abbastanza omogenea. Tutti i principali media registrano perdite comprese tra il -20% e il -30%, mentre internet segna un +2,1.
Anche per quanto riguarda i settori merceologici il calo è trasversale. Le aziende dei primi 5 comparti (alimentari, automobili, tlc, farmaceutici/sanitari e media/editoria) hanno ridotto i budget in maniera rilevante, con tagli che vanno dal -15% al -30%.
I risultati del primo trimestre sono frutto della congiuntura economica molto critica, ma anche della incertezza politica pre e post elettorale che ha caratterizzato l’Italia. Difficile prevedere un’inversione di tendenza almeno nella prima metà dell’anno. Nel medio termine, se a livello europeo e nazionale dovessero essere adottate misure di sostegno alla crescita economica (allentamento dei vincoli di stabilità, erogazione dei crediti della PA verso le imprese, alleggerimento o differimento del carico fiscale, per citare i temi più ricorrenti), è ragionevole sperare in una boccata d’ossigeno per i consumi e quindi in un leggero miglioramento della situazione del mercato pubblicitario nell’ultimo trimestre dell’anno.
La pubblicità in Italia a gennaio-marzo 2013 (confronto con lo stesso periodo del 2012)

Boom di ascoltatori al voto per Capitalent
Continua lo straordinario successo per CapiTalent, il primo (contro) Talent in Italia dove non solo si canta (bene) ma si suona (meglio). Già 13.500 i voti arrivati sul sito www.capital.it.
Fino alle 12.00 del 31 maggio le 16 band selezionate saranno votabili in una apposita pagina dedicata, dove si potranno riascoltare anche le loro esibizioni.
In questa fase di gara, nel programma Capital Records – in onda da lunedì a giovedì - si ascolteranno 2 canzoni al giorno che saranno riproposte tutte nella puntata del venerdì. Nell’ultima puntata settimanale, il venerdì dalle 15.30 alle 17.00, saranno presenti anche 2 “giudici” Mary Cacciola e Paolo Mixo che esprimeranno il loro parere sulle esecuzioni.
Alla fine delle 4 settimane le 8 band più votate entreranno nella fase SEMIFINALE. Durante la settimana della SEMIFINALE, dal 3 al 7 giugno, si potranno ascoltare e votare le 8 band in gara su capital.it e saranno on air durante Capital Records.
On air musica di qualità, garantita dalla premiata fabbrica “Radio Capital”.
Un nuovo contest e programma radiofonico in cui si ascoltano cover di grandi classici realizzati da band nazionali.
Le 4 band più votate che entreranno in finale si esibiranno al Music Italy Show di Bologna dal 14 al 16 giugno con una diretta su Radio Capital nella quale si proclamerà il vincitore assoluto del primo CapiTalent.
Fino alle 12.00 del 31 maggio le 16 band selezionate saranno votabili in una apposita pagina dedicata, dove si potranno riascoltare anche le loro esibizioni.
In questa fase di gara, nel programma Capital Records – in onda da lunedì a giovedì - si ascolteranno 2 canzoni al giorno che saranno riproposte tutte nella puntata del venerdì. Nell’ultima puntata settimanale, il venerdì dalle 15.30 alle 17.00, saranno presenti anche 2 “giudici” Mary Cacciola e Paolo Mixo che esprimeranno il loro parere sulle esecuzioni.
Alla fine delle 4 settimane le 8 band più votate entreranno nella fase SEMIFINALE. Durante la settimana della SEMIFINALE, dal 3 al 7 giugno, si potranno ascoltare e votare le 8 band in gara su capital.it e saranno on air durante Capital Records.
On air musica di qualità, garantita dalla premiata fabbrica “Radio Capital”.
Un nuovo contest e programma radiofonico in cui si ascoltano cover di grandi classici realizzati da band nazionali.
Le 4 band più votate che entreranno in finale si esibiranno al Music Italy Show di Bologna dal 14 al 16 giugno con una diretta su Radio Capital nella quale si proclamerà il vincitore assoluto del primo CapiTalent.
iRadio, problemi con Sony
Apple si sarebbe arenata sugli accordi per iRadio, il suo servizio di streaming alternativo a Spotify: Sony non sarebbe soddisfatta delle tariffe proposte.
iRadio sembrava in dirittura d’arrivo e invece un ostacolo ne ha bloccato il percorso proprio sulla linea del traguardo. Il servizio di streaming musicale di Apple, alternativo a proposte come Spotify e Last.fm, rischia di dover saltare l’appuntamento preventivato con il sole e gli ombrelloni d’agosto per un intoppo con una major, nientemeno che Sony.
È da anni che si parla dello streaming musicale in salsa mela, ma solo nell’ultimo periodo il progetto si è fatto più concreto. Un’iniziativa in realtà rimasta ferma molti mesi – pare che Cupertino avesse concesso tariffe troppo basse alle case discografiche – sbloccatasi nelle ultime settimane con la salita a bordo di Universal e le conversazioni proficue con Warner. Stando a quanto riporta il Financial Times, però, Sony non sarebbe molto incline a lasciarsi ammaliare. Il secondo gruppo discografico al mondo, infatti, pare non voglia cedere finché gli introiti non verranno ulteriormente innalzati.
Stando ai rumor usciti negli ultimi mesi, sembra che inizialmente Cupertino abbia offerto solamente 6 centesimi per ogni 100 brani ascoltati. Un prezzo davvero esiguo se si considera come i competitor offrano dai 12 centesimi in su, con Spotify che supererebbe i 30 senza battere ciglio. Secondo le indiscrezioni emerse ieri, Apple avrebbe quindi proposto di raddoppiare la sua tariffa iniziale con la soluzione di 12,5 centesimi per 100 canzoni fruite in streaming. Sebbene non sia dato sapere quali e quante label abbiano deciso di accettare questo nuovo listino, pare vi sia stato un vago consenso. Tutti sul carro di Cupertino, insomma, a eccezione proprio di Sony e forse di Warner, quest’ultima non ancora pienamente convinta della bontà del servizio.
L’assunto delle major dell’intrattenimento musicale, se effettivamente come riportato, non è certo da biasimare: grazie a iTunes Store, Apple può contare sul bacino d’utenza più grande del mondo e non avrà probabilmente troppi problemi ad affermarsi come il modello di streaming più gettonato fra i navigatori, proprio grazie al suo ampio catalogo. Data questa constatazione e le ambizioni ben più estese rispetto alla concorrenza, non è dato ben sapere perché Cupertino si limiti a proporre delle tariffe pari a quelle di Pandora, un servizio che conta “solamente” 70 milioni di ascoltatori attivi. Apple si può certamente permettere di più, sostengono le major, perché allora non optare per un modello di pagamento almeno pari a quello di Spotify? Come andrà a finire con iRadio è purtroppo presto per saperlo, ma chissà che dalle parti della California l’azienda non cali il suo asso nella manica.
Leggi tutto: http://www.webnews.it/2013/05/10/iradio-problemi-con-sony/#ixzz2SsHeqBnU
iRadio sembrava in dirittura d’arrivo e invece un ostacolo ne ha bloccato il percorso proprio sulla linea del traguardo. Il servizio di streaming musicale di Apple, alternativo a proposte come Spotify e Last.fm, rischia di dover saltare l’appuntamento preventivato con il sole e gli ombrelloni d’agosto per un intoppo con una major, nientemeno che Sony.
È da anni che si parla dello streaming musicale in salsa mela, ma solo nell’ultimo periodo il progetto si è fatto più concreto. Un’iniziativa in realtà rimasta ferma molti mesi – pare che Cupertino avesse concesso tariffe troppo basse alle case discografiche – sbloccatasi nelle ultime settimane con la salita a bordo di Universal e le conversazioni proficue con Warner. Stando a quanto riporta il Financial Times, però, Sony non sarebbe molto incline a lasciarsi ammaliare. Il secondo gruppo discografico al mondo, infatti, pare non voglia cedere finché gli introiti non verranno ulteriormente innalzati.
Stando ai rumor usciti negli ultimi mesi, sembra che inizialmente Cupertino abbia offerto solamente 6 centesimi per ogni 100 brani ascoltati. Un prezzo davvero esiguo se si considera come i competitor offrano dai 12 centesimi in su, con Spotify che supererebbe i 30 senza battere ciglio. Secondo le indiscrezioni emerse ieri, Apple avrebbe quindi proposto di raddoppiare la sua tariffa iniziale con la soluzione di 12,5 centesimi per 100 canzoni fruite in streaming. Sebbene non sia dato sapere quali e quante label abbiano deciso di accettare questo nuovo listino, pare vi sia stato un vago consenso. Tutti sul carro di Cupertino, insomma, a eccezione proprio di Sony e forse di Warner, quest’ultima non ancora pienamente convinta della bontà del servizio.
L’assunto delle major dell’intrattenimento musicale, se effettivamente come riportato, non è certo da biasimare: grazie a iTunes Store, Apple può contare sul bacino d’utenza più grande del mondo e non avrà probabilmente troppi problemi ad affermarsi come il modello di streaming più gettonato fra i navigatori, proprio grazie al suo ampio catalogo. Data questa constatazione e le ambizioni ben più estese rispetto alla concorrenza, non è dato ben sapere perché Cupertino si limiti a proporre delle tariffe pari a quelle di Pandora, un servizio che conta “solamente” 70 milioni di ascoltatori attivi. Apple si può certamente permettere di più, sostengono le major, perché allora non optare per un modello di pagamento almeno pari a quello di Spotify? Come andrà a finire con iRadio è purtroppo presto per saperlo, ma chissà che dalle parti della California l’azienda non cali il suo asso nella manica.
Leggi tutto: http://www.webnews.it/2013/05/10/iradio-problemi-con-sony/#ixzz2SsHeqBnU
Rtl 102.5 sulla terra rossa agli Internazionali Bnl d'Italia di tennis
RTL 102.5 è partner degli Internazionali BNL d’Italia, il più importante evento di tennis italiano ed uno dei più prestigiosi del circuito mondiale che si terrà al Foro Italico di Roma da sabato 11 a domenica 19 maggio.
Per tutta la durata del torneo RTL 102.5 avrà due postazioni all’interno del Villaggio del Foro Italico e seguirà l’evento con più di 10 ore di diretta. Collegamenti quotidiani nei programmi e nei notiziari, risultati, approfondimenti, aggiornamenti, voci e curiosità dal torneo.
Gli Internazionali BNL d’Italia vedranno affrontarsi sul terreno del Foro Italico di Roma i più grandi tennisti del mondo dei circuiti ATP e WTA: dal numero uno Novak Djokovic ai campioni Rafael Nadal, Roger Federer, ed Andy Murray, così come le protagoniste del circuito femminile con, tra le altre, le stelle azzurre, Roberta Vinci, Sara Errani, Francesca Schiavone e Flavia Pennetta.
RTL 102.5 continua a rispettare la linea editoriale che ha portato all’acquisto dei diritti per gli Europei di calcio UEFA 2012, dopo il grande successo dei Mondiali FIFA 2010, e a seguire moltissimi altri eventi di diverse discipline sportive, dal calcio, al ciclismo, al golf, agli sport invernali e i motori. (foto: il tennista italiano Andreas Seppi)
Per tutta la durata del torneo RTL 102.5 avrà due postazioni all’interno del Villaggio del Foro Italico e seguirà l’evento con più di 10 ore di diretta. Collegamenti quotidiani nei programmi e nei notiziari, risultati, approfondimenti, aggiornamenti, voci e curiosità dal torneo.
Gli Internazionali BNL d’Italia vedranno affrontarsi sul terreno del Foro Italico di Roma i più grandi tennisti del mondo dei circuiti ATP e WTA: dal numero uno Novak Djokovic ai campioni Rafael Nadal, Roger Federer, ed Andy Murray, così come le protagoniste del circuito femminile con, tra le altre, le stelle azzurre, Roberta Vinci, Sara Errani, Francesca Schiavone e Flavia Pennetta.
RTL 102.5 continua a rispettare la linea editoriale che ha portato all’acquisto dei diritti per gli Europei di calcio UEFA 2012, dopo il grande successo dei Mondiali FIFA 2010, e a seguire moltissimi altri eventi di diverse discipline sportive, dal calcio, al ciclismo, al golf, agli sport invernali e i motori. (foto: il tennista italiano Andreas Seppi)
Radio 24: Cruciani e Parenzo vincitori Premiolino 2013 con La Zanzara
Alla coppia di conduttori, Giuseppe Cruciani e David Parenzo de La Zanzara, un programma radiofonico di Radio 24, e' stato assegnato ieri sera il Premiolino 2013, il piu' antico premio giornalistico italiano. 'Beffardi, spregiudicati, irriverenti e politicamente scorretti, muovendosi al confine tra informazione, satira e sberleffo hanno creato un nuovo linguaggio radiofonico e una rubrica di successo', sono le motivazioni della giuria che ha assegnato alla coppia Cruciani e Parenzo il Premiolino 2013. Insieme a loro sono stati premiati, in ordine alfabetico: Giovanna Chirri, Ansa; Didi Gnocchi, Ultrafragola tv; Paolo Mondani, Report Rai Tre; Lucrezia Reichlin, Corriere della Sera; Sarah Varetto, Sky Tg 24; e il Premio Birra Moretti per la Diffusione della Cultura Alimentare a Carlo Petrini de La Repubblica. (Il Sole 24 Ore Radiocor)
Si rinnova e cambia indirizzo il sito Rea, Reasat.eu

Dal 6 maggio 2013, il sito della REA si presenta completamente rinnovato nella grafica e nella dinamica interattiva per la quale ogni lettore potrà interagire con l'associazione inviando commenti ad ogni articolo pubblicato. Il nuovo sito è all'indirizzo http://www.reasat.eu. Il sito www.reasat.it rimarrà attivo fino al completo trasferimento del voluminoso archivio esistente.
Dal 6 maggio Unica Radio spiega l´Economia
L'economia in onda su Unica Radio. Lunedì 6 maggio parte la versione radiofonica de "La Storia dell'Economia (che ti dà da mangiare) spiegata a Lollo del mio bar", un racconto scritto dal giornalista e saggista italiano Paolo Barnard, nonché divulgatore in Italia del Programma Me-Mmt di salvezza economica per l’Italia “Non eravamo Piigs. Torneremo Italia”.
Un paio di birre, qualche stuzzicchino ed un sottofondo rockeggiante: un'atmosfera atipica per parlare di economia. Ma in tempi di crisi ogni momento è buono per cercare delle soluzioni, altrimenti "rimani un cittadino coglione che tutti possono prendere per il deretano", sentenzia Barnard rivolgendosi a Lollo, il suo barista di fiducia.
La rubrica, curata e interpretata da Andrea Siddi, andrà in onda dal 6 maggio, alle 15:10.
Un paio di birre, qualche stuzzicchino ed un sottofondo rockeggiante: un'atmosfera atipica per parlare di economia. Ma in tempi di crisi ogni momento è buono per cercare delle soluzioni, altrimenti "rimani un cittadino coglione che tutti possono prendere per il deretano", sentenzia Barnard rivolgendosi a Lollo, il suo barista di fiducia.
La rubrica, curata e interpretata da Andrea Siddi, andrà in onda dal 6 maggio, alle 15:10.
105 con Airc lotta contro i tumori femminili
Una nobilissima iniziativa, quella dell’Azalea della Ricerca di AIRC, giunta quest’anno alla 29° edizione. E quest’anno l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro ha scelto Radio 105 per dare voce al progetto che prevede una campagna di raccolta fondi attraverso il numero solidale 45508), la distribuzione di piantine di azalee nelle piazze domenica 12 maggio Festa delal Mamma e e di un’asta benefica su e-Bay.
Per rispondere nel migliore dei modi, l’emittente del Gruppo Finelco, forte dei propri 5.000.000 di ascoltatori al giorno, ha pianificato un percorso di avvicinamento a domenica 12 maggio: da lunedì 6 a domenica 12, ogni giorno e in differenti momenti della giornata, i dj di Radio 105 ricorderanno l’appuntamento nelle piazze e inviteranno il pubblico a donare al 45508. Il messaggio sarà reso più incisivo dalla presenza in studio dei testimonial AIRC: personaggi noti del mondo dello spettacolo come Arisa, Antonella Clerici, Federica Panicucci, la giovane ginnasta Carlotta Ferlito, Benedetta parodi, la tennista Flavia Pennetta, insieme a una selezione di giovani ricercatrici AIRC impegnate per combattere i tumori femminili.
Kris & Kris, Ylenia, Fabiola, Laura Gauthier e i loro compagni di programma saranno a tutti gli effetti testimonial AIRC, con ritratti fotografici di coppia con l’azalea e si rivolgeranno a tutti gli ascoltatori, oltre che in radio, anche con un video appello sui social network per invitare a donare e a partecipare all’iniziativa sulle piazze.
Lunedì 13 maggio prenderà il via l’asta benefica di AIRC su eBay e per l’occasione tutti i dj di Radio 105 autograferanno compilation, t-shirt, cartoline e metteranno in palio un’esperienza che non ha prezzo: una giornata a Radio 105 insieme ai propri beniamini.
La collaborazione Radio 105-AIRC sarà molto presente anche on-line su 105.net e sulle pagine facebook e twitter ufficiali.
Per rispondere nel migliore dei modi, l’emittente del Gruppo Finelco, forte dei propri 5.000.000 di ascoltatori al giorno, ha pianificato un percorso di avvicinamento a domenica 12 maggio: da lunedì 6 a domenica 12, ogni giorno e in differenti momenti della giornata, i dj di Radio 105 ricorderanno l’appuntamento nelle piazze e inviteranno il pubblico a donare al 45508. Il messaggio sarà reso più incisivo dalla presenza in studio dei testimonial AIRC: personaggi noti del mondo dello spettacolo come Arisa, Antonella Clerici, Federica Panicucci, la giovane ginnasta Carlotta Ferlito, Benedetta parodi, la tennista Flavia Pennetta, insieme a una selezione di giovani ricercatrici AIRC impegnate per combattere i tumori femminili.
Kris & Kris, Ylenia, Fabiola, Laura Gauthier e i loro compagni di programma saranno a tutti gli effetti testimonial AIRC, con ritratti fotografici di coppia con l’azalea e si rivolgeranno a tutti gli ascoltatori, oltre che in radio, anche con un video appello sui social network per invitare a donare e a partecipare all’iniziativa sulle piazze.
Lunedì 13 maggio prenderà il via l’asta benefica di AIRC su eBay e per l’occasione tutti i dj di Radio 105 autograferanno compilation, t-shirt, cartoline e metteranno in palio un’esperienza che non ha prezzo: una giornata a Radio 105 insieme ai propri beniamini.
La collaborazione Radio 105-AIRC sarà molto presente anche on-line su 105.net e sulle pagine facebook e twitter ufficiali.
Rea e Cento Radio presentano 'La Milano Sanremo della canzone italiana'
La REA, il Circuito Radiofonico Nazionale "Le 100 Radio" e la Top Records, hanno il piacere di annunciare la pubblicazione della compilation "La Milano Sanremo della Canzone Italiana" - edizione 2013 della quale fanno parte i migliori artisti emergenti che si sono esibiti durante gli eventi collaterali del Festival della Canzone Italiana organizzati dalla REA. La compilation è il coronamento del Patto di Solidarietà sottoscritto fra la REA e gli artisti per valorizzare la musica italiana nel mondo. “La Milano Sanremo della canzone italiana”, per analogia con la famosa gara ciclistica di Girardengo, Binda, Coppi, Bartali ed altri famosi campioni, è stata pensata dalla REA per mantenere alto il prestigio e il valore della canzone italiana per sette mesi l'anno, da ottobre a marzo, in tutte le regioni d'Italia alla scoperta di nuovi talenti presenti nelle radio e nelle tv locali. Le emittenti locali radiofoniche e televisive che intendono candidarsi per ospitare una tappa del giro de "La Milano Sanremo della canzone italiana" edizione 2014 devono mettersi in contatto con la REA scrivendo a ufficiostampa@reasat.it . La REA sarà grata a quelle emittenti che vorranno mettere in onda lo spot il cui ricavato andrà devoluto per la realizzazione della seconda edizione della Milano Sanremo della Canzone Italiana 2014 in favore degli artisti emergenti. Prego confermare la messa in onda dello spot a info@reasat.it indicando il marchio della radio e della tv con l'ambito territoriale di diffusione.
Scarica la classifica: https://itunes.apple.com/it/album/anima-rotta/id643775740?i=643776196
IL PROGETTO "LA MILANO SANREMO DELLA CANZONE ITALIANA" edizione 2014
Il giro de “La Milano Sanremo della canzone italiana” 2014 toccherà le seguenti città:
Partenza – Milano il 15 ottobre 2013
Venezia – Firenze – Bologna – Ancona – Roma – Napoli – Bari – Matera – Reggio Calabria – Catania – Cagliari
Arrivo – Sanremo il 15 febbraio 2014
Collegamenti televisivi e radiofonici
Circuito radiofonico nazionale “Le 100 Radio + Belle d’Italia”
Circuito televisivo nazionale “Le 100 TV + Belle d’Italia”
Channel 24 – canale 130
Sky – HOT BIRD collegamento Europa e Nord Africa
N. 85 Televisioni locali associate REA
N. 320 Radio locali associate REA
Previsioni Ascolti TV e Radio (dal 15 ottobre 2013 al 15 febbraio 2014 pari a 165 giorni)
TV locali italiane 8.500.000
TV Paesi Europei 2.500.000
Ascolti complessivi 11.000.000
Media ascolti/tappa 1.000.000
Radio locali italiane 1.200.000 ascolti/tappa
Radio ascolti complessivi 13.200.000
Considerando la visibilità complessiva, tra tv e radio, di 24,2 milioni di utenti durante il periodo intercorrente la partenza degli eventi (15 ottobre 2013 da Milano) e l’arrivo (15 febbraio 2014 a Sanremo) e l’impegno della REA a promuovere, in ogni tappa-evento, attraverso spot e video clip, il turismo e la pubblicità locale e nazionale nonché le opere degli artisti e delle etichette interessate, “La Milano Sanremo della canzone italiana” non potrà non portare un concreto beneficio alla visibilità degli artisti e all’economia locale in termini di presenze alberghiere e di consumi non solo durante i classici cinque giorni del festival, ma durante l’intero anno.
Premiazioni e promozione artistica
Premio REA 2014 sezione artisti: riservato agli artisti finalisti “La Milano Sanremo della canzone italiana”
Pergamena REA 2014 – sezione artisti; riservata a tutti gli artisti partecipanti “La Milano Sanremo della canzone italiana”
Premio REA 2014 – sezione cultura: riservato alle opere letterarie
Premio REA 2014 – sezione ospiti d’onore
Premio REA 2014 – sezione radio: riservato agli editori radiofonici
Premio REA 2014 – sezione TV : riservato agli editori televisivi
Premio REA 2014 – sezione musica: riservato all’artista dell’anno
Scarica la classifica: https://itunes.apple.com/it/album/anima-rotta/id643775740?i=643776196
IL PROGETTO "LA MILANO SANREMO DELLA CANZONE ITALIANA" edizione 2014
Il giro de “La Milano Sanremo della canzone italiana” 2014 toccherà le seguenti città:
Partenza – Milano il 15 ottobre 2013
Venezia – Firenze – Bologna – Ancona – Roma – Napoli – Bari – Matera – Reggio Calabria – Catania – Cagliari
Arrivo – Sanremo il 15 febbraio 2014
Collegamenti televisivi e radiofonici
Circuito radiofonico nazionale “Le 100 Radio + Belle d’Italia”
Circuito televisivo nazionale “Le 100 TV + Belle d’Italia”
Channel 24 – canale 130
Sky – HOT BIRD collegamento Europa e Nord Africa
N. 85 Televisioni locali associate REA
N. 320 Radio locali associate REA
Previsioni Ascolti TV e Radio (dal 15 ottobre 2013 al 15 febbraio 2014 pari a 165 giorni)
TV locali italiane 8.500.000
TV Paesi Europei 2.500.000
Ascolti complessivi 11.000.000
Media ascolti/tappa 1.000.000
Radio locali italiane 1.200.000 ascolti/tappa
Radio ascolti complessivi 13.200.000
Considerando la visibilità complessiva, tra tv e radio, di 24,2 milioni di utenti durante il periodo intercorrente la partenza degli eventi (15 ottobre 2013 da Milano) e l’arrivo (15 febbraio 2014 a Sanremo) e l’impegno della REA a promuovere, in ogni tappa-evento, attraverso spot e video clip, il turismo e la pubblicità locale e nazionale nonché le opere degli artisti e delle etichette interessate, “La Milano Sanremo della canzone italiana” non potrà non portare un concreto beneficio alla visibilità degli artisti e all’economia locale in termini di presenze alberghiere e di consumi non solo durante i classici cinque giorni del festival, ma durante l’intero anno.
Premiazioni e promozione artistica
Premio REA 2014 sezione artisti: riservato agli artisti finalisti “La Milano Sanremo della canzone italiana”
Pergamena REA 2014 – sezione artisti; riservata a tutti gli artisti partecipanti “La Milano Sanremo della canzone italiana”
Premio REA 2014 – sezione cultura: riservato alle opere letterarie
Premio REA 2014 – sezione ospiti d’onore
Premio REA 2014 – sezione radio: riservato agli editori radiofonici
Premio REA 2014 – sezione TV : riservato agli editori televisivi
Premio REA 2014 – sezione musica: riservato all’artista dell’anno
Debutta Onstage Radio, dedicata alla musica live
E' nata Onstage Radio, digital radio che trasmette 24 ore su 24 solo musica live. Onstage Radio farà rivivere ai suoi ascoltatori, con la stessa intensità, tutte le emozioni che rendono i concerti dei momenti speciali,
dando loro l’occasione per sentire versioni inedite o arrangiamenti particolari dei pezzi.
E avere modo così di testare la bravura di band e cantanti dal vivo - il vero banco di prova per ogni artista.
La programmazione è affidata a Daniele Tognacca - che ha collaborato anche con Radio Deejay, Virgin Radio e Radio Capital – che ogni giorno selezionerà le performance live più interessanti, per offrire un punto di vista nuovo sulle canzoni e i loro esecutori. Sono entusiasti dell’iniziativa i Negramaro, i Negrita e i Deep Purple, che hanno già dedicato agli ascoltatori di Onstage Radio un saluto (e ai loro presto se ne aggiungeranno di nuovi).
Onstage Radio va a rafforzare ulteriormente il sistema integrato sulla musica già offerto da Areaconcerti con Onstage Magazine, Live Channel, Below The Live e Music Network e si pone per gli investitori come una nuova occasione per creare una relazione quotidiana con gli ascoltatori, e posizionarsi così sul mercato sfruttando il canale della musica live. E’ un nuovo mezzo per vedere ampliate le proprie potenzialità digital grazie a pacchetti di comunicazione che prevedono il player customizzato in abbinamento ai banner, spazi pubblicitari dentro alle App, spot radiofonici, programmi sponsorizzati.
Con Onstage Radio la musica dal vivo diventa accessibile a tutti, sempre e ovunque: sarà possibile ascoltarla comodamente sul proprio pc attraverso il player presente sui siti partner e sulla pagina Facebook di Onstage Magazine oppure sui propri smartphone o tablet tramite l’ App gratuita disponibile per iPhone e Android.
Onstage Radio, stay live!
dando loro l’occasione per sentire versioni inedite o arrangiamenti particolari dei pezzi.
E avere modo così di testare la bravura di band e cantanti dal vivo - il vero banco di prova per ogni artista.
La programmazione è affidata a Daniele Tognacca - che ha collaborato anche con Radio Deejay, Virgin Radio e Radio Capital – che ogni giorno selezionerà le performance live più interessanti, per offrire un punto di vista nuovo sulle canzoni e i loro esecutori. Sono entusiasti dell’iniziativa i Negramaro, i Negrita e i Deep Purple, che hanno già dedicato agli ascoltatori di Onstage Radio un saluto (e ai loro presto se ne aggiungeranno di nuovi).
Onstage Radio va a rafforzare ulteriormente il sistema integrato sulla musica già offerto da Areaconcerti con Onstage Magazine, Live Channel, Below The Live e Music Network e si pone per gli investitori come una nuova occasione per creare una relazione quotidiana con gli ascoltatori, e posizionarsi così sul mercato sfruttando il canale della musica live. E’ un nuovo mezzo per vedere ampliate le proprie potenzialità digital grazie a pacchetti di comunicazione che prevedono il player customizzato in abbinamento ai banner, spazi pubblicitari dentro alle App, spot radiofonici, programmi sponsorizzati.
Con Onstage Radio la musica dal vivo diventa accessibile a tutti, sempre e ovunque: sarà possibile ascoltarla comodamente sul proprio pc attraverso il player presente sui siti partner e sulla pagina Facebook di Onstage Magazine oppure sui propri smartphone o tablet tramite l’ App gratuita disponibile per iPhone e Android.
Onstage Radio, stay live!
Rtl 102.5 partner dei Wind Music Awards 2013
RTL 102.5, la radio più ascoltata d’Italia con 6.878.000 ascoltatori nel giorno medio (dati Radiomonitor/GFK Eurisko 2013), è la radio partner della settima edizione dei Wind Music Awards, la manifestazione che celebra e premia la migliore musica italiana.
I Wind Music Awards si terranno lunedì 3 giugno presso “Il Centrale Live” – Foro Italico di Roma e saranno presentati da Carlo Conti e Vanessa Incontrada.
Nel corso della serata saranno premiati gli artisti che hanno raggiunto i più importanti traguardi discografici tra maggio 2012 e maggio 2013 e saranno presenti come premiatori ed ospiti grandi artisti e personaggi nazionali e internazionali.
I Wind Music Awards 2013 saranno realizzati da F&P Group con la Ballandi entertainment.
I Wind Music Awards si terranno lunedì 3 giugno presso “Il Centrale Live” – Foro Italico di Roma e saranno presentati da Carlo Conti e Vanessa Incontrada.
Nel corso della serata saranno premiati gli artisti che hanno raggiunto i più importanti traguardi discografici tra maggio 2012 e maggio 2013 e saranno presenti come premiatori ed ospiti grandi artisti e personaggi nazionali e internazionali.
I Wind Music Awards 2013 saranno realizzati da F&P Group con la Ballandi entertainment.
RadioMonitor: Radio 24 supera i 2 milioni di ascoltatori
Gli ascolti di Radio 24 crescono. I dati di Eurisko Radio Monitor pubblicati oggi vedono gli ascolti di Radio 24 nel giorno medio aumentare di 29.000 unità, raggiungendo quota 1.896.000 rispetto a 1.867.00, dato globale del 2012. Il dato si riferisce alla media mobile degli ascolti dal marzo 2012 al marzo 2013. Ciò significa che l’incremento messo a segno nei primi tre mesi del 2013 ha superato la soglia dei 2 milioni di ascoltatori nel giorno medio.
Stasera alle 23 e 08 a Demo ospite il giornalista Antonio Ranalli con i suoi suggerimenti musicali
La rubrica Demopress all'interno del famoso show serale acchiappatalenti: curato da Gian Maurizio Foderaro, Demo va in onda tutte le sere dal Lunedi' al Venerdi' dopo il GR1 delle 23. Antonio Ranalli tra Nomadi e Dire Straits! Antonio Ranalli proporra' un demo della cantautrice milanese Fanya, di cui ricordiamo il grande concerto con I Nomadi. Nel corso della puntata di Giovedi' 2 Maggio, in onda alle 23,08 ascolteremo di lei il brano Fermi Noi poi i demo di Roberta Di Mario di Parma con il suo brano Tra il Tempo e la Distanza e quello dei Two Friends di Pavia che propongono il brano Suono Vivo, infine un' altra fortunata scoperta di Demo, La Fame di Camilla con il brano Storia di una Favola....
Antonio Ranalli ha vinto nel 2002 il Premio Sulmona. Si e' laureato l'anno dopo parlando di Kiss, Nomadi, Dire Straits e Marilyn Manson, ha pubblicato Nomadi 1965-2005. Canzoni senza patria e senza tempo ed il piu' recente Nomadi / Gente come noi.
Leggi l'articolo intitolato:
Scocca l'ora di Antonio Ranalli, ospite di Michael Pergolani e Renato Marengo a Demo su Rai Radio1
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